Le sedie erano in cerchio intorno al grande fuoco: alla
luce rossastra della brace, e ci raccontavamo storie di magia, di
fattucchiere, di filtri d'amore per donne gelose, di streghe che ballavano
nude sotto la luna, e che uccidevano qualsiasi uomo osasse avvicinarle:
solo uno riuscì a sfidarle, difeso da un cane e da un ramo spinoso, e dal
coraggio che portava dentro. Col ramo le colpì, le fece sanguinare, e
spezzò l'incantesimo; le liberò: adesso erano donne. Indifese, le
ricondusse nelle loro case.
Le anziane narravano, nascondendo un rosario nel pugno,
e noi bambini ascoltavamo senza guardare il buio fuori, senza ascoltare i
rumori notturni , gli scricchiolii delle vecchie travi di quercia...
Io pensavo a quell'uomo senza paura, che non aveva
abbassato lo sguardo, che non era fuggito, che non aveva ceduto, che aveva
stretto nelle sue mani la vita e l'anima di quelle donne: e quando andavo
a dormire, alla paura si mescolava il sogno di avere accanto un giorno
quell’uomo: libera ormai, restituita alla vita.
Non mi spavento, ora, alle storie di magia, ho
conosciuto un buio più profondo, il male l' ho toccato davvero, e i
sortilegi che mi legano mi stringono con nodi più tenaci. Non mi spavento:
tu sei qui accanto, armato solo del tuo sorriso e dei tuoi sguardi e delle
tue mani: vieni a cercarmi nella notte, i tuoi baci mi fanno sanguinare;
ogni stilla di sangue che scorre porta via un po' di male... mi riscaldi
con il tuo respiro, nuda indifesa sempre più me stessa, sempre più donna:
fra le tue braccia dentro la mia casa. Nel calore del corpo è la magia
sicura; la tua voce mi culla come incantesimo buono. Ci amiamo a lungo,
fino a restare sfiniti, storditi dai sospiri e dagli odori dei nostri
corpi... Il battito del cuore è una magia più grande di noi....