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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

I Racconti di

Anna

Lussuria

Modella  Sara

 
 
 

Lussuria, donna raffinata ed elegante, animale scaltro ed intelligente, dea sensuale e predatrice, anima eterna, carne avida, mente soffusa ; frammento di amnesia!... Un flebile sussulto, mano da uomo. Cos’è la frusta? Oh… Lei è il bisogno dell’anima quando la pelle più indocile freme. Lei è la regina. Una donna adulta mi scruta, mi violenta i pensieri, mi induce ad ascoltare i suoi sospiri e la sua delusione.

Non di una bellezza particolare, non di una brillante classe, non di una perversa ammirazione. Solamente bella. “Io sono l’immagine,” Mi dice. “Sono l’emozione, la sensualità, la sensibilità da ritrarre!” Mani affusolate, Corpo flessibile e snello, labbra carnose e rosse – provocanti ma ingenue, sulla sua carne i segni … di appartenenza. Di gelosia. Di possessione. Di legami carnali. Mi sfiora con un sorriso, mi illumina con uno scintillio degli occhi. Mia, coperta da un sottile e debole strato di seta. Mia, peccatrice e bambola. Mia. Mia schiava e confidente.

Dal suo giaciglio di petali si alza, nell’aria balla la scia del suo profumo, nel suolo si odono i suoi passi malcelati. Un ghigno beffardo è ciò che mi dona, ciò che mi regala, ciò che merito da Lei. Fiotti di arcobaleni crollano dalle nuvole, argentee foglie si alzano verso il cielo splendente, una catena di sangue si attorciglia ai miei polsi costringendomi a restare contro un muro, creato dagli occhi del figlio, che mi taglia con piccole schegge la schiena. Dolore.

Niente è più eccitante del dolore mischiato al piacere. La sua voce è l’unica cosa che rimbomba in mezzo a quel pezzetto di terra nascosta dagli altri sei peccati. Una perla salata riga il mio viso, nuove lacrime scorrono su di me: la paura di non essere abbastanza… Attimi iniettati dentro le vene, annotazioni pudiche, intatte, malferme ; il suo vivere addossato contro al mio, la sua lingua che asciuga il mio lacerante diniego, la sua voce sibilata al mio orecchio. Premuta ancora contro la parete. Urla di bambine adulte, singhiozzi di donne meschine ed infedeli, ansiti di innocenti distrutti e gemiti della fede per il contatto reale…

Carezze dettate dalla strana astronomia luccicante, Impazienza di pagliacci dagli occhi d’acciaio e rame, Palpitazioni e rimbombi di un orgasmo ordinato da Lei. Svanisce, ritorna, richiede, supplica, abbandona, promette… Nell’istante in cui i miei occhi si aprono con la lentezza di un battito d’ali, Ella avrà già trovato i suoi desideri altrove… Lontano, silenziosamente, con innata attenzione e arroganza. E nella durata dell’eternità, forse, il peccato… Farà ritorno assieme ad un turbino di stelle infuocate chiamate anche sensazioni.