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Quando la
vide, Javier aveva un paio di occhiali scuri tirati sulla fronte.
Le ombre
degli alberi di palma sul Paseo
Marítimo hanno un
rigore quasi mistico, e fanno paura queste api che sono tornate a Novembre
tirando a largo la pelle gia' secca delle mani, distratte dal vento
ridicolo di questo paesino sulla costa, baccanti in una casa per orfani.
Javier si
trascinava sulla spiaggia poco prima di sera, sputato giu' da un taxi
discreto che sui sedili in finta pelle di dietro ci cammina una formica.
Probabilmente se le portava lui addosso. Sulla spiaggia era gia' capitato
che si addormentasse, piu' di una volta, barricato tra i cespugli che
butterano la sabbia appena scivolata dal marciapiede dei Chiringuitos sul
Paseo.
Javier
diceva che questo vecchio morboso che e' il mare si e' ridotto a scoprire
le mie erezioni mattutine. Quando la vide, si godeva questo pezzo d'
estate che lo smentivano le vetrine dei negozi al Portal del Angel, e i
falo' delle puttane che facevano cenere sull' autovia. Ma il pezzo d'
estate si riproponeva veramente con rumorosa indiscrezione nello stomaco,
col sapore di golosinas, luce gastroenterica, e di strane ciliege
caraibiche assestate in una grande cesta sull'ingresso del mercato della
Boqueria.
Poeta
delle stagioni in difetto, quel figlio di puttana di Javier
Cárdenas poteva
raccontare che eso es lo que Barcelona puede darte, cose di questo
intestino malato d' Eruropa che rinsecchisce y desnuda e scinde y amolda e
allo stesso tempo redime y de repente
desafía le tue ansie
alfabetiche a moltiplicare il tuo nome, Javier.
¡
Joder ! Al tuo Voglio Iniziare
E non Ripetermi mai - ¡ Joder
! se Abbiamo Visto Insieme
che l' Estate Ritorna.
Quando la
vide, lasciava le sue scritte ridicole sugli scontrini che nei Cafe' di
Diputacio' portavano insieme a una frettolosa copa de Sangria, o
addirittura a un Anís
del Toro, quando
aveva la giacca. Scriveva che la posa anestetica delle volanti di Guardie
Civili e delle madri Rom scolorite sulle panchine della Rambla, sembrava
resistere intatta al ritorno di migliaia di visitatori da tutto il mondo;
che insomma la citta' vendesse una cartolina tra le altre. Ma smetteva di
pensarci insieme al fastidio del segnale di passaggio sulle strisce
pedonali, un primo colore sbiadito a interrompere l'immagine di facciata e
risalire al retro per le scritte che se lo lecca il mare, e le luci del
porto della Ciutat Vella,... Postal de tus cojones che una destra e una
sinistra la fanno dimensione sorpresa, un cubo improvvisato da calpestare
a due piedi, e col dovuto silenzio.
Sinistra
come El Raval.
Destra
come Barrio Gotico.
Sinistra come El Raval. El raval come Museo d'arte contemporanea partorito
in uno stretto ventre di strade di contrabbando e bar maleodoranti.
El Raval come uomini ingarbugliati
in mille veli arabi , e indiani, e scritte sui muri che danno solo le
spalle.
Destra
come Barrio Gotico. Barrio Gotico come il solito odore di ferro antico
sulle panchine dei marciapiedi in ginocchio, e qualche francesina poco
bionda che sulle scale della Catedral chiede qu'est-ce que tu fais?
Pues
escribo.
E cosa
potresti dirle ancora?
Che sei
andato di brutto, questa volta?
Che lei
te la sei portata pure in un sogno?
Cosa? Le
racconti questo mal di testa che allora pure gli occhi, rinnegati con un
manico di scopa?
Nada de
eso.
Da quando
la vide non l'avrebbe mai parlata con uno sconosciuto. Perche' quando la
vide penso' di aver aspettato di vederla tutta una vita, illuso
fecondatore nei club della finta borghesia di Montevideo, dov'era nato;
testimone del sedere colpevole di molti giovani albergatori del Rio de la
Plata, che lo chiamavano
mechón, alludendo
forse al filo bianco di rabbia che gli accendeva la barba, o chissa'.
Tutto
questo, quando la vide.
Era come
scoprire il mondo che diventava donna, ma di certo avrebbe potuto
aspettare, e sicuro, Margot, che e' stato il fuoco a dipingerti, e ti ha
resistito pur di conservare un tuo bacio per me, tingendo al sacrificio il
golfino che ti stringe i seni, lasciandoti una rosa sul cappello, e il
naso sfumato per non sentire il mio odore di uomo finto.
Aveva
aspettato tanto, Margot.
Javier
Cárdenas aveva sui
quarantanni, e un paio di occhiali scuri tirati sulla fronte, quando
entro' di intenzione nella terza sala del Museo Picasso di calle Montcada,
e la vide.
Mi
sentirei Addosso questo nome come un' infinita Rogna
se non Gridassi che Oh, Tante
altre scuse da parlare,donna mia, ma devi farlo tu, per crederlo e per
svegliarti; perche' non dovresti?
E Margot
lo fece nel sogno che lui si porto' sulla spiaggia, barricato trai
cespugli che butterano la sabbia appena scivolata dal marciapiede dei
Chiringuitos sul Paseo.
Nel sogno
non parlava, Margot, ma parlava il suo corpo, il resto sconosciuto di
quell'attesa dipinta su un semplice cartone dal giovane Pablo Ruiz.
Nel sogno
Javier diventa il fuoco di tutto un secolo che l'ha risparmiata, e i due
fanno l'amore succhiandosi e mordendosi con dolore di impossibili amanti,
presumendo quel vecchio morboso che e' il mare vicino, che li vestirebbe
di nostalgia, inzuppandoli; e allora corrono l'uno dentro l'altro,
perdendosi, scambiandosi i colori come la foglia in una pozzanghera.
Quel
figlio di puttana di Javier si accorgeva di aver passato la notte sulla
spiaggia quando pensava che quando la vide penso' che soltanto una donna
avrebbe potuto possederlo intero.
Quel
Pablo Ruiz doveva essere un mago per averla dipinta in quel modo, o forse
piacevano i ragazzi anche a lui, e non avrebbe potuto fare altrimenti.
Povera
Margot, che alla fine cio' che aspettava era di parlare.
E Javier
non ricorda se nel sogno lei ha detto qualcosa, prima di andarsene a
sfidare la gente nella sua cornice dorata della terza sala del Museo.
Yo no se
que es el arte - aveva detto - pero si tu lo supieras, Javier,... que, por
favor ¡ No se lo digas a nadie!
Alessio Arena |