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Nevica e tu non sei venuta. Rimangono i pensieri e i ricordi. Quelli,
nessuno può cancellarli.
Apro l’armadio per guardare e poi toccare i vestiti che metti per me,
l’intimo che indossi per darmi piacere. Rimango stupito: nel tempo, hai
confezionato tante varianti di lingerie. Vado con la mente a ricordare i
momenti che hanno visto il tuo corpo nascondersi sotto quei luccichii di
desiderio per farmi contento.
Ogni oggetto ha una sua storia, una sua partecipazione dei nostri giochi
erotici.
Sfioro un corpetto rosso con tonalità nere, seguo i ganci e scivolo sui
filetti che servono ad unire il reggicalze, non faccio fatica a ricordare
la prima volta che l’hai messo, estremamente eccitante per dimenticarlo:
una Madonna slanciata dai tacchi neri, lo sguardo di chi aspetta la preda
e si sente cerbiatto. Occhi intensi di desiderio nel momento dell’attesa.
Ricordo…
Appoggiato sul letto, teso e affamato di te, del tuo corpo. Le mani che
danzavano nel gioco della seduzione. L’incrocio delle dita, mentre, piano
alzavi la gamba per salire sopra il mio sesso teso.
Il dolore dell’attesa, nell’aspettare di sentire il calore delle tue parti
umide e grondanti di desiderio, avvolgere il membro e scaldarlo con le tue
movenze.
Ricordo…
La bocca che si unisce, mentre, il pertugio stringe ad aumentare il
piacere; le mani unite fino a sentire male nel tentativo di possedere
tutto. Gioco di lingue, scambio d’occhiate nel sudore crescente. Nessuna
parola, è già stato detto tutto molto prima, solo gemiti di consenso. Quel
corpetto rosso, è stato l’inizio di tanti regali fatti a te per soddisfare
me, impossibile paragonarlo ad altri capi pendenti che aspettano d’essere
indossati.
Il primo orgasmo libero, tra mura solo nostre.
Lo sguardo felice, il respiro tenue, le mani che seguono le linee del
corpo e assimilano pregi e difetti, paura di risvegliarsi da un sogno e
gioia della realtà.
Mi guardavi, stupita d’essere lì con me, incredula di sentire le mie mani,
le dita che impudicamente erano tornate tra le tue cosce, sotto il monte
di Venere a stuzzicare le tue voglie nascoste: avevi subito reagito a quel
cercare, ricambiando le mie attenzioni; una mano calda sul mio sesso e
tutto si tramutava in desiderio. Scambio di carezze esperte su corpi pieni
di voluttà, inevitabile la conseguenza.
- Ti voglio…
- Anche io…
Parole sussurrate che sembravano un urlo in quel silenzio carico di
tensione erotica.
Il seguito, puro sesso fatto con amore.
Ho avuto molto da te, forse anche più di quello che mi aspettavo, ti ho
dato tanto, anche più di quello che credevo possibile, il risultato, è
questo, ancora oggi, dopo tanti anni, nel nostro piccolo rifugio lontano
da tutto e tutti, ho gli stessi brividi di quella prima volta con te e,
ancora oggi, sto male, quando non posso vederti...
FINE
Foto
pavelspivak
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