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Cammino
leggera sui ciottoli bagnati di questa via sconosciuta, cammino eterea tra
i lampioni opachi, immersa nell'aria profumata di pioggia, dove risuonano
lievi i miei tacchi. Nessuna stella in cielo stanotte; nessun bagliore tra
le spente costellazioni della mia anima, anima violata ed uccisa. La
brezza notturna accarezza dolce i miei capelli, si insinua tra le pieghe
profonde in cerca di sesso, di violento oblio di ogni pensiero, ogni
sentimento, di sensuale annullamento di sé.
Ecco,
una lacrima di pioggia scorre inaspettata sul mio viso: l'anima del cielo
sta piangendo ancora, e mi bagna e mi strucca e mi inanella di cristalli
di pioggia. Chi sei tu che mi hai presa per il polso? E' un bacio che,
scarlatto, sanguina violenza. Non mi importa del tuo nome, dei tuoi occhi,
del tuo viso. Nemmeno della tua bocca che si sazia senza chiedere, che
trova rifugio nella calda oscurità di un corpo vibrante di vita.
E sai,
non mi importa nemmeno del tuo sesso, che si fa strada prepotente nella
pelle imperlata di delicata pioggia notturna. Distante il tuo respiro
affannato, lontane le tue mani incrociate alle mie, lontano il tuo corpo,
distanti le tue parole, che sanno di suoni indistinti, forse calde, forse
gelide. Sei solo un brivido, un'estatica scossa che zampilla stordente
nelle membra, che si diffonde veloce fino all'anima addormentata. Sei solo
una vibrazione senza nome e senza volto, come quella di ieri e quella di
domani, un'ombra, che corre nell'oscurità di una notte invernale.
Ma -lo
sai?- non hai davvero bisogno di fuggire. Cammino leggera sui miei tacchi
instabili, nella pioggia pura ed inebriante, nel rassicurante oblio
dell'anima.. E forse un giorno anche la pioggia cesserà.
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