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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 

Maria Vittoria Morokovski

 

 

Vivienne - Portiere di notte

 
 

SECONDA PARTE

 
 

RAINER OPPERMANN 

 
 
 

  
  

Vivienne lo considerava un buon amico e a chi le diceva che la corteggiava,rispondeva di no,che lui odiava le donne e che,un uomo così era meglio perderlo che trovarlo. Una sera le aveva telefonato e l’aveva invitata a cena,poco dopo le aveva telefonato per scusarsi e disdire l’invito. Vivienne c’era rimasta un po’ male,ma non ne aveva fatto un dramma. I mesi passavano e Flavio,a turno,le aveva presentato alcuni amici,poi il fratello,persino la madre ed un giorno le aveva portato la fidanzata. La ragazza era carina ed evidentemente innamoratissima, Vivienne ebbe quasi pena per lei, lui la trattava male e lei sembrava pendere dalle sue labbra, Vivienne non la invidiò e si disse che non avrebbe mai amato un uomo simile,Flavio era perfetto come amico,pessimo come compagno. Un giorno i 2 vennero a trovarla e le annunciarono la loro decisione di sposarsi,lui aggiunse,con estremo cattivo gusto,rivolto alla futura moglie:’’ricordati che ti sposo solo perché lei non mi ha voluto. Sembrava una battuta, ma non fece ridere nessuno. Vivienne ne fu lusingata e rattristata allo stesso tempo. Miriam,così si chiamava la fidanzatina,non aveva mostrato alcuna emozione. Lui sembrava non aver capito la gaffe Quella sera Vivienne non fu felice di essere la sua unica amica. Flavio non si fece vedere per molti mesi. Un bel giorno si ripresentò con una carrozzina per farle vedere il bambino . Le lasciò persino una foto, sua e del bimbo. Vivienne, nel frattempo si era fidanzata,ma la visita di Flavio,anche quella volta, le aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. Il lavoro che avrebbe dovuto essere temporaneo, stava diventando un lavoro fisso,la laurea per un motivo o per un altro tardava,il fidanzato stava diventando un problema, la madre stava sempre peggio,la vita sorrideva meno alla bella Vivienne.

Flavio aveva ricominciato a venirla a trovare, Miriam telefonava e le chiedeva di rimandarlo a casa, a volte veniva col bimbo che lei metteva a dormire nel suo lettino. Il fidanzato le faceva scenate di gelosia, Flavio faceva il geloso con gli altri uomini che le facevano complimenti. Vivi come la chiamavano tutti, aveva sempre più amici corteggiatori platonici ed una vita sempre più anomala ,gli anni passavano e lei sembrava non accorgersi del deserto che si creava attorno a lei. Sua madre era morta,con il fidanzato era finita male,si era laureata ,ma non aveva trovato un altro lavoro,non aveva amiche né amici al di fuori dei clienti dell’albergo,molti come Flavio prendevano la stanza lì più per farle la corte che per bisogno di dormire,Flavio poi aveva sempre abitato in città e non aveva mai avuto davvero bisogno della stanza,questo lei lo aveva saputo quasi subito. Era anche stata a cena da lui, aveva notato che in quella casa c’era poco amore, lui rientrava sempre più tardi la sera, Miriam passava sempre più week-end dai suoi genitori, il bambino era viziato e capriccioso,la madre di lui sempre più presente. No qualcosa non funzionava in quel matrimonio. Vivi non si meravigliò quando Flavio le raccontò di essersi separato,si meravigliò solo del modo,avevano diviso il grande appartamento in cui vivevano, lui avrebbe vissuto con la madre ed il fratello,lei con il figlio nell’altra parte. A Vivi quella soluzione era sembrata assurda,non riusciva a concepire come,due che si erano amati potevano incontrarsi tutti i giorni da estranei,comunque la cosa non era affar suo. In quel periodo la stava corteggiando un uomo separato che le piaceva molto,tra loro non era successo ancora nulla perché la ragazza temeva che la separazione dalla moglie non fosse definitiva,ma sperava che prima o poi nel loro rapporto fosse fatta chiarezza,aveva presentato Flavio a quell’uomo ed i 2 sembrava avessero fatto amicizia,uscivano spesso in 3 e lui era felice, cosa poteva chiedere di più dalla vita? Il suo probabile futuro compagno di vita ed il suo migliore amico non la lasciavano sola un momento e,a lei,non serviva altro,si sentiva appagata. Ma anche questo pseudo fidanzamento iniziò a zoppicare,l’uomo faceva strane allusioni,sembrava non fidarsi di lei e,a poco a poco,Vivi cominciò a temere che neppure quello fosse l’uomo della sua vita, Flavio le diceva sempre che lei meritava di meglio e non gli scarti di un’altra donna e diceva lo stesso anche a lui Una sera li sentì parlare proprio di questo, Flavio consigliava all’altro di lasciarla perché non sarebbe stato in grado di darle tutto quello che lei meritava. Inutili furono le sue proteste e la crisi di pianto che le aveva accompagnate,non fu quel giorno, ma il suo fidanzato la lasciò.

Anche Flavio sparì per qualche tempo. Vivi aveva trovato un altro lavoro ed aveva lasciato l’albergo dove era amata e rispettata Dal personale e dai proprietari, lo aveva fatto per far piacere all’ex fidanzato,aveva anche cambiato casa,era la casa in cui aveva sperato di vivere da sposata,ora tutti quei cambiamenti le erano sembrati inutili,comunque aveva dato un taglio e non aveva lasciato il nuovo indirizzo a nessuno tranne che a Flavio e a pochissimi amici. La nuova vita era più riposante,ma la notte non riusciva a dormire,si sentiva sola in quella casa,non vedeva mai nessuno al di fuori dal lavoro,una lenta e sorda depressione si stava impadronendo della sua anima,non si vestiva né si truccava più con tanta cura,le mancavano i complimenti degli uomini che venivano a trovarla nell’albergo, le mancavano le cene con Flavio,le capatine al piano bar,le passeggiate a piedi senza meta che facevano insieme,le lunghe chiacchierate e la musica che piaceva ad entrambi. Un giorno si decise e gli telefonò,non lo aveva fatto prima perché temeva fosse tornato con la ex moglie e non voleva essere motivo di litigi,lui fu gentile e la invitò a pranzo. Le loro case erano abbastanza vicine,il pranzo fu piacevole,la mamma di lui fu gentile,il fratello affabile, Vivi si sentì in famiglia. Le raccontarono che Miriam aveva una storia con un avvocato e che il bimbo cresceva sereno, Flavio le diede le chiavi del suo garage ,poteva lasciarvi l’auto quando voleva,c’era posto.

Da quel giorno ripresero a vedersi spesso,lui bussava alla sua finestra quando passava di lì,Vivi abitava al piano terra,facevano lunghe passeggiate senza meta,ascoltavano musica. Tiravano tardi la sera,sempre come fratelli affiatati. Un giorno come tanti,lui passò da lei,decisero di andare al cinema,in tutti quegli anni non erano mai andati al cinema insieme,le chiese di accompagnarlo un momento a casa a cambiarsi,era normale,lo avevano fatto molte altre volte,ma quella volta non c’era nessuno,la mamma era in campagna,il fratello era via per lavoro, Miriam ed il bambino erano dai genitori di lei. Come al solito lui mise un disco,poco dopo la baciò,un attimo dopo erano lì a fare l’amore come due amanti appassionati, Vivienne ricambiava la sua passione con altrettanta intensità,non si erano detti nulla,i baci e gli abbracci parlavano per loro,era la cosa più naturale e semplice del mondo, Vivienne,si meravigliava solo della spontaneità e della gioia che provava,sembrava lo avessero fatto da sempre.

CONTINUA



PER SCRIVERE ALL'AUTRICE: lopatine@libero.it