Il treno passa veloce spostando l´aria e portando ricordi, è passato un
battito d´ali dalla tua partenza e già sento un peso allo stomaco che
blocca i miei passi. Ti ho lasciato salire quegli scalini di ferro di quel
regionale senza fermarti: avrei voluto dirti mille cose, mille pensieri
incerti, mille parole d´amore e, invece, sono rimasto fermo con il mio
orgoglio maledetto a guardarti sparire dietro la porta elettronica, ho
seguito mentalmente la tua gonna e ho immaginato la scena mentre ti
sedevi. Guardo i vagoni con l´esile speranza di vederti ancora una volta
prima che il treno lanci il suo saluto e ti porti via da me.
Non posso dimenticare
stanotte... Sei entrata nella mia vita in punta di piedi, paziente e
gentile, hai aspettato i miei tempi, rispettato i miei piaceri, i miei
dolori. Giorno dopo giorno sei cresciuta dentro di me, diventando ossigeno
per i miei polmoni malati e adesso, dopo solo pochi minuti dalla tua
partenza, mi sento morire. Pensavo di essere forte e deciso, ero sicuro di
riuscire a gestire questa situazione, questo distacco, invece eccomi qui,
in piedi al bordo della pensilina a guardare la coda del treno in
lontananza: un turbinio di sensazioni, di emozioni, il pensiero che torna
a stanotte, alle notti passate insieme in questo freddo inverno.
Cerco le brutture dei
nostri incontri per lenire il dolore del distacco, ma non ne trovo, questo
è la tragedia del non vederti in questo momento, cerco ancora più distante
nel disperato tentativo di trovare un motivo valido per non averti fermata
e ancora una volta ne esco sconfitto.
Ti amo... Sento ancora il
tuo profumo, il tuo sapore in bocca, la mia lingua ancora indolenzita, i
tuoi umori trattenuti dalle mie labbra, penso ai tuoi occhi chiusi nel
momento dell´orgasmo, ai tuoi scatti nervosi nel tentativo di sottrarti a
quel piacere così forte che quasi ti fa svenire, ricordo i tuoi tentativi
di sfuggirmi, la mia ferocia nell´obbligarti a subire la lingua anche
oltre ogni limite di resistenza, la tua pelle sudata, i tuoi - basta ... -
Mi manchi ...
Mi manca tutto di te: amo
vederti camminare nuda verso il bagno per rinfrescarti, amo guardare le
tue natiche sode che danzano sopra le gambe affusolate, amo quella tua
leggera abbronzatura, quel tuo fitto pelo che nasconde il paradiso, amo la
tua voce e la tua intelligenza, amo la malizia e la sensualità che hai nei
momenti dell´amore, amo il tuo modo di vestire e amo ancora di più il tuo
modo di spogliarti, amo il tuo sorriso e la tua bocca, adoro la tua lingua
quando irruente s´intreccia con la mia e impazzisco quando voluttuosamente
la usi sul mio membro portandomi a passioni sfrenate nell´attesa di
possederti.
Amo il tuo modo di
guardarmi, il tuo modo di dirmi - Sono tua -. Torno con il pensiero a
stanotte, al piacere di essere dentro di te, un magma liquido dentro un
vulcano pronto a eruttare il suo piacere, le cosce strette nel tentativo
di tenermi, le tue parole disperate: - Non uscire, ti prego... non uscire
... La mia fredda razionalità si scontra contro il tuo caldo amore, la
paura di sentirmi legato oltre il dovuto, la paura di te... - Ti prego,
resta dentro di me, non scappare dal mio amore...
Ricordo il mio sperma
sulla pelle, sui seni, sulle lenzuola, ricordo i tuoi occhi aperti,
lacrime silenti sulle guance, ancora una volta la tua richiesta di una
vita infranta dal mio egoismo di uomo libero, ancora una volta la
sofferenza nell´anima. Ricordo lo sguardo di disperazione nei tuoi occhi,
il tuo silenzio di condanna, attimi infiniti per una decisione sofferta,
il tentativo fatuo di stringerti a me per farti dimenticare i tuoi sogni
di madre. - Devo andare, mi accompagni alla stazione? Non è la solita voce
calda...
Il filo si è rotto, sento
che ti sto perdendo, ma le parole per scusarmi non escono, rimango inerte
al tuo dolore, ti guardo vestirti, nascondere quel tuo corpo
incredibilmente eccitante: apro la porta e ancora una volta stacco la
spina dalle mie paure. Il treno è sparito all´orizzonte, tremo sotto il
bavero della mia giacca, rifletto: - Ho fatto bene, sono ancora giovane,
avere un figlio sarebbe la fine della mia libertà, di tutti i miei
divertimenti ... Cerco di rassicurarmi, voglio convincermi che è la
decisione giusta, prendo il cellulare, cerco il tuo nome, apro il numero
ma non chiamo...adesso ho deciso, sono sicuro di me stesso, se faccio in
fretta in tre quarti d´ora sono a Bologna, ti aspetterò alla fermata del
treno, ti vedrò scendere e per la prima volta ti dirò: - Mi manchi, ti
amo, non mi lasciare più...