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Sia l’aria appena umida, che un poco appiccica ma non incolla del tutto,
sia la brezza soffice e prepotente quando tu diventi vento di tempesta,
acceso e infuocato, caldo sia il tuo alito sul collo che aspetta la
vendetta della tua bocca.
Respiri dentro i respiri, e le mani dentro alle mani, mentre petto e
schiena si appartengono fondendosi senza scampo, senza lasciare che altro
vento penetri dove non è permesso.
Troppo il desiderio da contenere, troppa la frenesia del volere. Il darsi
è ancora più dolce dove il vento segna e segue le pieghe della pelle, dove
il sudore complice regala i brividi alla pelle, che sussulta ad ogni tua
conquista.
E vento sia, qui e per sempre, nelle nuvole che viaggiano veloci portando
in coda la tempesta
E magari sfrecciare sulla sua scia sopra una piccola barca, che si lascia
sconquassare dal mare e dal vento in onore di un orgasmo gridato al
tramonto di questo giorno.
Vento vento e solo vento; In questa stanza ora, adesso.
Tra due finestre aperte che dilatano la corrente e fanno sbattere le
porte.
E vento sia nell’attesa della calma, e di ciò che reca con sé..
Respiri ora più calmi, più lenti e regolari; insieme con la natura e tutta
la sua meravigliosa complessità.
E su quella schiena che poco per volta perde aderenza sul petto, lasciando
la porta aperta a quella folata densa che non aveva trovato posto.
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