RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

Fantasypervoi

 
 

Guardo la foto

 
 

 
 

FOTO fabriziocostanzi

 
 
 


 

Questo desiderio che mi sta straziando il cuore bisogna che trovi sfogo, devo smetterla di dannarmi l’anima pensando a te! Non credevo possibile che alla mia età potessi innamorarmi, ma la vita ancora una volta mi ha sorpreso con la sua illogicità. Sono qui che scrivo pensando all’ultima sera che ci siamo sentiti, ricordo tutto dei nostri dialoghi, non ho bisogno di salvarli da qualche parte su un file con un nome, che solo a pensarlo mi fa stare male, quando tu mi scrivi su quel foglio bianco di quel computer freddo, le righe prendono colore e il  sangue aumenta il suo ritmo nelle vene, facendomi palpitare.

La distanza, ecco è la distanza l’unico vero ostacolo dei nostri sentimenti: la mente vola a cercare la sera prima, le promesse fatue invocate, le promesse scritte dal desiderio, le promesse che andranno perse al vento, come il nostro tempo che scivola piano rendendo arida la nostra passione. In quei pochi momenti di felicità bruciamo tutto di noi stessi, la pira per quanto alta lentamente svolge il suo compito, i minuti rubati alla vita di tutti i giorni, vengono ardentemente consumati con famelica bramosia, ma il  vuoto che rimane dentro dopo tanto desiderio, è una sofferenza tremenda da gestire.

“ Ti voglio…prendimi…ti amo…” Parole ossessive che si ripetono nei nostri momenti, frasi che come la lava travolgono tutto e ci portano a distruggere quello che ci circonda per trovare un nostro spazio.

Guardo la tua foto. Quante volte l’ho guardata, quante volte la guarderò sperando che si animi, prenda vita, mi dia la mano, mi sorrida, mi baci, Quante foto arrivate tramite la posta elettronica per soddisfare i miei bisogni del tuo corpo, per lenire i sentimenti del cuore, per eccitare i miei pensieri… Ti guardo, guardo il tuo sorriso, le tue piccole rughe ai lati di quei occhi così vivi, così maliziosi in quella posa fatta apposta per me, le tue cosce nascoste dal niente, i tuoi seni così pieni, i tuoi fianchi lascivi, il tuo monte di venere nascosto da quel perizoma rosso che hai messo appositamente, sapendo che è il mio colore preferito.

Soffro, soffro maledettamente: penso a questi giorni, a quelli che verranno, penso che non sarò io a stare tra le tue braccia, tra le tue gambe, non sarò io a farti gemere di piacere; penso a quei momenti in cui sarai sua e dovrai fingere per il tuo maledetto quieto vivere. Ti odio per non avere il coraggio delle tue azioni, per questo nostro modo di  amarci.

Guardo la foto, i suoi contorni sbiaditi, conosco ogni millimetro di quel piccolo frammento d’immagine, le sensazioni che emanano i colori del tuo corpo contrastano con l’oggetto inerte che stringo forte tra le dita, mi manca il tuo odore,ecco cosa mi manca! Il profumo della pelle, il sudore nei momenti dell’amplesso, la tua bocca, oh Dio quanto mi manca la tua bocca…mi perdo nei ricordi.

Guardo le dita affusolate di quella foto, il colore rosso delle unghie, penso a quante volte hanno graffiato La mia pelle lasciandomi solchi arrossati, alle mille scuse che ho dovuto inventare per giustificarli a mia moglie…

Guardo la foto e ho brividi a seguire le linee del tuo sedere tornito, ricordo ancora quel giorno d’estate; - Amore è il tuo compleanno… è ora che tu prenda quello che da sempre desideri… Quel movimento sensuale a seguire le parole, tu che ti giri di schiena e mettendoti piegata sul letto alzi le natiche e cadenzi un movimento erotico nell’attesa, ricordo secondo dopo secondo di quel giorno, di quel tuo regalo d’amore, di quel mio essere maschio dentro di te.

Guardo la foto, non c’è più odio, i sentimenti variano a seconda dei pensieri: fermo lo sguardo sul reggiseno trasparente, focalizzo l’immagine, cerco di ricordare i tuoi capezzoli irti e duri, penso all’aureola che si espande, ai miei baci su quella pelle morbida, ai miei morsi di voluttà, al languore dei tuoi respiri sotto la carezza della mia lingua…

Guardo la foto, mi rendo conto che sto male perché non ci sei, mi manca la tua voce, quella voce così calda, quei sussurri così eterei, quelle frasi dolci e a volte violente, le tue mille richieste d’amore…le mie mille richiesta d’amore…

Guardo la foto, guardo il tuo viso, i tuoi occhi… Parlami amore, ti prego parlami… Guardo il cellulare silente, chiudo gli occhi in quella fredda stanza del nostro appartamento, aspettando un trillo che so non arriverà. Odio le feste, odio me stesso per questo amore che non doveva nascere…



 

 

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