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   RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

Alemar

 
 

E vento sia

 
 

 
 

Foto luca patrone

 

 
 
 


Sia l’aria appena umida, che un poco appiccica ma non incolla del tutto, sia la brezza soffice e prepotente quando tu diventi vento di tempesta, acceso e infuocato, caldo sia il tuo alito sul collo che aspetta la vendetta della tua bocca.
Respiri dentro i respiri, e le mani dentro alle mani, mentre petto e schiena si appartengono fondendosi senza scampo, senza lasciare che altro vento penetri dove non è permesso.

Troppo il desiderio da contenere, troppa la frenesia del volere. Il darsi è ancora più dolce dove il vento segna e segue le pieghe della pelle, dove il sudore complice regala i brividi alla pelle, che sussulta ad ogni tua conquista.

E vento sia, qui e per sempre, nelle nuvole che viaggiano veloci portando in coda la tempesta
E magari sfrecciare sulla sua scia sopra una piccola barca, che si lascia sconquassare dal mare e dal vento in onore di un orgasmo gridato al tramonto di questo giorno.

Vento vento e solo vento; In questa stanza ora, adesso.
Tra due finestre aperte che dilatano la corrente e fanno sbattere le porte.

E vento sia nell’attesa della calma, e di ciò che reca con sé..

Respiri ora più calmi, più lenti e regolari; insieme con la natura e tutta la sua meravigliosa complessità.
E su quella schiena che poco per volta perde aderenza sul petto, lasciando la porta aperta a quella folata densa che non aveva trovato posto.

 

 


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