Desidera
qualcosa? Il cameriere mi riporta alla realtà terrena, mi ero perso nella
leggiadria dei movimenti sussultori di alcune ragazze che giocano sulla
battigia, ignare di creare emozioni ed eccitazioni nei loro innocenti
movimenti.
- Sì, grazie, uno spritz
con Campari.
- Qualcosa di fresco che
appaghi il mio desiderio di sesso - penso, mentre, esonerato il cameriere,
torno a guardare quei corpi aggraziati.
- La biondina non è male,
ma la mora ha un culo da favola ... Dovrei vergognarmi d´avere pensieri
impudici su ragazzine di vent´anni, ma non posso farci niente.
- Ehi, hai intenzione di
sostituirmi con una di quelle mocciose? Mi giro di scatto, con la paura di
essere stato captato nei miei pensieri:
Monica è bella e solare
come sempre, i suoi trentacinque anni sono una gioia per la vita e per gli
occhi, tutto in lei è spettacolarmente bello; dalla punta delle dita dei
suoi piedi all´ultimo dei suoi capelli trovo perfezione. Ci frequentiamo
da un anno e devo dire che, sotto le lenzuola, è all´altezza della sua
bellezza.
- Lo sai che sei
insostituibile, ma ogni tanto, un giro con quei corpicini graziosi lo
farei volentieri...
Sorride scuotendo la
testa, facendo ondeggiare i suoi capelli neri, ricci, esageratamente
voluminosi, poi, con uno scatto felino, impercettibile agli altri
commensali del bar, spinge la sua mano sul mio sesso e stringendolo forte,
mi fa trasalire dal dolore e avvicinandosi all´orecchio, mi sussurra:
- Se provi a tradirmi, ti
castro! Guardo i suoi occhi pieni di vita, intensi, ha lo sguardo del
killer, impossibile tenerle testa.
- Ecco il suo spritz, la
signora desidera qualcosa? Il cameriere mi salva da una situazione
difficile, ma le palle sono ancora sotto la sua stretta micidiale;
Monica continua a
guardarmi senza degnare di uno sguardo il cameriere in attesa:
- Le olive le ho già, mi
porti un Martini. Il ragazzo va via con la sua commenda, è confuso per il
discorso delle olive che non ha mai portato al mio tavolo, non può capire
il sottile gioco sessuale che Monica ha creato.
Lei sa di avermi in suo
potere, fisicamente e mentalmente. Sin dai primi incontri in ufficio è
riuscita a infervorare i miei pensieri, portando i nostri dibattiti a
scambi verbali finemente allusivi, è riuscita a penetrare la mia corazza e
a scoprire i miei lati deboli, ne ha approfittato per entrare sempre più
dentro il mio cuore, facendosi spazio come linfa vitale e diventando
ossigeno puro per il mio respiro.
Alzo lo sguardo dolente
per la stretta insistente sui miei gioielli, la guardo con una supplica
che solo lei può capire; improvvisamente, come tutto è iniziato, tutto
finisce, lei libera il mio sesso, con la stessa mano mi prende per la
cravatta e attirandomi a se e mi bacia.
Monica è così, questo è
il suo lato migliore, la spontaneità e l´originalità del suo
comportamento, non so mai cosa aspettarmi da questa donna, se le girasse,
sarebbe capace di spogliarsi lì, davanti a tutti e scoparmi sul tavolo.
Si! Perché nel nostro
rapporto non sono io a scopare lei, è lei che decide quando scoparmi.
Adesso, in questo preciso momento, il mondo si è ristretto attorno a lei,
non esiste niente oltre al suo corpo, alla sua bocca.
- Prego signora. Il
cameriere è tornato con il Martini e, per sicurezza, ha portato anche le
olive, nel caso avesse capito male ...
Monica lascia la mia
cravatta e la mia bocca, ho la gola secca, ne approfitto per sorseggiare
lo spritz, mentre lei liquida il cameriere tirando fuori dieci euro dal
portafoglio di Mandarina Duck:
- Tenga il resto. Il
ragazzo si allontana felice del compenso rimediato, lei, incrocia i miei
occhi:
- Ti voglio! Quello che
ho sentito tra le mani, mi ha fatto venire il desiderio di sentirti tra le
mie gambe. Piano, mentre finisce la frase, le sue cosce si allargano
mettendo in mostra le sue parti intime nude; mi stuzzica:
- Ti ricordi Basic
instinct? La guardo allibito, guardo più attentamente e riconosco il suo
pelo riccio sotto la gonna blu: sento la mia eccitazione crescere dura...
Sorseggia il suo Martini
soddisfatta di quello che ha visto nel mio atteggiamento, nei miei
occhi...
- Andiamo! Non me lo
chiede, me lo impone; il suo modo di fare m´infastidisce e mi coinvolge,
so cosa vuole da me, sa cosa posso dargli. Tracanno quello che è rimasto
della bibita e mi alzo dietro di lei per perdermi nei suoi glutei
ondeggianti. Tra poco tempo, in qualche parte della campagna, sarò
improvvisamente suo, mi prenderà famelicamente, gustandosi il suo piacere
ed io, come sempre, seguirò il suo volere e il suo godere per assuefare i
miei desideri più intimi, quelli che solo lei è riuscita a portare alla
luce