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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
  LIANA  
  L'INCONTRO  
 

foto di ivana ford

 
 
 
 

…perchè mi caccio sempre in queste situazioni...? Accidenti a me! Abbiamo chattato, ci siamo piaciuti... molto piaciuti. Ed ora questo nostro primo incontro. Voluto da te. A tutti i costi. Vedrai, scrivevi, ti piacerò, mi piacerai. Sarà bello. Tremo come una foglia al ricordo delle tue parole, dei tuoi impeti, delle tue voglie. La chat, la web...il telefono ed ora noi, noi dal vero!!

Quattro fermate, quattro sole fermate e poi sono arrivata.... Cos’ha da guardare quell' idiota seduto davanti a me con gli occhi fissi sulle mie gambe....ah certo: il filo di raso rosso che ho legato alla caviglia!! Ecco cosa guarda ipnotizzato: è il nostro segno per riconoscerci tra la folla....accidenti forse dovevo metterlo all'ultimo momento... Tre...due...una...ecco ora scendo. L'indirizzo è chiaro ma strano.. un tribunale. Hai voluto il nostro incontro in un tribunale. Non sono mai entrata nella sede storica di questo tribunale: è enorme....che ingresso stupendo! Ho il naso all'insù e gli occhi spalancati sul soffitto affrescato.

"Serve qualcosa Signora?" "No, grazie"...” ritorno in me e non so cosa fare, dove andare. Ma perché, perchè lui tarda tanto ad arrivare? Lo sapevo, lo sapevo....non dovevo accettare questo incontro!!! Mi unisco ad un gruppo di persone, mi confondo tra di loro, li seguo...sembra una visita guidata. Non ti vedo, non ti sento, sono sempre più nervosa.... dove sei?? Lo sapevo...lo sapevo....ora cosa faccio? Stanno entrando tutti in una stanza: li seguo, la luce si spegne. Nel buio un tabellone si illumina all'improvviso: Oh, mio Dio questa non ci voleva: proiettano delle diapositive... sono rimasta intrappolata….ora non potrò uscire fino alla fine...sta andando tutto storto....tutto storto ...tu non verrai, lo sento, lo so.

Sento la rabbia che sale in me mista a qualcosa di indefinito...una sensazione...che non riesco a mettere a fuoco….sì, mi sento come avvolta da un senso si tepore… e questo odore, questo odore... Qualcuno da dietro mi mette un foglio sotto il naso: "Signora, non ha preso il programma all'ingresso..." La voce è calda, il respiro tiepido. La mano...il polsino...i gemelli rossi come il filo di raso rosso alla mia caviglia: il nostro riconoscimento! Sei tu! Sono una statua di ghiaccio, mi sento fredda, paralizzata, svuotata da qualsiasi volontà…:sei tu…sei tu.... E questo odore che ti avvolge ...che sale dalla tua mano, che mi avvolge tutta.

I patti erano chiari: niente profumo addosso al nostro primo incontro ma tu... ma tu... hai giocato veramente sporco! Ti piace, lo so ti piace! e allora dillo: Sei un bastardo!!...volevi annientarmi al primo incontro ? Ci sei riuscito! Ecco perchè tardavi. E l'odore che ti circonda....l'ho capito sai? Dolce...dolce...dolce....!! Non c'è dubbio alcuno: è l'odore del tuo sesso, del tuo seme.... Devo, assolutamente allontanarmi da te, andare via (la mia mente va alle tue mani sul tuo pene) …devo uscire da qui! ( che lo accarezzano piano, piano) devo, devo! ( che salgono, scendono...cercano il ritmo del tuo piacere ) devo sbloccarmi, andare! ( che lo avvolgono, lo accarezzano ) cazzo…e muoviti! Vai! ( le tue mani che stringono il tuo sesso nel piacere estremo...ohh, si...) ESCI! (tu che mi pensi e il piacere arriva, le tue mani che accolgono il seme caldo... le tue mani, le tue mani, le tue mani...) BASTA!

Mi giro di scatto. I nostri occhi si incrociano per un eterno istante... La mia mano parte...mossa più da paura che da rabbia e ti colpisce in viso con un rumore che risuona nel buio della sala come un suono viscerale…il tuo stupore sul viso.... Apri gli occhi...sono già via… Sono fuori…piove …ed io sono tutta sudata, ...mi metto a correre…corro corro all’impazzata….sono tutta sudata ma sono presto stanca Mi appoggio ad un muro...e chiudo gli occhi… sento che potrei venire così...senza che io mi tocchi...senza che tu mi tocca, solo il ricordo del tuo odore nella mia mente, completamente invasa da esso. Apro gli occhi: un vecchietto alla fermata del bus sta fissando i miei capezzoli inturgiditi sotto la maglietta bagnata...credo che anche in lui "qualcosa" si stia agitando… Sono stanca....mi incammino verso la fermata del metro: e' ora di tornare a casa. L. 

 

 
 

PER SCRIVERE ALL'AUTORE: umannina@hotmail