| |
Le cinque.
L’appuntamento è tra un’ora esatta, ma non sono più tanto sicura di
volerci andare.
Ormai la nostra storia è andata a rotoli, un ultimo appuntamento non
servirebbe a cancellare il rancore tra di noi. Perché continuare ad
accanirsi su qualcosa che è definitivamente morto? Non ne vedo proprio il
motivo.
Ho deciso, non ci vado.
Inventerò una scusa, dirò che mi hanno trattenuta a lavoro o qualcosa del
genere, e pazienza se non sarò creduta.
Però così passo dalla parte del torto.
Il nostro ultimo incontro è stato a dir poco movimentato, se ora mi
rifiutassi di vederlo farei la figura della vigliacca.
Forse dovrei andare; se non altro, per una questione di
correttezza.
Già, in fondo sono una persona corretta, io. Peccato non poter dire la
stessa cosa di lui.
Se si fosse comportato meglio nei miei confronti non saremmo mai arrivati
a questo punto; la colpa è interamente sua.
Non è difficile andare d’accordo con me, basta sapersi comportare con
rispetto e onestà. Vocaboli a lui sconosciuti. Credo proprio che la mia
ultima sfuriata non potrà più dimenticarla, ma ormai poco importa.
Acqua passata.
E allora perché sto dando tanta importanza a questo
ultimo, inutile appuntamento?
Ci andrò, maledizione, e a testa alta: non ho nulla per cui debba sentirmi
in difetto.
Apro l’armadio e scelgo con cura gli abiti da indossare; l’abbigliamento
dovrà essere sobrio, come l’occasione richiede, ma al tempo stesso
raffinato. Qualcosa che si faccia ricordare e che tuttavia non sembri
urlare “guardami!”
Mi sono sempre considerata una persona elegante e non sarò da meno proprio
oggi che finalmente mi si presenta l’opportunità di avere l’ultima parola
con lui.
Pronta. Guardo l’orologio: un quarto alle sei.
Ok, il luogo dell’appuntamento non è distante.
Durante il breve tragitto assaporo la consapevolezza di
essermi ormai liberata del tutto della sua dannosa presenza nella mia
vita. Quest’ultimo incontro è solo una formalità.
Arrivo davanti alla chiesa esattamente alle sei, pochi istanti prima del
carro funebre.
Mi posiziono di lato all’ingresso principale e proprio mentre la bara
viene portata all’interno per la funzione religiosa, passandomi accanto,
mi prendo la soddisfazione di avere l’ultima parola:
“Stronzo”.
Fine
Le pagine di
Mariarita Cupersito su LiberaEva
Mariarita Cupersito
http://www.myspace.com/mariarita.cupersito
Racconto inserito nell’antologia collettiva “365 Storie Cattive” a cura di
Paolo Franchini.
Il ricavato delle vendite sarà devoluto a A.I.S.EA Onlus, l'associazione
che raggruppa le famiglie italiane con figli colpiti da Emiplegia
Alternante.
Link:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=545268
Mariarita Cupersito è una
giovane scrittrice salernitana.
Caratteristica principale dei suoi testi è uno stile che richiama le
atmosfere della letteratura gotica cui si miscelano ironia e un certo
sadismo latente, osmosi che costituisce un vero
e proprio marchio di fabbrica dell'autrice.
Dotata di una tecnica narrativa molto scorrevole e di un umorismo
tipicamente britannico, la Cupersito vanta una grande passione per la
fotografia posando come modella per scatti dai contorni dark e
talvolta provocatori, che si sono segnalati in concorsi quali la sezione
fotografica del “Mystfest - Obiettivo Giallo” del 2010 (Primo premio della
giuria
popolare) e “Visioni in giallo” nell’ambito della rassegna Giallolatino
2010
(finalista).
Scrittrice precoce, a soli sedici anni viene premiata da Andrea G.
Pinketts,
in occasione del Concorso “Mini giallo dell’anno” indetto dalla Pro-loco
di
Atena Lucana (SA). Lo studio in giurisprudenza e impegni di varia natura,
però,
la portano ad allontanarsi dalla scrittura, ma se è vero che i primi amori
non
si scordano mai la Cupersito non costituisce eccezione. Dal 2009, infatti,
ritorna a scrivere interessandosi soprattutto al giallo e al gotico,
vincendo
con "Lady Catherine" il concorso letterario nazionale "Poeti e Narratori"
organizzato dalla Gds Edizioni. Per conto della stessa casa editrice, in
rapida
successione, da alle stampe la raccolta "Gocce di Cristallo Nero" e le
novelle
"Cassandra", "La Colpa di Madeleine" e "Poi venne il buio".
Nel 2010 ottiene un prestigioso risultato giungendo finalista al concorso
letterario “Orme Gialle” e viene inclusa in antologie di editori vari
(Caravaggio Editore, Delos Books, Edizioni Montag, MySecertDiary,
GiovaneHolden, Del Bucchia Editore). Il romanzo breve "Vederti strisciare"
(Gds
edizioni) è attualmente in fase di pubblicazione.
|
|