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IPPOLITA

LA STRANA TELA DI PENELOPE

 

 

 

 


Inutilmente
le lune
salgono
alte
nel cielo
del mio ventre,
che loro destino
è calare
in un mare
di dolorose
onde rosse.

Inutilmente
Venere sorride,
ammiccante,
sul mio viso,
tra il peso
dei neri capelli
e le morbide
labbra.

Inutilmente
balsami speziati
fanno tenere
e profumate
le mie carni.

Tu non ritorni.

E allora,
solitaria regina,
trascino i giorni
a tessere una tela
tra il mio corpo
ed il tuo,
da altre sapienti
divine mani
accarezzato,
e le notti
a disfarla,
per non sentirti più
così vicino
ad eccitarmi i sensi
d’amorosi pensieri.

Così,
libera la mente
di te,
posso finalmente
saziare
la mia giovane
carne affamata
.........................

E al sorgere del sole,
inutilmente
aspettandoti,
ricomincio
a tessere la tela.

 

 


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