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La cena era stata piacevole. Gli studenti non si erano
trattenuti a lungo; avevano mangiato in fretta ed erano saliti a
prepararsi. Quelle ragazze austriache, incontrate nel pomeriggio alle Tre
Cime, erano state un premio inaspettato.Anche loro erano in gita
scolastica e si fermavano per la notte nell’albergo vicino, prima di
proseguire il viaggio per Firenze.
- Ti va di fare due passi?- gli chiese piegando leggermente
la testa. La prese sotto braccio. L’aria era piacevolmente fresca, piena
di primavera. Le strade del paese erano illuminate con garbo, senza
eccessi. Con il dorso della mano sentiva la pienezza del suo seno. Lo
accarezzò dolcemente. Lei lo lasciò fare e strinse la mano di lui verso il
suo corpo. Si appoggiarono al parapetto del ruscello.
- Mi piace sentire il rumore dell’acqua- le sussurrò
accarezzandole i lunghi capelli neri. Quanti anni erano passati? Lei era
molto giovane allora e all’indomani di quel bacio gli aveva detto che non
voleva, che era stato un momento di debolezza, che aveva paura. Adesso il
suo ventre caldo cercava quell’uomo. Smisero di baciarsi quando sentirono
voci di ragazzi in lontananza.
Senza parlare si avviarono verso casa. La stanza era in
penombra; una luce calda saliva dalla strada. Si sdraiarono vicini. Lui la
accarezzò a lungo, guardandola sciogliersi nel piacere. Molte volte aveva
sognato di immergersi nel suo corpo durante tutti quegli anni. Lei lo
tenne stretto a sé come non aveva fatto con nessun altro uomo. Lo svegliò
delicatamente, chiamandolo per nome.
- Vai a controllare che tutti siano rientrati- gli disse -
Ti aspetto. Non lasciarmi sola stanotte. Non dire mai che il mio cuore ti
è stato infedele. Come ogni viaggiatore alla fine torno a casa.
Shakespeare
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