Mi sto preparando a guardare il video che ho registrato, è da tanto tempo
che ho questo desiderio: guardare noi due nel momento dell’amore. Credo
sia la vera motivazione di questa voglia, ma non ne sono sicuro, so solo
che l’ho fatto e adesso, mentre il ronzio che scaturisce dal televisore mi
avvisa dell’imminenza partenza del filmato, mi chiedo cosa cerco, cosa
voglio, perché mi sento sempre obbligato a cercare oltre, anche a costo di
soffrire.
Le scene cominciano a scorrere: loro non devono
fermarsi a ragionare… Non mi riconosco, non sono io quello che vedo, non è
il mio modo d’agire, eppure, lei, è lei… Guardo curioso le movenze rubate:
non ho avuto il coraggio di chiederglielo, di coinvolgerla a questo nuova
esperienza erotica, la paura di un rifiuto mi ha fatto propendere
all’inganno.
Brutta cosa quando si arriva a non condividere i desideri. Cerco una scusa
per quello che ho fatto, mentre il suo viso stravolto dall’orgasmo mi
s’imprime davanti. Blocco la scena: torno indietro, la riguardo al
rallentatore…Si, è proprio bella.
“Non ti ho detto niente, perché volevo vederti naturale
nel momento dell’amore, il saperlo, ti avrebbe condizionata.”
Penso che sarà questo che le dirò, se avrò il coraggio di farla partecipe
del mio furto d’amore. Tutto è iniziato per gioco, come sempre tra noi. Il
piacere di fotografarla, fermare il tempo del nostro piacere nel momento
dell’amore, poi, cercare ancora più avanti, dove solo la simbiosi totale
ti può portare.
Ho cercato d’essere naturale, spontaneo, ma il sapere che mi stavo
registrando mi ha portato a gesti atipici al mio dare.
Cerco di concentrarmi su quello che vedo tramite quel
pezzo di plastica amorfa appoggiata alla parete.
“Così potrò averti con me anche quando non ci sarai…”
Queste, saranno altre parole che ti dirò per farmi perdonare.
“Che stronzo che sono,” penso, mentre mi guardo: sto facendo l’attore per
me stresso, mi vedo che cerco l’obbiettivo e sposto i nostri corpi nel
tentativo d’inquadrare l’indecente.
“Possibile che amo tanto l’erotismo e sono scaduto nel misero porno?”
No, quello che vedo non è porno, c’è sentimento e amore, eppure, qualcosa
mi sfugge. Certo che lei è bella e guarda quanto gli piace farsi leccare
in quel punto… Ma guarda come si contorce in quel momento…non mi ero mai
accorto di quel suo movimento… Ecco, quando mi ha lasciato quel segno sul
corpo… Guardo incredulo le immagini, scopro tanti particolari che ho perso
nel momento del piacere.
Poggio il palmo della mano sulla guancia, aguzzo gli occhi sui nostri
corpi sudati e mi lascio trasportare dalle immagini, sorrido, m’incazzo,
mi odio…
“Avrei dovuto dirglielo, farla partecipe…”
Il mio primo tentativo di regista, è veramente
scadente, scene scure, immagini distorte, inquadrature sbagliate.
“Oh diavolo, ma davvero mi ha fatto quello? E dove cavolo ero io con la
testa, che non me lo ricordavo?
“Porco giuda, possibile che io le abbia fatte una cosa del genere?”
“Ma se invece di cercare di diventare regista avessi pensato a fare
all’amore,
forse ricorderei meglio il tutto!”
La mia concentrazione visiva, è distratta dal rumore di una macchina che
si ferma nel parcheggio della villa, guardo l’orario, è lei. Sento il
rumore del cancello aprirsi: tra qualche secondo sarà di fronte a
me. Ho un tuffo al cuore, la paura che questo filmato possa distruggere il
nostro rapporto, si scontra con il desiderio d’onestà che mi percuote
l’anima. Sento la chiave girare nella toppa: spengo la telecamera e
l’appoggio sul mobile moderno posto sotto il televisore. Ho deciso di
dirle tutto, vada come vada…
Entra, bella e sensuale: la solita Dea per il mio cuore
in fermento. La borsetta vola sul divano, le braccia si allargano per
stringermi, si avvolge a me facendomi sentire il calore del corpo, spinge
il bacino, mi guarda negli occhi, nel frattempo, un bacio caldo a
tormentare i miei pensieri, una mano scende a cercare il sesso, lo
accarezza con passione, la lingua sale a cercare i lobi e stuzzica le
parti sensibili, poi, un sussurro sinuoso come il suo corpo.
- Amore, sei così eccitato perché pensavi a me dopo avere visto il tuo
filmino?
Sento il cuore perdere qualche colpo;
- Che disgraziata che sei! Ti eri accorta che stavo registrando e non mi
hai
detto niente… Adesso comprendo perché non ho riconosciuto quel tuo modo di
fare
all’amore!
La stringo forte fingendomi contrariato;
Accendo il televisore e spingo il pulsante start facendo partire il
filmato che nel frattempo si è riavvolto.
La guardo con lo sguardo imbronciato: mi sento come il
bambino preso con le dita nella cioccolata. Punto un dito in direzione del
divano dove tante volte ci siamo amati;
- E adesso siediti e spiegami un paio di cose che mi hai fatto, perché
sono
curioso di sapere dove le hai imparate…
Lei segue il dito, lo prende con la mano, lo accarezza, lo avvicina alla
bocca, la lingua vi scivola sopra leccandolo avidamente e infine, lo
avvolge tra le sue labbra trasmettendomi brividi lungo la schiena, poi,
ricambiando il mio sguardo voluttuoso, si sposta da me adagiandosi sul
divano di pelle nera, allarga le cosce, alza la gonna lentamente, la ferma
all’altezza degli slip neri e spostando lo sguardo sul televisore che
emette gemiti strozzati, mi dice:
- Non importa chi mi ha insegnato, conta con chi lo faccio…