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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

 
 

Bogo Kittel

AQUATICA FANATICA

 
 
 
 
 

 

   
 
 

 

Arrivo fino sotto casa dei ragazzi, strombazzo, ore venti, paesino di montagna, freddo bocchino. Daniela esce e si appoggia alla ringhiera del balcone. Mi saluta, dopo qualche secondo esce anche il marito. Uno a posto, uno dei pochi uomini con i quali parlo per davvero.
Dobbiamo andare a cena fuori, non mi sento perfettamente in forma, puzzo di sudore e di smog.
Sono pallido e non mi faccio la barba da tre giorni.
Loro scendono freschi e profumati, abbronzati, ermetici, sorridenti, mi dicono che possiamo prendere la loro automobile nuova, grossa cilindrata, lucida, profumata anche lei.


La mia Twingo gialla sfinita ringrazia.
Chiudo la porta, tolgo la radio, prendo una felpa blu accartocciata sul sedile posteriore.
Parliamo per qualche minuto, il caldo di Milano e le solite cose, si sta comodi su quei sedili rigidi.
- Abbiamo prenotato per quattro, viene anche Elettra.- mi dice Daniela.Elettra e' una bella ragazza del posto, i suoi genitori hanno una specie di albergo in uno dei tanti paesini che sorgono nella vallata.


Elettra studia a Milano e durante l'estate lavora nell'alberghetto dei genitori.
Elettra ha fatto divertire la popolazione turistica maschile, negli anni della sua giovinezza.
Elettra e' una bella cavallina indomabile, lingua tagliente, mani affusolate e fisico da guerriera.
Elettra mi odia. Elettra se l'č fatta pure il maritino affettuoso che guida, niente di che, qualche slinguatina, una mano di qua, una di la', forse un pompino. Elettra non l'ho mai nemmeno toccata.
Forse mi odia per questo.
Elettra si siede vicino a me, mi saluta calorosamente, l' abitacolo dell' auto si profuma del suo profumo, ogni anno che passa e' sempre meglio. Lei, non il suo profumo.
E' da un po' che non annuso l' odore di una femmina, la serata si mette bene.
Io faccio veramente schifo, lo so, lei e' uno splendore, letteralmente.
Non me ne frega un cazzo.
Le dico che e' bellisima, inizio il mio corteggiamento prima del pasto, come aperitivo.
Lei mi conosce, e' abituata alle mie stronzate, direi quasi che ci si diverte.
Guardo la carne rosa delle sue labbra lucide, e' un richiamo invitante.
- Che bel rossetto - le dico.
Lei sorride e la sua risposta viene interrotta dallo squillio perverso di un telefonino minuscolo. Risponde, probabilmente e' un uomo, parlano di stronzate e le sue labbra continuano a muoversi veloci.
Mi viene voglia di accendermi una Marlboro ma non lo faccio per rispetto degli interni di vellutino immacolato. (Carboni, nello stereo, mi ricorda che per la gente normale l'estate sta per iniziare.)
E quelle labbra si aprono e si chiudono.


E la strada corre dietro ai finestrini azzurrati.
La telefonata finisce.
- Sei proprio una "milanese"....- le dico con una smorfia di disappunto.- Vai a cagare. Il tempo passa ma tu...da quanto tempo non ti cambi quella maglietta?
Lingua tagliente, lo avevo detto.
Lo show dei sedili posteriori diverte la coppia davanti e in fondo mi diverto anche io.
Avevo bisogno di una serata buona. E di una Marlboro.
Va be', si arriva al ristorante, parcheggiamo, ci sediamo, l' ambiente e' confortevole, la musica di sottofondo fa schifo ma non si puo' avere tutto.
Si mangia, bla bla, il ristorante si svuota, noi restiamo seduti al tavolo perche' e' iniziato il giro dei gintonici, per i maschi, e dei Margueritas alla fragola, per le femmine.
Uno, due, tre, poi si guarda l'ora. Due e zerosei. La serata puo' continuare al "Baccano!".
Lė il giro dei gintonici dovrebbe farsi pesante. Non aspetto altro.
Le due femmine sono allegre. Ci incamminiamo verso il parcheggio e Elettra mi dice che deve andare in bagno. Se ho voglia d'accompagnarla. Immaginatevi. Che domande di merda...Mi abbraccia, ride, donne ubriache....dovreste essere sempre cosi'...


Le chiedo se posso guardare mentre fa la pipė.Lei mi dice "perche'?"
E io "perche' mi piace guardare le donne che fanno la pipė."Ride, bambolina, ride di gusto e fa si con la testa.
Pensa che stia scherzando.
Dovrebbe sentire l'effetto che ha procurato quella conversazione nei miei bassifondi...
Il bagno del ristornate e' nel sottoscala, entriamo insieme, vediamo fino a che punto e' ubriaca...C'e' il lavandino, poi una porta a soffietto color seppia e il water. Ambiente pulito e croccante.
Lei mi guarda e dice: pero' la porta a soffietto la chiudo!.
"basta che mi fai SENTIRE."dico io.
Smorfietta incuriosita, vorrei baciarla, ma no.Non esageriamo. E poi sento di avere l'alito alcolizzato...
Mi sa che lei e' convinta che io esca da un momento all'altro.Esita un po',poi sparisce dietro quella porta a soffietto. E comincia a fare quello che deve fare.E dice:stai sentendo?
Piscia fuori i suoi Margaritas alla fragola rumorosamente,il mio cazzo gradisce e si impenna deciso.
Ma e' piu' la mia mente ad impennarsi.Mente e cazzo uniti.
Piscia di Elettra.Provo ad aprire la porticina color seppia ma e' chiusa.
Dico "APRI"
E lei "non ci penso neanche."
Esce dopo qualche minuto e si lava le mani. L' abbraccio da dietro e provo a baciarle il collo.
No. Non e' ancora abbastanza ubriaca.
Gioca con l'acqua del lavandino e mi allontana. Si fa sbaciucchiare. Poco.
- Andiamo, sei un pazzo...
- Sei tu che hai cominciato...


Sbaciucchiamento. E se tirassi fuori l'uccello?
Lei non me ne da il tempo, si divincola ed esce dal bagno.
Dai, andiamo a bere!
Ok, ma non e' finita qui.
Bakkano! Musica assordante, gente che balla sui tavoli, un bel casino.
Elettra conosce tutti, saluta tutti, la cosa mi infastidisce e parto con i miei drinks.
Offerti dalla casa. Bene, bene.
Ci si diverte, cazzo. Ma io ho un conto aperto.
La "figa" puo' anche rovinarti una serata. Dipende dalla "figa". O dalla serata.
Stiamo seduti in un angoletto, io chiedo a Elettra di togliersi le scarpe.Vi ho gia' detto delle sue mani? Be' dovreste vedere i piedini. Assolutamente arrapanti.
Lei ci si diverte proprio, mi stuzzica con quei piedini abbronzati....
E io mi chiedo se il suo uomo glieli abbia mai leccati.
E lo chiedo anche a lei.
Tergiversa, cambia discorso, poi LEI mi chiede se la mia passione per la pipi' non possa venire curata da un medico...capisco che il suo uomo non gioca con lei...povero stupido...
Ci sediamo ad un tavolo libero e sporco, lei mi appoggia un piede sull'uccello, da sotto.
Sente la mia erezione con un mezzo insolito, e se la gusta.
Intanto io sono al "sesto" della serata.
Parlare con gli "sposini" avendo un piedino abbronzato sull'uccello mi diverte.
Buona serata. Forse si scopa. Me la pappo in un boccone. Alla faccia del suo uomo. Dicevi?...


Ore quattro e ventidue. Usciamo e urliamo la nostra liberta' alla luna splendente.Macchina nuova, profumata. (l’ho gia’ detto?)
Elettra e' completamente fatta, sta appoggiata alla mia spalla, mi dice che la mia felpa puzza.
Io provo a baciarla ma lei non si vuole fare vedere dagli altri...
Mi chiede a che ora parto domani mattina...mi chiede se posso andare a prenderla alle sei, quando finisce di lavorare...io dico di si...sono arrapato....
Ci fumiamo l'ultima sotto il suo portone....lei con una faccina maliziosa fa un paio di tiri dalla mia...e' una promessa per l'indomani...o almeno io la vedo cosė...Ciao, ciao. Buona notte. I ragazzi mi accompagnano alla mia auto. Fine dei giochi.
Ore tredici.La chiamo da una cabina telefonica su quel suo cellulare minuscolo.
- Eli? Sono io. Parto adesso.
- Lo sapevo. Sei uno stronzo.
- E' che piove...non c'ho voglia di aspettare fino alle sei...
- E gia', forse sei piu' simpatico quando sei ubriaco...
- Ci vediamo questa estate, quando torno su per ferragosto....
- Vaffanculo. Fai buon viaggio.
- Sei incazzata?
Click. E' incazzata.
Va be', questa sera sono qui a scrivere e probabilmente lei sta scopando con il suo uomo.Il suo uomo che non le chiede mai di pisciare davanti a lui.
Il suo uomo che non lecca mai quei piedini abbronzati.
E' che piove...e io non ci avevo voglia di aspettare fino alle sei.
Giuro che questa estate me la scopo.
Nei bagni del Bakkano!, pero'.
Non quando decide lei.
Che cazzo, io non sono il suo uomo!
Mi cambiero' la maglietta,va bene,va bene...  

 

   


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