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Vivienne lo considerava un buon amico e a chi le diceva che la
corteggiava,rispondeva di no,che lui odiava le donne e che,un uomo così
era meglio perderlo che trovarlo. Una sera le aveva telefonato e l’aveva
invitata a cena,poco dopo le aveva telefonato per scusarsi e disdire
l’invito. Vivienne c’era rimasta un po’ male,ma non ne aveva fatto
un dramma. I mesi passavano e Flavio,a turno,le aveva presentato alcuni
amici,poi il fratello,persino la madre ed un giorno le aveva portato la
fidanzata. La ragazza era carina ed evidentemente innamoratissima,
Vivienne ebbe quasi pena per lei, lui la trattava male e lei sembrava
pendere dalle sue labbra, Vivienne non la invidiò e si disse che non
avrebbe mai amato un uomo simile,Flavio era perfetto come amico,pessimo
come compagno. Un giorno i 2 vennero a trovarla e le annunciarono la loro
decisione di sposarsi,lui aggiunse,con estremo cattivo gusto,rivolto alla
futura moglie:’’ricordati che ti sposo solo perché lei non mi ha
voluto. Sembrava una battuta, ma non fece ridere nessuno. Vivienne ne fu
lusingata e rattristata allo stesso tempo. Miriam,così si chiamava la
fidanzatina,non aveva mostrato alcuna emozione. Lui sembrava non aver
capito la gaffe Quella sera Vivienne non fu felice di essere la sua unica
amica. Flavio non si fece vedere per molti mesi. Un bel giorno si
ripresentò con una carrozzina per farle vedere il bambino . Le lasciò
persino una foto, sua e del bimbo. Vivienne, nel frattempo si era
fidanzata,ma la visita di Flavio,anche quella volta, le aveva lasciato un
po’ di amaro in bocca. Il lavoro che avrebbe dovuto essere temporaneo,
stava diventando un lavoro fisso,la laurea per un motivo o per un altro
tardava,il fidanzato stava diventando un problema, la madre stava sempre
peggio,la vita sorrideva meno alla bella Vivienne.
Flavio aveva
ricominciato a venirla a trovare, Miriam telefonava e le chiedeva di
rimandarlo a casa, a volte veniva col bimbo che lei metteva a dormire nel
suo lettino. Il fidanzato le faceva scenate di gelosia, Flavio faceva il
geloso con gli altri uomini che le facevano complimenti. Vivi come la
chiamavano tutti, aveva sempre più amici corteggiatori platonici ed una
vita sempre più anomala ,gli anni passavano e lei sembrava non accorgersi
del deserto che si creava attorno a lei. Sua madre era morta,con il
fidanzato era finita male,si era laureata ,ma non aveva trovato un altro
lavoro,non aveva amiche né amici al di fuori dei clienti
dell’albergo,molti come Flavio prendevano la stanza lì più per farle
la corte che per bisogno di dormire,Flavio poi aveva sempre abitato in
città e non aveva mai avuto davvero bisogno della stanza,questo lei lo
aveva saputo quasi subito. Era anche stata a cena da lui, aveva notato che
in quella casa c’era poco amore, lui rientrava sempre più tardi la
sera, Miriam passava sempre più week-end dai suoi genitori, il bambino
era viziato e capriccioso,la madre di lui sempre più presente. No
qualcosa non funzionava in quel matrimonio. Vivi non si meravigliò quando
Flavio le raccontò di essersi separato,si meravigliò solo del
modo,avevano diviso il grande appartamento in cui vivevano, lui avrebbe
vissuto con la madre ed il fratello,lei con il figlio nell’altra parte.
A Vivi quella soluzione era sembrata assurda,non riusciva a concepire
come,due che si erano amati potevano incontrarsi tutti i giorni da
estranei,comunque la cosa non era affar suo. In quel periodo la stava
corteggiando un uomo separato che le piaceva molto,tra loro non era
successo ancora nulla perché la ragazza temeva che la separazione dalla
moglie non fosse definitiva,ma sperava che prima o poi nel loro rapporto
fosse fatta chiarezza,aveva presentato Flavio a quell’uomo ed i 2
sembrava avessero fatto amicizia,uscivano spesso in 3 e lui era felice,
cosa poteva chiedere di più dalla vita? Il suo probabile futuro compagno
di vita ed il suo migliore amico non la lasciavano sola un momento e,a
lei,non serviva altro,si sentiva appagata. Ma anche questo pseudo
fidanzamento iniziò a zoppicare,l’uomo faceva strane allusioni,sembrava
non fidarsi di lei e,a poco a poco,Vivi cominciò a temere che neppure
quello fosse l’uomo della sua vita, Flavio le diceva sempre che lei
meritava di meglio e non gli scarti di un’altra donna e diceva lo stesso
anche a lui Una sera li sentì parlare proprio di questo, Flavio
consigliava all’altro di lasciarla perché non sarebbe stato in grado di
darle tutto quello che lei meritava. Inutili furono le sue proteste e la
crisi di pianto che le aveva accompagnate,non fu quel giorno, ma il suo
fidanzato la lasciò.
Anche Flavio sparì per qualche tempo. Vivi aveva
trovato un altro lavoro ed aveva lasciato l’albergo dove era amata e
rispettata Dal personale e dai proprietari, lo aveva fatto per far piacere
all’ex fidanzato,aveva anche cambiato casa,era la casa in cui aveva
sperato di vivere da sposata,ora tutti quei cambiamenti le erano sembrati
inutili,comunque aveva dato un taglio e non aveva lasciato il nuovo
indirizzo a nessuno tranne che a Flavio e a pochissimi amici. La nuova
vita era più riposante,ma la notte non riusciva a dormire,si sentiva sola
in quella casa,non vedeva mai nessuno al di fuori dal lavoro,una lenta e
sorda depressione si stava impadronendo della sua anima,non si vestiva né
si truccava più con tanta cura,le mancavano i complimenti degli uomini
che venivano a trovarla nell’albergo, le mancavano le cene con Flavio,le
capatine al piano bar,le passeggiate a piedi senza meta che facevano
insieme,le lunghe chiacchierate e la musica che piaceva ad entrambi. Un
giorno si decise e gli telefonò,non lo aveva fatto prima perché temeva
fosse tornato con la ex moglie e non voleva essere motivo di litigi,lui fu
gentile e la invitò a pranzo. Le loro case erano abbastanza vicine,il
pranzo fu piacevole,la mamma di lui fu gentile,il fratello affabile, Vivi
si sentì in famiglia. Le raccontarono che Miriam aveva una storia con un
avvocato e che il bimbo cresceva sereno, Flavio le diede le chiavi del suo
garage ,poteva lasciarvi l’auto quando voleva,c’era posto.
Da quel
giorno ripresero a vedersi spesso,lui bussava alla sua finestra quando
passava di lì,Vivi abitava al piano terra,facevano lunghe passeggiate
senza meta,ascoltavano musica. Tiravano tardi la sera,sempre come fratelli
affiatati. Un giorno come tanti,lui passò da lei,decisero di andare al
cinema,in tutti quegli anni non erano mai andati al cinema insieme,le
chiese di accompagnarlo un momento a casa a cambiarsi,era normale,lo
avevano fatto molte altre volte,ma quella volta non c’era nessuno,la
mamma era in campagna,il fratello era via per lavoro, Miriam ed il bambino
erano dai genitori di lei. Come al solito lui mise un disco,poco dopo la
baciò,un attimo dopo erano lì a fare l’amore come due amanti
appassionati, Vivienne ricambiava la sua passione con altrettanta intensità,non
si erano detti nulla,i baci e gli abbracci parlavano per loro,era la cosa
più naturale e semplice del mondo, Vivienne,si meravigliava solo della
spontaneità e della gioia che provava,sembrava lo avessero fatto da
sempre.
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