Questo
desiderio che mi sta straziando il cuore bisogna che trovi sfogo, devo
smetterla di dannarmi l’anima pensando a te! Non credevo possibile che
alla mia età potessi innamorarmi, ma la vita ancora una volta mi ha
sorpreso con la sua illogicità. Sono qui che scrivo pensando all’ultima
sera che ci siamo sentiti, ricordo tutto dei nostri dialoghi, non ho
bisogno di salvarli da qualche parte su un file con un nome, che solo a
pensarlo mi fa stare male, quando tu mi scrivi su quel foglio bianco di
quel computer freddo, le righe prendono colore e il sangue aumenta
il suo ritmo nelle vene, facendomi palpitare.
La distanza, ecco è la distanza
l’unico vero ostacolo dei nostri sentimenti: la mente vola a cercare la
sera prima, le promesse fatue invocate, le promesse scritte dal desiderio,
le promesse che andranno perse al vento, come il nostro tempo che scivola
piano rendendo arida la nostra passione. In quei pochi momenti di felicità
bruciamo tutto di noi stessi, la pira per quanto alta lentamente svolge il
suo compito, i minuti rubati alla vita di tutti i giorni, vengono
ardentemente consumati con famelica bramosia, ma il vuoto che rimane
dentro dopo tanto desiderio, è una sofferenza tremenda da gestire.
“ Ti voglio…prendimi…ti amo…”
Parole ossessive che si ripetono nei nostri momenti, frasi che come la
lava travolgono tutto e ci portano a distruggere quello che ci circonda
per trovare un nostro spazio.
Guardo la tua foto. Quante volte
l’ho guardata, quante volte la guarderò sperando che si animi, prenda
vita, mi dia la mano, mi sorrida, mi baci, Quante foto arrivate tramite la
posta elettronica per soddisfare i miei bisogni del tuo corpo, per lenire
i sentimenti del cuore, per eccitare i miei pensieri… Ti guardo, guardo il
tuo sorriso, le tue piccole rughe ai lati di quei occhi così vivi, così
maliziosi in quella posa fatta apposta per me, le tue cosce nascoste dal
niente, i tuoi seni così pieni, i tuoi fianchi lascivi, il tuo monte di
venere nascosto da quel perizoma rosso che hai messo appositamente,
sapendo che è il mio colore preferito.
Soffro, soffro maledettamente:
penso a questi giorni, a quelli che verranno, penso che non sarò io a
stare tra le tue braccia, tra le tue gambe, non sarò io a farti gemere di
piacere; penso a quei momenti in cui sarai sua e dovrai fingere per il tuo
maledetto quieto vivere. Ti odio per non avere il coraggio delle tue
azioni, per questo nostro modo di amarci.
Guardo la foto, i suoi contorni
sbiaditi, conosco ogni millimetro di quel piccolo frammento d’immagine, le
sensazioni che emanano i colori del tuo corpo contrastano con l’oggetto
inerte che stringo forte tra le dita, mi manca il tuo odore,ecco cosa mi
manca! Il profumo della pelle, il sudore nei momenti dell’amplesso, la tua
bocca, oh Dio quanto mi manca la tua bocca…mi perdo nei ricordi.
Guardo le dita affusolate di
quella foto, il colore rosso delle unghie, penso a quante volte hanno
graffiato La mia pelle lasciandomi solchi arrossati, alle mille scuse che
ho dovuto inventare per giustificarli a mia moglie…
Guardo la foto e ho brividi a
seguire le linee del tuo sedere tornito, ricordo ancora quel giorno
d’estate; - Amore è il tuo compleanno… è ora che tu prenda quello che da
sempre desideri… Quel movimento sensuale a seguire le parole, tu che ti
giri di schiena e mettendoti piegata sul letto alzi le natiche e cadenzi
un movimento erotico nell’attesa, ricordo secondo dopo secondo di quel
giorno, di quel tuo regalo d’amore, di quel mio essere maschio dentro di
te.
Guardo la foto, non c’è più odio,
i sentimenti variano a seconda dei pensieri: fermo lo sguardo sul
reggiseno trasparente, focalizzo l’immagine, cerco di ricordare i tuoi
capezzoli irti e duri, penso all’aureola che si espande, ai miei baci su
quella pelle morbida, ai miei morsi di voluttà, al languore dei tuoi
respiri sotto la carezza della mia lingua…
Guardo la foto, mi rendo conto che
sto male perché non ci sei, mi manca la tua voce, quella voce così calda,
quei sussurri così eterei, quelle frasi dolci e a volte violente, le tue
mille richieste d’amore…le mie mille richiesta d’amore…
Guardo la foto, guardo il tuo
viso, i tuoi occhi… Parlami amore, ti prego parlami… Guardo il cellulare
silente, chiudo gli occhi in quella fredda stanza del nostro appartamento,
aspettando un trillo che so non arriverà. Odio le feste, odio me stesso
per questo amore che non doveva nascere…