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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 Claudio de Caro

 UNA NOTTE A TOBLACH

 

 

danielbauer

 

La cena era stata piacevole. Gli studenti non si erano trattenuti a lungo; avevano mangiato in fretta ed erano saliti a prepararsi. Quelle ragazze austriache, incontrate nel pomeriggio alle Tre Cime, erano state un premio inaspettato.Anche loro erano in gita scolastica e si fermavano per la notte nell’albergo vicino, prima di proseguire il viaggio per Firenze.

- Ti va di fare due passi?- gli chiese piegando leggermente la testa. La prese sotto braccio. L’aria era piacevolmente fresca, piena di primavera. Le strade del paese erano illuminate con garbo, senza eccessi. Con il dorso della mano sentiva la pienezza del suo seno. Lo accarezzò dolcemente. Lei lo lasciò fare e strinse la mano di lui verso il suo corpo. Si appoggiarono al parapetto del ruscello.

- Mi piace sentire il rumore dell’acqua- le sussurrò accarezzandole i lunghi capelli neri. Quanti anni erano passati? Lei era molto giovane allora e all’indomani di quel bacio gli aveva detto che non voleva, che era stato un momento di debolezza, che aveva paura. Adesso il suo ventre caldo cercava quell’uomo. Smisero di baciarsi quando sentirono voci di ragazzi in lontananza.

Senza parlare si avviarono verso casa. La stanza era in penombra; una luce calda saliva dalla strada. Si sdraiarono vicini. Lui la accarezzò a lungo, guardandola sciogliersi nel piacere. Molte volte aveva sognato di immergersi nel suo corpo durante tutti quegli anni. Lei lo tenne stretto a sé come non aveva fatto con nessun altro uomo. Lo svegliò delicatamente, chiamandolo per nome.

- Vai a controllare che tutti siano rientrati- gli disse - Ti aspetto. Non lasciarmi sola stanotte. Non dire mai che il mio cuore ti è stato infedele. Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa. Shakespeare 

 


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