|
Mi arriva in casa una sera di pioggia, e' vestita di tutto punto (chissa' chi ha inventato questa frase imbecille), probabilmente ha messo la sua biancheria intima migliore, ha un sorriso plastificato, le unghie pitturate, e' appena stata dal parrucchiere, si e' appena fatta la ceretta, parla, ride, scherza, si siede composta, usa le posate con circospezione, usa le parole di circostanza, si atteggia, mi descrive le sue vacanze nei minimi particolari, apprezza il cibo (di rosticceria), mi da' una ricetta per il cous-cous.
Io mi ubriaco quasi subito ma non sembrerebbe.
Faccio si' con la testa ed emetto suoni gutturali che vorrebbero esprimere il mio apprezzamento.Improvvisamente capisco che non c'ho voglia di scoparla.
Tanto meglio, mi dico, e' la seconda sera che passiamo insieme, mica me la dara' alla seconda sera...
Arrivano le descrizioni dei suoi meravigliosi amici e vorrei vomitare sul tavolo.
Invece continuo ad imitare il verso del babbuino in calore, ah...ma no...ma va?...he be'...uhhhh...eeee..
Ci sono due bottiglie di vino bianco nel frigorifero, le stappo senza ritegno, magari se si ubriaca diventa simpatica...
Non bevo.Sai, sono astemia.
Sono in dieta.
La salute.
Il papa non vuole.
Dio ci guarda.
Niente da dire. Non ho niente contro le ragazze astemie, anzi.
Se c'e' una cosa che detesto e' baciare una donna con un alito da camionista.
E' che alle volte bastano due bicchieri per sciogliersi...
Pazienza. Bevo io.
Io me ne fotto del papa e della salute.
E' seduta vicino a me, la sua gonna lascia intravedere naylon velato su due cosce mica da ridere.Oila'..ho un rigurgito erotico fra il secondo e il terzo bicchiere di vino bianco. Non male.
Certo, ha un bel personalino..
I miei istinti si risvegliano lentamente. E' che non so resistere al naylon.
Va be', lei parla e non me ne frega niente di quello che dice.
Stai zitta, merda, c' ho un rigurgito...
Mi sembra che l’argomento sia scivolato sulle vacanze estive appena trascorse.Ora c’e’ un tizio di Napoli che l' ha COLPITA “come non ha mai fatto nessuno."
Okkei, non me ne frega un cazzo del napoletano, ma almeno i discorsi si fanno piu' interessanti.E' che lei non e' ubriaca e io si.
Le chiedo se la frase "mi ha colpita come mai nessuno ha fatto" e' legata in qualche modo al sesso..
No.Sono proprio uno stupido.
Non capisco niente. Come tutti i maschi.
E' legata all'intensita' degli sguardi. Rimango interdetto.
Improvvisamente le chiedo cosa deve fare un uomo per colpirla.Che cosa c’e’, di preciso, che la eccita, in uno sguardo.
" mi sa che hai bevuto un po' troppo"" ti da’ fastidio?"
" no" pero' si tira giu' la gonna. Adesso parla meno. Adesso siamo arrivati al dunque. Credo.
- Questa sera sei venuta qui, ti sei vestita bene, hai acceso la mia fantasia...mi sa che prima di finire la bottiglia ci provo..-- Forse ti sei fatto un' idea sbagliata..
- Guarda che ho dei parenti, a Napoli.
Ride. In modo assolutamente antierotico. Ride come una sessantenne.
Un'altro bicchiere si intistrisce fra le mie mani. Anche il mio uccello si intristisce.Arrivano dei nuovi discorsi sul suo lavoro, mi viene davvero da vomitare.
Chiedo scusa, devo andare in bagno.
Vado in bagno, piscio fuori il vino e provo a masturbarmi.Cristo, perche' non vieni a vedere quello che sto facendo? Potresti entrare, alzarti la gonna, potrei perdermi fra le tue calze velate..
C' ho il mio bel cazzo duro fra le mani e mi viene in mente di presentarmi cosi' in cucina.
Avrei dovuto farlo, merda.
Metto l'uccello nel nido e torno con una faccina simpatica alla mia sedia.- Se vuoi toglierti le scarpe...fai pure. Se vuoi te le tolgo io.
Adesso mi e' venuta, la voglia di scoparla.
Mi gira un po' la testa ma se solo mi potessi chinare e toglierle quelle scarpette...e' difficile resistere ad un massaggio ai piedi...
- No, grazie. Si e' fatto tardi.
Guardo l'orologio, sono le undici e mezza, non e' vero che si e' fatto tardi.
- Ho detto qualcosa che non ti e' piaciuto?
Ma no, ma no. (Domani ha una di quelle giornaaaate..)E via che parte la descrizione dettagliata della sua vita lavorativa, dei suoi impegni, sai...devo...non si possono evitare sempre le responsabilita'...io sono una che se prende
un'impegno...
VAI FUORI DAL CAZZO!
Saluti, bacini, controllatina al cellulare...Quando chiudo la porta un po' sono incazzato.
Ce l'ho ancora duro, merda.
Mi piacevano quelle calze.
Finisco la mia bottiglia ed esplodo in un sonoro rutto liberatorio.
Lo dedico alla mia ospite plastificata.
Suona il telefono, rispondo, e' una di quelle mie amiche che mi impediscono di impazzire.Le chiedo se la prossima volta che ci vediamo si mette un paio di calze velate.
Lei ride e mi domanda se sono ubriaco.
- Si. Credo che dopo mi faro' una sega.
Non sapro' mai se aveva la sua biancheria intima migliore. Pazienza.
|
|