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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

     
 

Dea Starshine

Specchio malato di me

 

Rispondi alle mie domande, specchio malato di me, poichè la mia vita sta per terminare eppure tu mi avrai per sempre. Rispondi alle mie domande, poichè hai fatto a pezzi la mia esistenza, mi hai gettata in un fiume d'orrore
dandomi solo la possibilità di rivedere quel che ero attraverso il tuo vetro..

 
 
 
 
     
 
 

Il riflesso di un tramonto di rose incastonato nel sacro vetro
si riempie di affranto desiderio all'ascolto delle prime note della sera,
Esso incrina il suo sguardo alla ricerca del mio,
sfuggevole come una foglia trascinata dal vento,
sfarzoso come un'anima adornata di diamanti.
Si strugge nella sua deliziosa tristezza, reclamando il mio volto
nascosto dietro ad una maschera di disperazione.
Che mi seppellisca in un incantesimo di dolore, ovunque le mie lacrime
possano scorrere indisturbate, ovunque il mio cuore possa logorarsi,
bruciare e sciogliersi come la cera che durante le notti più festose colava
sul mio corpo.
Quanto inutili le mie suppliche dal momento che lui non mi lascerà andare,
esso vive per me e ancora brama la mia immagine, brusco il suo richiamo e
avvelenato il mio perdono, per avermi presa senza permesso, per avermi
imprigionata dentro di lui.

E così come ogni sera mi avvicino al mio indesiderato amante,
giungono frastuoni lontani di voci corrose dal vento,
lascio che il mio dolore mi divori, ingiuriando alla vita che si ostina a
non abbandonarmi, e lentamente , lentamente, eccomi davanti a Me.
Vetro di mille bagliori e di mille passioni, quanta grazia sprigioni ora che
finalmente puoi avermi, quanto morboso è il tuo desiderio di redenzione per
avere sottratto parte di me, quanto morboso sei tu specchio, specchio malato
di me.

Mia bellezza accecante riempi di lacrime i miei occhi, poichè sei stata
rubata al mondo intero e respiri soltanto dentro di lui. Specchio dominato
da cotanta crudeltà come puoi essere stato tanto possessivo da segregare la
mia beltà? Mio unico compagno di giornate, era così bello languire al tuo
cospetto quando per te ero solo un'immagine riflessa, come hai potuto
desiderarmi fino al punto di privarmi del dono più prezioso?
Soltanto per la tua gelosia di vedermi con un uomo, ma mio specchio
d'amore.. come potrei amare un pezzo di vetro? Ti sei preso la mia avvenenza
ed egli ora non mi vuole più... mio specchio di dolore, come potrei ora
continuare a vivere , senza bellezza e senza amore?

Rispondi alle mie domande, specchio malato di me, poichè la mia vita sta per
terminare eppure tu mi avrai per sempre. Rispondi alle mie domande, poichè
hai fatto a pezzi la mia esistenza, mi hai gettata in un fiume d'orrore
dandomi solo la possibilità di rivedere quel che ero attraverso il tuo
vetro.. rispondimi, poichè mi hai resa nulla, mi hai resa brutta, mi hai
uccisa. Sono come una luttuosa luna privata del suo ardente bagliore. Ora
nessuno potrebbe più amarmi,non più, tranne l'angoscia della mia anima che
si contorce nel tormento.

Nella notte delle corde straziate dal desiderio di possedere la mia bellezza
perduta, vorresti essere tu ad arrestare il mio respiro?
Mio ossessionato specchio, cosa accadrà quando la mia bellezza non sarà più
alimentata dalla mia anima?
Il tramonto, interdetto, è soffocato dalla sua acida atmosfera.
Non c'è più tempo. La corda, in attesa di baciare il mio collo, mi tende la
mano. Non c'è più tempo mio specchio, le tue lacrime non addolciscono il mio
cuore dolente e il tuo egoismo è più forte della tua passione. Salva il mio
ultimo sguardo prima che i miei occhi si chiudano, racchiudilo in uno
scrigno e donalo alla mia Bellezza quand'ella piangerà per la mia morte. Hai
vinto. Ella è tua.

Per consolare la mia anima in pena ricoprite la mia tomba d'oro, argento e
pietre preziose, adornate il mio corpo con fiori incantati e di aspetto
regale, celebratemi come se ancora fossi Lei. Lei che sorge e tramonta nello
specchio della vostra memoria corrotta, Lei che,afflitta, vacilla nel tempo
e lo guarda invecchiare, Lei che regna eterna sopra le vite di tutti voi, ma
che, da sola, piange nella sua prigionia.

Specchio malato di me, mi avrai per sempre. Eppure mi hai perduta.

 

 

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