Alcune pagine sono adatte ad un pubblico adulto.  Se sei minorenne  ti invitiamo ad uscire

   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

 
 

Anna L.

Subdola Seduzione

FOTO eric bonzi

 
 
 
 
 

 

   
 
 

E che lei gli uomini li odiava tutti, uno per uno, le facevano schifo? Non si trattava di un odio viscerale, era soltanto indifferenza. Fin da bambina non faceva che sfruttarli, li schiavizzava con la bellezza e loro li fermi, immobili, con lo sguardo perso in venerazione, come dei deficienti! Luridi vermi giocattolo, strumenti di piacere egoistico.

Si, lei li odiava ed avrebbe voluto vederli strisciare, vermi viscidi sul pavimento! Perché era cattiva e perchè voleva fargliela pagare, per ogni cosa, per la sua vita bastarda... Aveva sperimentato quel gioco psicologico fin da bambina, lei li guardava con i suoi occhioni dolci e con le sue moine e riusciva ad ottenere tutto, qualsiasi cosa!

A volte ci pensava, forse era egoista, materialista, ma li odiava! Il sesso era uno sport, sesso praticato per vendetta, perché ciò che più la eccitava era vedere l?uomo di turno impazzire, pregare morire sotto il peso del suo tacco a spillo. Lei era a dominare e tutto poteva, avrebbe voluto ammansirli così!

Si trasformava, voleva amarli e picchiarli, graffiarli e frustarli. Una pantera che giocava a rincorrer la preda. Usava e gettava perché forse era un uomo sbagliato, Carla era un uomo sbagliato! Lei ragionava da uomo e disprezzava le sue coetanee, esse pensavano solo all'amor romantico o al matrimonio, illuse.

Sognavano un marito, una casa, un vestito bianco d'organza e poi? Poi gli uomini avrebbero preso possesso di ogni cosa,trattandole come domestiche, schiave per i loro piaceri. Mentre lei no, lei era libera, lei non amava nessuno e non voleva esser amata da nessuno, l?amore era soltanto una subdola schiavitù!

Era lei quella che portava i pantaloni mentre gli uomini le piacevano con la gonna, amava truccarli e vestirli da donna, era una specie di gioco perverso. Amava truccarli e poi sbavare ogni traccia di trucco vederli piangere come femminucce ai suoi piedi, mentre vestita in giacca e cravatta continuava a torturarli sul corpo. Quelli godevano e non facevano altro che soddisfare i suoi piaceri di dominio, quanto erano stupidi! Ebeti a sorriderle ad essere galanti, ad affaccendarsi per compiacerla, miseri...

Se solo avessero saputo che lei li odiava nel profondo, sì, lei li odiava! Stava bene soltanto quando da sola ripensava alle loro smorfie di dolore godendo nel suo intimo della loro ingenuità? Li usava come zerbini e li gettava via... Perchè Carla li odiava uno per uno, ma era troppo difficile ammettere a se stessa il perchè...



Anna L.

 


I racconti di Anna L. su LiberaEva