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Ho la sete della febbre e tremo alla vista dell'oasi che apri ai miei occhi.
Quando spalanchi le tue cosce giovani e bronzee come le grandi porte dei giardini di Ishtar.
Erotici sospiri, sono musicali amplessi che io dirigo come un suonatore, suoni confusi nel vapore caldo della lussuria
che ti ricopre di piccole gocce il corpo nudo; ne raccolgo ad una ad una con la punta della lingua, mi dissetano,
sono dolci, sanno di femmina.
Lente come rivoli di pioggia autunnale si bagnano le tue piccole labbra, orchidee rosa e morbide,
succose d'ambrosia; umide di desiderio, hanno la grazia e la perfezione di una nuvola:
ma sono fatte di carne calda e fremente di un piacere avido fino all'oblìo.
Se l'ossessione per te è il paradiso quanto sarà crudele allora l'inferno.
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ALL'AUTORE: naglfar@vizzavi.it 
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