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Mani dappertutto, mani su di lei... bendata,
non riusciva a capire di chi fossero.
Sentiva..mani in ogni parte del suo corpo ad esplorarla.
E brividi di piacere, lì giù tra le cosce umido.
Con gli occhi chiusi godeva di quelle mani indagatrici.
Tremava, aveva un po’ paura, un po’ vergogna di sé, di quello che
accadeva, ma era piacevole, un turbine di emozioni mai vissute!
Qualcosa un ansia dentro sé, un po’ di frustrazione e un eccitazione la
tormentava!
Sospiri e gemiti intorno, odori forti, era eccitata e si sentiva strana.
Una scommessa: "tu non lo faresti mai!" Gli avevano detto ridendo i
compagni di scuola.
Ma era stufa di essere sempre considerata la fifona, l'anatroccolo, la
suorina della classe, una bambina - questo pensavano di lei.
Emarginata, nessuno la chiamava, nessuno la invitava e tutti la prendevano
in giro!
Le era parso strano quell'invito, quella specie di festa per il suo
compleanno!
Quando era entrata non aveva le idee molto chiare su che cosa la
attendeva, nessuna ipotesi su questa "sorpresa" così l'avevano chiamata...
A dire il vero da sola mentre si preparava aveva pensato- chissà cosa
avranno architettato, più che altro credeva uno scherzo!
Ma non si era tirata indietro questa volta!
Voleva dimostrare ai suoi compagni che non aveva paura e si era
incamminata nella camera numero 33 come avevano deciso loro.
Erano in gita scolastica e per questo anche se era notte nessuno l'avrebbe
strillata perché era ancora sveglia!
Aveva tirato un sospiro poi aveva bussato e non avendo ricevuto risposta
era entrata nel buio della stanza non c'era un rumore, nè un bisbiglio e
lei si era immaginata una scena quasi da telefilm:" adesso si accenderanno
le luci e qualcuno griderà - sorpresa! E poi tanti Auguri!
- Ma quanto era ingenua Alice! tutti lo sapevano..lo percepivano lontano
un miglio!
Sognava la meraviglia di una torta, i palloncini, le candeline, ma non era
stato così, al buio aveva permesso che la legassero e bendassero ed era
andata incontro alla sua festa!
E poi quelle mille mani e bocche avide, come drogata di piacere, di
emozioni nuove esaltanti, un po’ perverse si era lasciata trascinare!
Goccioline di sudore le scendevano dalla fronte, e urla, urla e sospiri
dalle labbra soffocate da baci avidi.
Uno, cento baci di mille bocche umide sulla sua pelle nuda.
Era impazzita e non riusciva a trattenersi, sentiva solo quelle mani ed un
calore, e quei sospiri e il cuore martellante dentro il petto, stava quasi
esplodendo!
Era impazzita nel cervello, dentro il sangue e sotto la pelle, in ogni
angolo di sé sensibile ad ogni tocco.
E adesso sentiva che anche quelle mani erano sempre più vogliose ed avide
e i possessori di quelle mani godevano sempre di più!
Aveva paura e un po’ piacere era stano che lei, la bruttina della classe,
la secchiona, quella che nessuno aveva mai nemmeno considerato, li avrebbe
fatti impazzire tutti, e tutti insieme nello stesso tempo!
Era una strana vendetta il piacere adesso lo percepiva!
Chissà se l'avrebbero guardata con altri occhi, forse qualcuno la avrebbe
amata finalmente, a modo suo, ma così avrebbe dimostrato a tutti che pasta
era fatta e intanto perdeva sempre di più la coscienza dei suoi atti,
delle sue movenze, impazzita, al tocco di quelle mani, il cuore i sospiri
e il buio e il piacere!
Mani dappertutto, mani su di lei, dentro di lei.
Bendata, non riusciva a capire di chi fossero.
Sentiva..mani in ogni parte del suo corpo ad esplorarla.
E brividi di piacere, lì giù tra le cosce umido.
Fu così, in quella camera di albergo la 33, che Alice la bruttina della
classe, l'anatroccolo, scoprì il sesso più strano, quello più perverso, fu
così che a 17 anni, il giorno del suo compleanno perse quell'ingenuità un
po’ per beffa così per essere accettata.
E in quegli attimi interminabili capì il vero senso della meraviglia e del
dolore...
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