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Era fatta così, pretendeva che le persone la desiderassero, ma in fondo
lei non apparteneva a nessuno, era fredda fino allo stremo, voleva solo
possedere, usare e poi gettare via!
Squallida agli occhi di se stessa e sempre più sola, andava a letto con
sconosciuti, perdendo ogni giorno un pò della sua bellezza e della sua
ingenuità…
E pensare che, una volta, era stata una giovane moglie innamorata e non
avrebbe mai bruciato i suoi ideali, i suoi valori morali, non si sarebbe
mai venduta, né avrebbe elemosinato le briciole, ma ormai tutto era andato
a farsi fottere!
Per sentirsi viva aveva bisogno di farsi sbattere come una troia, per
udire i battiti di un cuore seppellito sotto le macerie di una storia
andata a male!
E diventava puttana, si faceva usare ancora una volta, perchè le stava
bene così!
Perchè doveva punire i suoi sbagli, gli imbrogli, l’ ingenuità, punire la
sua disillusione.
Riempirsi di peccato e poi scappare con la coda tra le gambe, una donna
coccodrillo, questo era!- Lei lo sapeva.
Distruggere e spezzare ogni speranza di redenzione, proprio come in questa
notte di stelle e lampioni in uno squallido vialetto, sporco come un gatto
randagio, all'ombra di un muro, a farsi pugnalare e ad ogni colpo inferto
sotto la sua sottana alzata, senza neppure guardare in faccia chi aveva di
fronte, sudava e godeva ad ogni colpo come un animale selvatico.
Lo aveva rimorchiato in uno squallido bar, uno di quelli di periferia, era
entrata, un leone in cerca di preda, in una nuvola di tabacco fumante lo
aveva visto lì al bancone di un bar con l'aria da bravo ragazzo, i tratti
femminei quasi, uno di quei figli di papà, quelli che erano mantenuti
all'università, magari che avevano smarrito la strada o forato una gomma
ed erano entrati per telefonare a mammina e papino per farsi aiutare, lo
aveva puntato e poi si era avvicinata suadente al bambino viziato:
"-serata no?"-
lo aveva guardato con un sorriso malioso poi gli aveva sussurrato
all’orecchio
-"seguimi"- poi era uscita afferrandolo per la mano e trascinandolo fuori
dal locale, senza neppure aver ricevuto risposta...
Ora era dentro a quel vicoletto con un ragazzino che aveva si o no la metà
dei suoi anni e non riusciva a capire se era soddisfatta di ciò, fatto stà
che ad ogni colpo udiva il cuore battere e il respiro affannarsi, provando
il piacere del possesso nell'intimità.
Poco le importava se il bambino era stremato quello che voleva era godersi
il momento e sentirsi viva come non le era mai capitato...da quando aveva
trovato il marito a letto con un'altra.
Ogni volta che scopava con uno sconosciuto rivedeva quel film.
La mente ripercorreva i mesi precedenti e tornava a quella sera balorda in
cui, era rientrata prima dalla seduta dal parrucchiere, era felice, e si
sentiva attraente, immaginava lo sguardo compiaciuto di Andrea al suo
ritorno, ma presto dovette materializzare che nulla è come lo vediamo con
gli occhi della mente, infatti era entrata e lo aveva trovato nel pieno di
un orgasmo, sdraiato sul letto che stava letteralmente montando una sua
alunna, il porco, era professore universitario!
Lei era rimasta sull'uscio, impietrita a guardare la scena in uno specchio
che ritraeva vivide le spalle del marito e le espressioni di libidine
della troia, i due se la spassavano alla grande!
Aveva guardato tutto; fin nei minimi particolari, ascoltato ogni sussurro,
ogni gorgoglio, il porco spingeva e lei era stesa quasi spiaccicata alle
lenzuola umide, in estasi, a terra preservativi usati...
D'improvviso ogni cosa era diventata misera, quella casa, il pallore della
lampada, il loro letto nuziale, l'uomo che aveva "venerato" fino a quel
momento, lei stessa e i suoi grotteschi capelli ancora caldi di phon.
Aveva guardato tutto per non dimenticare alcun particolare, poi era uscita
con la rabbia in un cuore bloccato, congelato, senza battiti e fu così che
in preda alla follia decise di far sesso con chiunque le fosse capitato a
tiro poiché lo avrebbe ripagato con la stessa moneta! Sì, con la stessa
moneta!
Dopo aver vagato senza meta era entrata in un parcheggio ed aveva fermato
l’auto per riflettere e cercare di calmarsi, ma lì aveva trovato un uomo
sulla sessantina calvo e grasso e guardatolo bene decise che faceva al suo
caso, decidendo di mettere in atto la sua vendetta; dopo essergli
letteralmente saltata addosso e lo aveva scopato ben bene spiaccicandolo
alla sua macchina legandolo con le calze al parabrezza, senza curarsi dei
passanti, perchè voleva essere troia, voleva usare, voleva farsi usare!
E nel viso del povero malcapitato, nelle sue espressioni di godimento
vedeva quel porco di suo marito e sentiva le urla di piacere della
troia... E più sentiva le urla, più continuava a spingere a fare morire lo
sconosciuto, che intanto era venuto...dentro di lei.
Poi si era alzata ed era andata via lasciandolo stravaccato sulla sua
macchina.
Suo marito la tradiva con una puttanella di nemmeno 20 anni! Era sotto
choc...
Aveva camminato a lungo, poi era tornata a casa come se nulla fosse
successo, aveva aperto la porta, la camera era in perfetto ordine e suo
marito era sulla poltrona come ogni giorno, a fumare una sigaretta
nascondendosi dietro il giornale.
Si era avvicinata ancora un pò sconvolta ed odorosa di umori sconosciuti
- Ciao amore!- lo aveva baciato sulla fronte.
Dove sei stata oggi?- aveva chiesto lui ignaro della sua vendetta.
- Niente dal parrucchiere, poi a fare compere, dove vuoi che vada? A
Proposito come sto? -
Gli aveva sorriso con lo sguardo infuocato sforzandosi di essere
indifferente .
- Sembri più bella del solito - aveva risposto lui senza nemmeno
guardarla.
E anche stasera avrebbe fatto così, non appena avrebbe finito di scoparsi
questo bastardello viziato, non appena avrebbe finito di farsi riempire e
il suo cuore avrebbe smesso di battere sarebbe tornata a casa come se
nulla fosse successo ed avrebbe recitato le parti della mogliettina
stupida e fedele, ma lo aveva ripagato con la stessa moneta!
Anna L.
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