RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

Vincent

Naufrago di città

 

 

FOTO STEFANO GIULIANI

 

 
 

"...Io voglio lasciarla. Perché in fondo lei vuole che io la lasci! Ma io non l'ho ancora fatto. Sono passati circa quattro mesi, e lei continua a fare di me quel che vuole. Ma non può continuare così. Perché io la amo immensamente, e questo suo comportamento è sleale nei miei confronti. Ho detto molte volte si, quando invece avrei dovuto dire NO, senza esitazioni. Ma non ci sono riuscito, perché non voglio farla soffrire, porca puttana, non voglio. Se le dico di no sto di merda. Perché immagino lei che sta male, che piange, che si dispera. Ed io vorrei che lei fosse sempre serena, felice, a questo punto con me o senza di me. Ma anch'io voglio essere felice! Come devo fare per renderla felice? E per rendere felice me? Qualcuno si è preoccupato di questo?

Se un giorno si renderà conto che ciò che vuole è vivere al mio fianco, perché sentirà di amarmi veramente, nessuno le impedirà di cercarmi, di trovarmi, di farmelo sapere e di dimostrarmi quanto lo voglia. Il rischio che a me quel giorno non interessi più…si forse c'è, ma lo vuole correre lei, e continua ad essere così, quindi? Perché devo continuare a risponderle al telefono, perché continuare ad incontrarla, parlarle, desiderarla? Perché? Per ricordarle che mi ha in pugno? NO. Non mi va più. Lei sa bene come stanno le cose. Tocca a lei fare un passo o una scelta. E basta. Perché continuare a scrivere questo cazzo di diario, che ormai non ha più neanche senso.? …se tanto poi, fra un giorno, una settimana, un mese, lei tornerà qui, così continuando, e lo leggerà…tranquilla, serena, come se fosse la pagina di un libro qualunque…ma lei non sa quello che c'è dentro di me in questo momento, non sa cosa provo quando scrivo certe cose, le emozioni, le sensazioni, il dolore, la gioia, la tristezza, la rabbia che ci possono essere in ciascuna di queste parole…le conosco solo io.

Lei legge il mio diario come se fosse solo un notiziario su di me, sulle mie giornate, su ciò che penso di me di lei e di tutto il mondo. Sembra proprio così. E allora che senso ha? O forse in fondo ormai lo scrivo proprio perché già so che prima o poi i suoi occhi probabilmente cadranno qui sopra? Forse. E poi perché insiste a volermi vedere, come ieri sera? Per ricevere una bella porzione del mio prezioso amore, dirmi GRAZIE e poi sparire ancora per altri X giorni? No. Non sono un distributore d'amore, non in questo senso. Il mio amore non deve essere la sua droga, ed io non devo essere il suo pusher. La droga fa male. Non deve cercarmi come una matta solo quando è in astinenza. Ed io non posso e non devo aspettare che arrivi la sua astinenza. Quindi niente più pusher. I'M NOT A PUSHER OF LOVE! Che cambi spacciatore se vuole continuare così. Io non le posso permettere più di giocare con me. E' pazza se pensa che può continuare a lungo così, e non so neanche cosa pensa di concludere mantenendo questo comportamento. Lei ha massacrato me, noi, forse anche se stessa, ed io non voglio più essere parte di questo massacro. Io vorrei starle vicino, Dio solo sa quanto lo vorrei, porca puttana, ma sarebbe paradossale. E' arrivato il momento di uscire di scena. Adesso saranno solo cazzi suoi. Spero di riuscire a non risponderle la prossima volta. E' inutile lo so, le mie speranze sono vane, e si vanificano di più, ogni volta che la vedo. E' vero. Vuole solo prendere. Da me l'amore, dagli altri…lo sa lei che cosa. Che bastarda egoista. "

Era un passo del mio diario, alcune pagine che raccontano un periodo particolare della mia vita, 1000 sensazioni che attraversavano la mia mente traducendosi in parole...mi fa una certa impressione rileggerlo, non l'avevo mai fatto...mi piacerebbe farlo leggere a te, per sapere cosa pensi di me...della mia storia...di ciò che mi è successo...quando hai un po' di tempo fammelo sapere. Ti porgo i miei più sinceri complimenti. Sono affascinato dall'alone di mistero che avvolge. Sei unica. Ti saluto con un altro frammento del diario:

"...Volevo dirti soltanto che ho capito una cosa. Non so come, ma sono su una zattera, in mare aperto, l'isola deserta è lontana ormai, anche se la vedo ancora bene se mi giro. Non sono sicuro di volerla lasciare…ma la corrente è favorevole…mi sta portando al largo, chissà dove andrò a finire.

Però ho una bella sensazione, sto bene. Si, mi sento proprio bene. Sono alquanto sereno, perché in qualche modo ho maturato tutto quello che mi è accaduto, ho elaborato positivamente gli eventi di cui sopra. E adesso? Adesso te lo dico io che faccio: mi godo questo viaggio, in attesa che succeda qualcosa…prima o poi approderò da qualche parte. Ma per ora non m'interessa, non voglio pensarci. E il naufragar m'è lieto in questo mare. C'è uno stato di quiete dentro me, che vorrei continuasse a lungo. Ho capito che non è una questione geografica che può cambiare le cose. Per stare meglio non conta raggiungere un luogo fisico ma un luogo mentale. Sto emigrando verso un altro angolo della mia anima, della mia mente, vedo le cose in un modo diverso da prima, e mi sento più forte, ti ricordi la palestra di cui ti parlavo? Sono allenato, e andrò avanti con l'allenamento. Comunque vada (sarà un successo?). Sto esplorando il mio io, senza alcun timore. Che strana sensazione, sapessi! Che mi sta succedendo? Sono curioso di saperlo.

Let's go on! Va bene così. Mi vengono in mente le parole di Bob Marley: "Don't worry, about the things, cause everything is gonna be all right". Grazie Bob voglio fidarmi di te; almeno tu, con le tue parole mi consoli... So let's go on. Ladies and gentleman, the winner is…ME!

Adesso vado a studiare, hasta la vista! Ah, senti, prima di lasciarti volevo aggiungere una cosa: che magia che è la vita! E che universo vergine e sconosciuto c'è dentro ciascuno di noi! A dopo..."