Seduto in
questo bar del centro, sto cercando di scaldare il corpo infreddolito dal
vento gelido che mi ha sferzato il viso, dentro all’anima il freddo era
entrato molto prima. L’ultima storia, è stato un disastro,
sentimentalmente parlando, ho cercato di trasformare del buon sesso in
qualcosa di più caldo, intimo, struggente, ma il risultato, è stata una
rottura violenta di un rapporto senza basi durature. Sorseggio il the al
limone perdendomi nei miei ricordi, quando, improvvisamente, il buio che
vedo davanti si trasforma in luce; ti guardo entrare sorridente insieme
alla tua amica, il tuo caos giovanile ravviva l’ambiente di zombie e i
nostri sguardi s’incrociano. Sei vestita come tutte le ragazze di oggi,
sembrate stampate dallo stesso clichè, e questo, è sicuramente un limite
per la mia mentalità, ma hai, a differenza di molte, uno sguardo che ti
entra dentro: una frazione di secondi, sono i famosi cinque secondi che
condizionano una scelta e, come sempre, mi perdo nella sensualità dei miei
pensieri erotici.
Guardo i tuoi jeans
rovinati appositamente, salgo a decifrare il tuo maglione grigio chiaro
che nasconde le tue forme, la sciarpa sul collo, cade sfrontatamente a
lato inerte, il suo colore viola intenso, completa il miscuglio di colori.
Sei adorabile nella tua sfrontatezza, sono solo pochi attimi, ma la
scintilla si è accesa, cerco di immaginare quel tuo corpo vestito a mio
piacere, mentre ti scompigli nervosamente i capelli neri: quel gesto ha
una carica sensuale intensa, comincio a eccitarmi, rimango con la tazza
calda in mano a mezz’aria, mentre ti spoglio mentalmente.
Ti siedi ad un tavolo
vicino e accavalli le gambe; credo che non ci sia niente di più eccitante
di una ragazza che sa accavallare le gambe, è un movimento semplice, ma
alcune donne sanno farlo in un modo divino, mi sembra di sentire l’aria
che si sposta e immagino le tue intimità protette da quelle gambe
affusolate, guardo le scarpe da ginnastica, ovviamente firmate, ci
mancherebbe che non vai alla moda. Sotto le scarpe, un paio di calzini che
smonterebbero qualsiasi pensiero erotico, se non fosse per quel tuo
sguardo… Ti guardo mentre mi volgi la schiena, ti sei alzata a prendere
qualcosa dalla tua amica e inevitabilmente, il maglione si è alzato
mettendo in mostra una canottiera bianca, ma soprattutto, la fine di uno
slip bianco che maliziosamente esce dai jeans, quel perizoma sporgente mi
riporta prepotentemente l’eccitazione, guardo le curve sinuose del tuo
sedere stretto dalla stoffa, lo valuto indecentemente, immagino la
sensazione della pelle sotto il tocco delle mie mani, immagino le natiche,
mi viene in mente il film di Tinto Brass” Così fan tutte”e sorrido
pensando che forse ha ragione lui, quando dice che "i culi parlano"
Mi accorgo che ti sei
rimessa a sedere e che mi stai guardando, il mio sguardo catatonico nei
tuoi confronti, ti incuriosisce, forse ti infastidisce che un cinquantenne
ti guardi così intensamente e, non capisci quel mio sorriso idiota; non
puoi sapere cosa è passato per la mia mente contorta. Abbasso la tazza del
the, non ho più bisogno di quel intruglio per scaldarmi, incrociamo ancora
una volta gli sguardi, noto il colore marrone degli occhi e i piccoli
brufoli sul viso che prima non avevo notato, quantifico sui ventidue anni
la tua età, poi, scendo di nuovo a guardare le gambe e penetro le tue
cosce passando oltre, sono di nuovo sullo slip, immagino di toglierlo e
rimanere estasiato dalla purezza della pelle, chissà se hai avuto
esperienze, se sei depilata, che profumo usi e cosa ti piace fare nel
sesso, penso a quante cose potrei insegnarti e ti immagino mentre ti
spalmi l’olio sulla pelle, il tocco delle dita che accarezzano i punti più
sensibili dandoti brividi, ti immagino mentre scendi ad accarezzarti tra
le cosce chiudendo gli occhi, cerco di rubare le tue sensazioni di
ragazza, nel momento dell’orgasmo, mi pare di percepire il respiro
affannoso e il rilassamento del dopo, immagino cosa potrebbe fare la mia
lingua su quella pelle e le sensazioni che proverei nell’affondare in te
con il mio sesso teso.
Ti guardo leggermente
arrossita, possibile che hai percepito i miei pensieri? Hai captato i miei
desideri? Tocchi di nuovo i capelli, li accarezzi voluttuosamente, come
farei io con i tuoi seni, chissà che misura hai… La tua amica ti guarda
stranita, ha capito che c’è qualcosa che le sfugge, segue il tuo sguardo e
incrocia il mio, anche lei è carina, ma gli manca il sexy-appeal, è solo
una delle tante. “Ti voglio” Sono eccitato come un bambino, questa ragazza
mi sta prendendo, mi sto lasciando trasportare dalle mie fantasie erotiche
e questi istanti, sono fortemente emotivi.
Sento l’amica che le parla; - Ehi, ci sei ancora? Torna sulla terra!
La ragazza stacca gli
occhi dai miei, guarda la sua amica contrariata, poi, si alza e
s’incammina verso di me, mi arriva a dieci centimetri, aspetto di sentire
i suoi imprechi per la mia sfacciataggine;
- Ciao Maurizio, ti ricordi di me? La guardo stupito, capisce che sono
confuso;
- Sono Chiara, la figlia della tua amica Paola, ci siamo visti qualche
mese fa a casa dei miei.
Faccio mente locale, Paola, è stata la mia amante per diverso tempo e con
lei, ho passato veramente dei bei momenti;
- Ciao Chiara, sei diventata proprio una bella ragazza, se non fossi
troppo vecchio per te, ti farei la corte…
Chiara mi guarda e
sorride soddisfatta, si gira verso la sua amica;
- Luisa, ti scoccia se ti lascio da sola? Ci vediamo più tardi a scuola.
Non aspetta la risposta, ha già deciso, si gira verso di me, si siede, mi
guarda con quei suoi occhioni;
- Mi piace il fascino degli uomini maturi e quello che possono dare, dai,
parlami di te e di mia madre e fammi rivivere il periodo in cui lei
tornava a casa sempre felice, vorrei provare le stesse sensazioni…
La guardo con cupidigia, fremo dal desiderio, penso al piacere di questa
nuova avventura;
- Dimmi cosa vuoi sapere, vedrò di soddisfare la tua voglia… Con quella
frase ambigua, esasperatamente sospirata, torno a perdermi mentalmente
dentro le sue mutandine…