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L. ha tacchi alti. Sottili come
le sue caviglie.
Ha capelli corvini e quello sguardo da femmina sicura di sé.
Cammina sul fango senza sporcarsi. Fluttua con i suoi tacchi
lucidi. Con la grazia di Cristo sulle acque.
Una delicatezza che pugnala gli occhi. Con tacchi a spillo.
L. mi trova carina.
Mi ricopre di vezzeggiativi. Mi chiama cucciola, esibendo
ciglia da giovane cerbiatta.
L. è giovane. Più di me. E bella, di una bellezza luminosa,
trasparente. Evidente ma misteriosa. Intrigante.
La bellezza di chi non si lascia scalfire dalla vita che
cammina sopra a tutti in modi spesso un po' stronzi.
L. è così straordinaria che
mi amerebbe. Come si ama un pulcino smarrito raccolto da
terra.
Curerebbe le mie ali e mi insegnerebbe a volare.
Capisco e chiudo un'altra porta. Paura. Di prepotente
innocenza racchiusa tra tacchi alti e occhi senza fondo.
(..che anche questo sia un
inizio?..mi odio quando faccio così-.-)
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