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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 
 
 

Anna Giacomazzo

 
 

Color cobalto

 
 

 
 

Anna Giacomazzo,  autrice del romanzo Sinfonia scandalosa  edito da  Borelli Editore, ci invia questo racconto che volentieri pubblichiamo..

 
 
 

 
 
 

Aveva ancora il profumo delle rose nelle mani, quando la lasciai. Quel leggero sfioramento di pelle, mi aveva lasciato una tale tristezza, eppure poche ore prima era con me. L’avevo sotto alle mie mani, e al mio corpo.
Venezia biennale 2009, incontrai lì i suoi occhi blu, si intrecciarono immediatamente con i miei guardando la stessa opera. Ci avvicinammo in silenzio l’una all’altra come due gatte, un attimo di sguardi e ci sfiorammo le mani. Un brivido percorse la mia schiena, capii subito che era un’anima che desideravo.

Prenderla e portarla via, ma lei? Lei mi guardava intimidita e incuriosita, ma seguiva i miei movimenti, i miei cenni, la scena era mia, dominavo il suo pensiero che sentivo forte e chiaro. Identico al mio.
Le presi la mano, la portai all’esterno, il silenzio era il nostro alleato, come un complice assassino di quelle ore, di quella giornata iniziata in modo strano.
Mi strinse una mano come per fermarmi, la guardai.
Alta, magra, occhi color cobalto, si accese una sigaretta, fissai le sue mani, bellissime, sensuali ed erotiche, i suoi polsi, la mia mania, prenderli e stringerli, prenderli e legarli dolcemente.

Non sapevo il suo nome, non sapevo nulla,sapevo solo che la volevo, quanto lei voleva me.
E questo silenzio ricco di parole e profumi, questo silenzio come un macigno di panna, da mangiarle addosso, da leccare, e da gustare.
Pensai che volevo a tutti i costi sentire il suo sapore, le ripresi la mano, la portai vicino ad un parco, mi guardava con aria interrogativa ma sempre in silenzio mi veniva appresso.
Ci potevano vedere, persone, esseri umani pensanti che camminavo di qua e di là, non era il posto adatto. Mi ci voleva tempo e calma per poterla inglobare dentro di me.
Hotel.
Camera bellissima, entrammo…

L’amico silenzio era seduto su una poltrona accanto a noi, aspettava con diligenza le nostre mosse, avrebbe potuto raccontare poi alla fine questa storia.
Era in piedi davanti a me, la feci sedere sulla sponda del letto, io rimasi diritta come un soldatino per spogliarla, mi inebriava quel profumo di rose che continuavo a sentire.
Le sfilai lentamente l’abito che indossava, sotto un intimo molto seducente di pizzo bianco e nero, risaltava la pelle abbronzata. Mi inginocchiai, lentamente le tolsi gli slip, le accarezzai le lunghe gambe magre, e mi feci strada dapprima con le dita come a cercare un piccolo tesoro perduto chissà da quanto, poi con le labbra percorsi quel sentiero che sarebbero arrivato dove avrei sentito finalmente il profumo, e il sapore che volevo dall’inizio.

Lingua.
La mia punta, cerchi concentrici sul suo clitoride, la senti ansimare, mentre si era sdraiata, potevo vedere il suo viso e le sue mani che stringevano le lenzuola.
Mi mise le gambe sopra le spalle, tenevo le sue gambe in un equilibrio perfetto, l’amico silenzio mi guardava, ogni tanto strizzava l’occhiolino, il tempo era ovattato, dilatato.
Sapore dolciastro.
Un cuore di panna stava per venire.
Con me, sulla mia lingua.
Eccola, ecco lentamente il suo orgasmo di panna, morbido, sensuale, femmineo.
Piano i suoi gemiti, piano le sue movenze quasi avesse timore che potessi smettere.
Non lo feci, l’ebbi così, avevo fame di panna e di color cobalto.
Di pelle bronzo e di gambe lunghe.
Non avevo mangiato quando arrivai alla Biennale, sentivo lo stomaco gorgogliare e la testa vacillare.
Desiderio di femmina.
Di dolce.
Avevo scelto giusto.
Rose, panna e cobalto.
Un piatto prelibato.
Rose, vaniglia e cioccolato. Ora per me.

 

PER SAPERNE DI PIU'

 
 

Pagine su LiberaEva

Intervista in esclusiva per LiberaEva

Presentazione del libro Sinfonia scandalosa

Per contattare l'autore: annamugler@gmail.com 

Sito personale: www.myspace.com/annamugler