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“ Non avrei mai pensato
che una lacrima potesse sconvolgermi così inaspettatamente la vita.
Vidi per la prima volta quella lacrima rigare il volto di una ragazza
circa un mese fa, all’interno di un locale dalle luci soffuse e dalla
musica sensuale.
Scendeva dai suoi bellissimi occhi verdi, spontaneo il mio gesto,
asciugarla, prenderla tra le dita e leccarla.
Lei era molto dolce,fragile, vulnerabile e indifesa, e bellissima.
Emanava un fascio di luce strana, a tratti luminosa, a tratti più oscura.
L’avevo osservata bene, cercavo nel suo sguardo qualcosa che non ero
riuscita a trovare, e nemmeno nei giorni successivi, ma nulla mi faceva
presagire che mi sarei innamorata di lei. Come non mi accadeva da anni.
Innamorata.
Perdutamente.
Infinitamente.
Rabbiosamente.
Aggressivamente.
Dolcemente.
Avevo avuto subito,
immediato il desiderio di sentire le pieghe delle sue labbra sulle mie, ma
trattenni il fiato segretamente e silenziosamente, e continuai la
piacevole conversazione che proseguì sotto le lenzuola di seta gialla
dentro al mio letto, gialle come le pareti della mia stanza, gialle come
le mie rose, gialle come quella luce che il suo sorriso sprigionava quando
mi guardava.
Bella da far male, torbida e intrigante da far male, tormento e passione
dei miei giorni presenti e futuri.
Sentivo sulla sua pelle la malinconia del passato, il dolore dentro alle
viscere, e quello sguardo a tratti smarrito, a tratti vispo, ma non
chiedevo, non potevo, ma sentivo come un cappio al collo che la stringeva
anche quando mi abbracciava ricordando momenti vissuti in un tempo
lontano.
Feci l’amore con lei, e
con il suo caschetto nero, con lei e i suoi occhi incollati ai miei, con
lei e chissà con quante altre lei.
Giovane, ma impeccabile amante.
Giovane, ma sensuale come una donna vissuta.
Giovane, ma con antiche movenze feline.
Femmina lussuriosa, e tenace.
Bella e dannata.
Dannata fu la mia anima, da quando entrai nella sua.
Un marasma di sentimenti, sensazioni, suoni e nervi scoperti che mi fecero
venire i brividi.
Mi infiltrai dai suoi occhi, come se entrassi con un sondino per esplorare
gli organi del suo corpo.
Lei simile a nessuna.
Fu un viaggio all’interno del suo organismo, mi fermai al cuore.
Un muscolo,mille battiti.
Desideravo osservare il suo sangue, la sua forma, e se era veramente in
grado di amare.
Amarmi.
Lei una ricercatrice di
vite umane, predatrice di piaceri terreni e spirituali, ti raggiunge e ti
porta nella sua dimora eterna, oscura, in mezzo a sterpaglia secca ma con
piccoli boccioli pronti a fiorire nella loro stagione d’amore.
Dalle fessure della sua anima, raggi di sole tempestati di diamanti.
Quei diamanti che albergano sotto le sue mani quando ti toccano, quando
accarezzano il tuo cuore, quando ti entrano dentro, quando le sue labbra
ti rendono i capezzoli turgidi, quando ti sembra di esplodere in un
orgasmo senza fine.
Quando il suo corpo sinuosamente si muove sopra al tuo.
Uno dei suoi diamanti ha la forma della sua vita, è il più prezioso, il
più importante, il caschetto senza maschera, il più inavvicinabile, il più
misterioso, il più profumato.
Averlo come un dolce premio, la parte migliore di lei, come la luna, i
pianeti e le stelle, avere il suo Universo tra le mani.
Avere lei per sempre.
Anna 7 novembre 2009
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