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Ho cominciato a sognarla per caso, di questo sono più che
sicuro. Non l'avevo mai vista prima, questa è un'altra certezza che ho.
Una donna così me la ricorderei sia da sveglio che da addormentato. E'
impossibile da dimenticare. Lunghissimi capelli bruni, il corpo morbido e
flessuoso, occhi e movenze da pantera. Mai vista una donna così. Mai da
sveglio. Lei abita solo nei miei sogni. Purtroppo, di questo mi rammarico
senza speranza. Vorrei che fosse reale. Mi sono innamorato di lei.
Perdutamente. E disperatamente.
Perchè lei non esiste, perlomeno non nella realtà e questa
è una condanna senza pietà e senza appello. E' il mio inferno senza
speranza. Vorrei poterla sfiorare per sentire sotto i miei polpastrelli la
liscia e vellutata grana della sua candida pelle. Darei qualsiasi cosa,
anche l'anima solo per potere assaporare il suo aroma, l'odore della sua
nuca, la morbidezza delle sue labbra piene, fissare i suoi occhi così
scuri da sembrare neri, fino a perdermi inghiottito dal labirinto dei suoi
pensieri reconditi, quelli più segreti e sconosciuti che albergano nelle
profondità più occulte e recondite della sua anima indomita e selvaggia.
Il riflesso dei miei pensieri mi porta a considerarla quasi
reale. Talvolta mi perdo con lo sguardo, guardando passare la gente, in
cerca di vedere apparire all'improvviso la sua figura. Altre volte, la
cerco come un pazzo frenetico in mezzo alle persone, improvvisamente ed
inspiegabilmente sicuro, che lei in qualche modo è vicina a me , anche nel
mondo reale. Sono quasi certo che esista. Quasi, nei momenti in cui il
pensare a lei mi porta a fantasticare sui nostri incontri, sulle nostre
inesistenti lunghissime conversazioni, sui baci appassionati di cui mi
ricopre nella fantasia, mentre brutalmente la possiedo, guidato solo
dall'istinto del desiderio animale.
Non le ho mai parlato. Alcune volte, al limite del sogno
lucido, mi impongo di chiederle il nome, ma lei non mi risponde mai.
Sorridendo enigmatica, si volta e va via. Non si gira mai indietro, per
quanto io chiami. Sembra che non mi senta nemmeno. Così ho smesso di
chiederglielo. Ora mi accontento di guardarla. Anche se impazzisco dal
desiderio di sapere come si chiama e dove vive. Darei l'anima per sapere
il suo nome vero e l'indirizzo. Talvolta lei, senza parlare si appoggia
involontariamente sul mio petto e quello è il momento più bello. Più bello
di qualsiasi cosa io abbia vissuto nel mondo reale. Non so perchè.
La sua vicinanza mi dà pace esaltazione e felicità allo
stesso tempo , in un senso di irrealtà totale che a volte mi fa persino
dubitare di essere veramente sveglio al mattina, quando stanco più della
sera prima,mi alzo per andare a lavorare in un mondo ricolmo di odori,
sensazioni tattili e carne viva che oramai da tempo immemore,non mi
interessano più. E forse non mi sveglio neppure. Forse continuo a dormire.
Del resto non voglio svegliarmi. Vorrei continuare a sognarla,viverla,
toccarla all'infinito, non importa come, foss'anche morendo e rimanendo
così nel nostro sogno per sempre. Se esiste un'eternità dopo la morte,
voglio che sia lei la mia eternità, paradiso o inferno non importa, purchè
lei sia con me, non ho bisogno di null'altro. Lei non mi vede. Oramai l'ho
capito da come si muove, da come a volte rischia di urtarmi e farsi male,
per quanto sia impossibile nei sogni farsi veramente male sul serio.
Talvolta fissa qualcosa nella mia direzione e con occhi
sognanti e persi sfiora il mio sguardo disperato che cerca di catturare il
suo, incontrandolo con lo stesso sconforto di chi ha la totale coscienza
di non esistere neppure, per la donna che ama perdutamente. A volte mi
avvicino accarezzandola anche se non riesco a percepire il suo corpo sotto
le mie dita intorpidite e formicolanti. Sono nella sua camera da letto.
Ogni notte la guardo spogliarsi e prepararsi per andare a dormire. Lei nel
mio sogno dorme. Io mi sdraio nel letto con lei ogni notte e la tengo
stretta, fino al mattino, quando si veste e se ne va, senza neppure
degnarmi di un saluto, come se fossi inesistente. Ogni notte l'accarezzo e
bacio ripercorrendo con le mie labbra insensibili sentieri oramai già noti
eppure sconosciuti. Ogni notte accarezzo i riccioli che si spargono sull
mio petto e giocando con mille ciocche ondulate cerco di intuirne il
profumo al pari di un cieco che guarda un film senza audio.
A volte sembra che percepisca la mia presenza e la mia
eccitazione nel sentirla vicina. In quei momenti, quando il desiderio la
pervade facendola fremere, amo accarezzare con i miei baci il suo corpo
che si spoglia ingenuamente sotto le coperte, cominciando dolcemente a
fare l'amore da sè. Mi piace guardare la sua delicata femminilità che si
apre lentamente per accogliere il mio simulacro, mentre inarca le reni,
pronta per il piacere che non sa di condividere con me. Accompagnando la
sua mano nel lento ritmico movimento lecco i suoi capezzoli turgidi e
protesi, risucchiandoli lungamente con la stessa bramosia di un bambino
affamato e troppo cresciuto, mentre accarezzo il suo corpo teso e sudato
nel piacere che vive solitariamente con me. Adoro guardarla venire sotto
le mie carezze, al ritmo lento e struggente dell'inappagamento totale a me
destinato.
Godendo si protende negli spasmi della passione che cresce
inesauribile senza placarsi, urlando muta e sudata nel mio abbraccio
inesistente, mentre i miei baci la divorano, tappandole la bocca
inconsapevolmente bramosa del mio respiro, soffocando gemiti e urla che io
non riesco a udire, ma che vivo ugualmente, nelle vibrazioni acute del suo
pensiero follemente appassionato che sento fondersi con il mio, in
un'altra dimensione a noi parallela ed irraggiungibile. Io la bacio sulla
bocca mentre gode, tutte le volte, e lei non lo sa. Vorrei sentire i suoi
gemiti di piacere soffocati nella mia bocca, vorrei assaporare la sua
saliva, mentre godendo morde le mie labbra a sangue, ma non riesco. Vorrei
possederla e a volte penetro in lei. Ma la sensazione è elettrica. Un
senso di unione e morte, simile all'orgasmo immediato ma più potente e più
profonda. Non so cosa sia.
Quando questo succede, la mattina mi risveglio malato, come
se il mio corpo avesse perso talmente tante energie da indebolirsi e
cadere preda della prima infreddatura di passaggio. Ma non mi importa.
Vorrei morire dentro di lei. Sono disposto a morire dentro di lei. Darei
l'anima per poterla amare nel mondo reale. Anche adesso,mentre sono qui,
seduto a questo tavolino di un bar nella piazza centrale, se apparisse il
diavolo, gli cederei subito la mia anima, purchè in cambio potessi vederla
anche solo per un istante nel mondo reale. Vederla viva. Vederla
possibile. Vederla raggiungibile. Vederla sul serio e non solo in sogno.
Sapere che esiste. Che posso accarezzarla. Che posso toccarla. Sentire
l'odore della sua pelle. Baciarla e lasciarmi baciare. Giuro.
Lo farei, senza pensarci due volte. Anzi lo faccio, ecco
cedo la mia anima a chiunque, basta che appaia, basta che riesca a
trovarla. Ho bisogno di lei. Non posso vivere senza. Al diavolo l'anima. A
cosa serve l'anima se hai perso il cuore e la ragione per qualcosa che
esiste solo nei sogni? Oramai sono alla disperazione. Continuo ad
osservare i passanti. Nessuna delle donne che mi passano davanti, è lei.
Nessuna le assomiglia, neppure. Non vedo in nessuna la sua essenza, i suoi
modi , la sua innata naturalezza nell'essere unica eterea ed
irraggiungibile, come solo un'inafferrabile sogno può essere.
Un angelo dei sogni. La possibilità che non esista è
insopportabile quasi quanto la consapevolezza che la sua creazione è
frutto solo del mio desiderio inappagato di un amore esclusivo ed unico al
mondo. Il desiderio di un uomo romantico, smarrito in un mondo che non lo
è più. "Scusi ha da accendere?" Una voce di donna alle mie spalle, mi fa
trasalire risvegliandomi dai miei pensieri impossibili e dalle paure
inconsce che si confondono nel marasma quotidiano della frenesia di vita
emotivamente squallida del vivere moderno. In automatico cerco con la mano
l'accendino nella tasca della giacca. E' sempre lì. Ultimamente non faccio
altro che fumare. Di continuo.
Probabilmente è il fumo la vera causa dei miei sempre più
frequenti malesseri. Non mi stupirebbe scoprire un bel regalo, nascosto
fra le pieghe affumicate di un polmone. Azionando l'accendino mi volto ed
è solo allora che la vedo, maestosa in tutto il suo splendore, reale in
tutta la sua inumana ed angelica bellezza, mentre sorridendo maliziosa, mi
strizza l'occhio con fare complice. E io la amo. Anche ora che finalmente
capisco la mia condanna eterna. "Grazie di tutto." sussurra fra le labbra
morbide che tanto ho desiderato. "E' stato veramente un piacere, fare
affari con te."
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