Il giovane barista mi guarda un po’ stupito: mi vede
tutte le mattine, vengo sempre qui per la colazione prima del lavoro, ma
oggi è Domenica e l’atelier è chiuso… Porta sorridendo il cornetto tiepido
e il cappuccino con il cuore formato dal cacao sulla schiuma: mi chiedo a
volte se disegna cuori su tutti i cappuccini, o solo su quelli delle
clienti più gradite….
Ma oggi sono nervosa, sto ancora pensando all’incontro
di ieri con lei: eravamo inseparabili, prima che si sposasse e che il mio
lavoro mi impegnasse tanto… Eravamo e siamo ancora molto diverse: io
quella carina, ma anonima, passavo sempre inosservata, lei bellissima,
biondissima e con un corpo perfetto, era la star in ogni situazione,
corteggiata da tutti: stavo nel riflesso della sua luce, e nemmeno mi
dispiaceva: mi sentivo più a mio agio nell’ombra…
Nessuno degli amici si stupì, quando il brillante
architetto adorato da tutte (sì anche io, e più delle altre) la scelse e
ne fece la sua preda: una splendida coppia, dicevano tutti… la invidiai
molto e forse la odiai, ma solo per poco: poi fui felice per lei, davvero,
e piangemmo insieme per la gioia quando fu fissata la data del matrimonio.
Il mio atelier era già ben avviato, avevo alle mie
dipendenze tre sarte: ma per lei disegnai e realizzai con le mie mani
l’abito da sposa, il più bello e sontuoso che avessi mai creato, un
trionfo di ricami e di cristalli Swarovski, da vera principessa delle
fiabe: fu il mio regalo di nozze.
E vissero felici e contenti…. così credevo: ma a poco a
poco i primi segni, le prime nuvole leggere, poi sempre più dense fino al
temporale: l’incontro di ieri: il brillante architetto si è stancato dopo
solo pochi anni, passa da una donna all’altra, con la scusa di impegni
professionali non torna a casa per giorni…
- Aiutami - mi ha mormorato in lacrime - non so a chi
altro chiederlo..
- Avrei voluto scappare, dirle di rivolgersi a qualcun
altro, invece… è stato stupido, ma ho promesso che gli avrei parlato: idea
assurda! L’ho chiamato, lui ha accettato anche troppo in fretta, adesso
sta arrivando e io non so proprio che dire….
* * * * *
E’ arrivato puntuale, strano per lui, bello ed elegante
come sempre, ma senza quell’aria da dominatore del mondo. Ho parlato a
lungo dentro quel bar, di quanto la moglie avesse bisogno del suo amore,
di quanto fosse fragile dietro quell’aria da diva, e lui avrebbe dovuto
saperlo che in fondo un periodo difficile capita a tutti, è normale, ma
non si risolve niente buttando via tutto… l’ho pregato di riflettere, di
non fare pazzie…
Lui non rispondeva e guardava altrove, io seccata stavo
già pensando di andarmene, quando di colpo mi ha appoggiato le mani sulle
spalle, e attirandomi a sé mi ha sussurrato:
- E’ una donna come te che voglio… avrei dovuto capirlo
prima, sapevo che ti piacevo tantissimo - e mi teneva stretta - vedevo
come mi guardavi con gli occhi colmi d’amore, e tu non sei come lei - e si
avvicinava alle mie labbra - lei dice di amarmi, ma ama solo se stessa, sa
guardare solo dentro uno specchio, la sua bellezza è la sua ossessione - e
sentivo sul viso il suo respiro - …tu invece sei sincera e generosa e mi
renderesti felice - e i suoi occhi scavavano nei miei - ….sono stato
proprio uno stupido….
“Lo sei stato sì” avrei voluto rispondergli: invece mi
sono staccata dalle sue mani e dal suo sguardo e gli ho chiesto di
seguirmi. Il mio atelier è a pochi passi dal bar: ho aperto, abbiamo
oltrepassato l’ esposizione e mentre aprivo la porta del laboratorio si è
diretto verso il piccolo ufficio: chissà che pensava, magari di entrare lì
e di finire con me sul divano…
Invece ho continuato a camminare, oltre gli scaffali
con i rotoli delle sete, oltre i grandi tavoli da taglio, oltre le
macchine per cucire e le scatole degli accessori: in fondo, dove ci sono
gli abiti non ancora ultimati. Su uno dei manichini da sartoria c’è,
ancora imbastito e senza decorazioni, un abito di pesante shantung di seta
azzurro polvere: e lì mi sono fermata.
- Questo e’ per me - gli ho detto - mi sposo tra due
mesi…. lui è un uomo davvero speciale, lo amo e sono felice…. avrei voluto
dirvi di noi, ma eravate così presi dai vostri problemi… e poi sarà una
cerimonia semplice , con pochi invitati…. Sì, sono tanto felice… perché
hai creduto che dopo tanto tempo pensassi ancora a te? Ho smesso di
desiderarti nel preciso momento in cui ho iniziato a disegnare l’abito da
sposa per lei… non ho solo fatto un disegno, ma ho fatto sbocciare, ho
dato forma al suo sogno, come faccio in fondo con tutte le spose: mi
dicono che per questo ho tanto successo: e non distruggo quello che ho
costruito…. adesso è tempo che io pensi a questo.
- Ho sistemato con cura una piega della seta azzurro
polvere: - so che verrà molto bene, sarà semplice e bello… - Ha abbassato
lo sguardo ed è andato via senza dire una parola: io sto tornando
indietro, leggera, molto più leggera nel cuore, e ricambio il sorriso del
giovane barista che adesso sta servendo ai tavoli fuori.
- Che splendida mattina, Giovanni! Mi prepara un altro
dei suoi deliziosi cappuccini ? -