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Carniwhore

Insane Devil

Non mi trovo particolarmente bella. Non penso sia chiaro. Sono solo convinta di essere migliorata rispetto a qualche anno fa.

Non ho mai avuto un bel rapporto con lo specchio.

 
 
 
 
 
 

Prima.

Prima di innamorarmi di pareti sporcate da ombre in movimento.
Prima di studiare ogni particolare così vivo e immateriale.
Prima di girarmi e guardarmi negli occhi. E scoprirli lucenti. E sentirmi bella.
Prima di notare il gioco dei miei seni proiettati su un muro e riflessi sull'altro.
Prima di mostrarti il mio nuovo divertimento.
Prima di riuscire a godere pienamente di una vista troppo spesso riservata agli uomini.
Prima di muovermi su di te. E di vedere cambiare il tuo riflesso insieme al ritmo della mia danza segreta.

 


 

L. ha tacchi alti. Sottili come le sue caviglie.
Ha capelli corvini e quello sguardo da femmina sicura di sé.
Cammina sul fango senza sporcarsi. Fluttua con i suoi tacchi lucidi. Con la grazia di Cristo sulle acque.
Una delicatezza che pugnala gli occhi. Con tacchi a spillo.

L. mi trova carina.
Mi ricopre di vezzeggiativi. Mi chiama cucciola, esibendo ciglia da giovane cerbiatta.
L. è giovane. Più di me. E bella, di una bellezza luminosa, trasparente. Evidente ma misteriosa. Intrigante.
La bellezza di chi non si lascia scalfire dalla vita che cammina sopra a tutti in modi spesso un po' stronzi.

L. è così straordinaria che mi amerebbe. Come si ama un pulcino smarrito raccolto da terra.
Curerebbe le mie ali e mi insegnerebbe a volare.
Capisco e chiudo un'altra porta. Paura. Di prepotente innocenza racchiusa tra tacchi alti e occhi senza fondo.

(..che anche questo sia un inizio?..mi odio quando faccio così-.-)


Ancora.
Come se fossi finta.
Come se mi avessi raccolta per la strada.
Come se fossi...me, ma la prima e l'ultima volta.
Come se non volessi sentirmi scappare dalle tue braccia come le ore della notte.

Perchè da questa notte mi sento diversa.
Come la luna che abbiamo visto, per un attimo, come un piccolo triangolo luminoso nel cielo.
Strana. Insolita. Da assaggiare.


Scambi di regali,  sorrisi, baci. Grazie. Un'intera confezione di coccole alla vaniglia in vari formati. I miei bagni diventeranno laboratori di pasticceria. Diventerò una torta. Liscia, morbida, cosparsa di burro. Un corpo di burro unto di burro per il corpo. Gusto vaniglia.

Un'ora da sola sotto il piumone. Da sola con la mia testa.
Sempre qualcosa da fare. Sempre al momento sbagliato. Non ti aspetto, continuo da me. Un'ora.
A sognare e inventare storie incredibili per cercare soddisfazione nei miei solitari pomeriggi di coppia.
Torni a giochi finiti causa scazzo. Ma alla fine mi faccio sempre passare tutto. Alla fine. Ti basta sdraiarti dietro di me e spingere un po', mentre sto lì. Come se niente fosse.
Sono una torta panna e vaniglia. Da mangiare con le mani. A pezzi.


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