Questo racconto è adatto ad un pubblico adulto.  Se sei minorenne  ti invitiamo ad uscire

   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 
 

Eveline H.

 

Zitto non parlare 

 
 
     
 

 
 

GABRIELE RIGON

 
 
 
     
 
 
 

  La danza delle dita 

Ho imparato, con te, a sentire me. Ho imparato ad annusare e a riconoscere il mio piacere. Ora osservo ad occhi chiusi le mie dita mentre mi cercano, mentre cercano me. Scivolano indiscrete e seguono il tuo respiro, quasi fosse uno spartito.

Mi toccano, mi coccolano, mentre i respiri, i miei respiri, diventano profondi e intensi. Mi accarezzano, mi esplorano, mentre i respiri, i tuoi respiri, si fanno più forti e veloci. Adesso si immergono, quasi fossi mare, e la mia schiena si inarca, quasi fossi delfino. Tu che mi senti, non lasciare sola la mia mano. Penetrami col tuo respiro. Appoggia la tua mano calda sulla mia e guidala. Danza anche tu del mio stesso piacere.

 

Zitto non parlare 

ZITTO, chiudi la bocca e non parlare: è mio il palco questa notte.
CHIAMAMI, è solo mio il nome che voglio sentirti sussurrare.
SCARTAMI, come fossi un regalo che t'offro e ti porgo con mani tremanti.
GUARDAMI, è per te questo corpo coperto solo da un filo leggero di profumo.
SPOGLIAMI, toglimi di dosso ogni pudore che poco si addice a questa notte vera.
PRENDIMI, sollevami dal pavimento freddo e appoggiami su questo tuo letto morbido.
BACIAMI TOCCAMI AMAMI ...ho freddo.
COPRIMI, voglio sentirmi avvolta da un velo di saliva. Voglio sentire la tua lingua esplorare ogni angolo nascosto del mio corpo. Fammi gemere Fammi godere Fammi gridare
ZITTO... 

 

 

 
 
 
 

Scopami 

Quanto dolore, che prende, ch'avvolge, che non fa respirare. Quanta sofferenza, che soffoca, che stringe, che fa compagnia. Quanta mancanza d'amore, che rende soli, che non dà scampo, che ti fa sentire nessuno. Quanta cattiveria, che acceca chi la dona, che non si credeva di dover meritare, che è l'unico saluto. Quale immenso vuoto, per ciò in cui hai creduto, ma che dice di non essere, in ciò che hai provato, che ora ferisce e rinnega.

E ti ritrovo per strada. Con mani sporche di sangue, le mie. Con più rughe d'espressione, le tue. Con una vita in più, io. Con un abbraccio che non manca, tu. Stringi forte, anche se non trovi nulla. Anche se le tue braccia, avvolgono solamente le tue spalle, mentre abbracci me. Ora.. Scopami. Scopa me!!! Come una furia. Come un animale. Come una tempesta. Come ciò che non torna. Come tutto ciò che ho perso. Come il male che m'hanno fatto. Fammi gridare, adesso, ancora una volta. Fa' uscire col piacere tutta la rabbia, 'sì che non mi rimanga nulla più. E va' via. 

 

Gocce di luna 

Dimmi... perché mi stai guardando? Lo vedi, sono nuda, stanotte qui davanti a te. Perché rischiari il mio corpo con la tua luce fredda? Mi vedi? Non sto recitando alcuna parte sola su questo palco immenso stanotte. Sono nuda come non lo sono stata mai. Guardami... Sono solo carne indifesa. Dimmi... perché mi stai guardando? Lo vedi, sono nuda, stanotte qui davanti a te. Perché rischiari il mio corpo con la tua luce fredda? Mi vedi? Non sto recitando alcuna parte sola su questo palco immenso stanotte. Sono nuda come non lo sono stata mai. Guardami... Sono solo carne indifesa. No, non voglio essere coperta, non voglio essere avvolta, non voglio essere protetta. Abbassa il tuo sguardo e fammi scomparire per un po’ da questo palco.

Lasciami sola in compagnia della luce delle stelle. Dei loro centomila punti d'osservazione così diversi e poco oggettivi. Lasciami sola in compagnia dei fari delle auto. Dei loro centomila punti d'osservazione indefiniti e mutevoli. Come sei indiscreta ed inopportuna questa notte… Pare tu stia attendendo qualcosa da me. Qualcosa che io, adesso, non sono in grado di fare e nemmeno di capire. Sono nuda, stanotte, lo vedi? E allora dirigi il tuo sguardo sulla strada e mostrami quale direzione seguire. Indicamela e dimmi dove devo andare. Dimmi cosa devo fare ed io lo farò. Solo questo ti chiedo stanotte. Ma sbrigati, fallo adesso, finché sono ancora nuda. Adesso... che non mi serve altro. Adesso... che mi basta la tua mano. 

 

 
 
 

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