È la sera,
quando torni a casa dopo una giornata dura di lavoro, che t’accorgi di
quanto ti manca una compagna, sarà la malinconia delle tenebre che
arrivano, o il tramonto struggente sulle montagne innevate, sta di fatto,
che mi sento stringere il cuore a non averti a fianco. Il crepitio del
fuoco nel camino non basta a scaldarmi il cuore, riesce solo a ricordarmi
quanto fossi femmina nei nostri amplessi focosi sul tappeto colore salmone
di Tabriz. Cerco di sfuggire ai ricordi guardando fuori dalla finestra; le
persone che si diradano nelle strade al crepuscolo di questa imminente
notte, sono la realtà di questa vita terrena, una ragazza che corre
tenendosi la gonna corta in un vano tentativo di non mostrare le sue
intimità nascoste, mi riporta ai nostri momenti d’amore: mi giro verso il
fuoco e rivedo il finale del mio film, l’ultima scena, quella che non
avrei mai voluto scrivere o vivere.
Lei nuda sul tappeto che mi guarda, ricordo ancora
quelle frasi; - Devi decidere cosa vuoi fare del nostro rapporto, non ho
intenzione di continuare a vederti in questo modo, voglio di più… Sapevo
cosa voleva, cercai una mediazione di comodo, mentre guardavo i suoi seni
danzare sotto il respiro affannoso del dopo amore; - Dammi tempo, vedrai
che sistemo tutto con mia moglie. - Un anno, è passato, un anno da quando
me l’hai detto per la prima volta che avevi bisogno di tempo: credo che
sia sufficiente per prendere una decisione. - Lo sai che il problema non è
mia moglie, ma mia figlia. - So tutto, come so che anche io voglio avere
un figlio! Guardavo il suo corpo e mentre parlava, cercavo d’immaginare il
suo trasformarsi nel momento della gravidanza, immaginai la mia vita a
fianco a lei, tutto era perfetto e bello, ma non gli e lo dissi, restai in
silenzio a contemplarla, mentre delicatamente cominciava a vestirsi. Cosa
potevo dire a mia difesa? Come avrei potuto rassicurarla su un futuro che
neanche io sapevo intravedere? Malinconicamente mise la gonna a coprire il
suo piccolo perizoma nero; - Non hai niente da dire? Continuavo a
guardarla disperato, speravo che il mio sguardo parlasse al posto delle
parole assenti; ascoltai il rumore del reggiseno che veniva unito e poi,
una camicia bianca a coprire il tutto.
Era sensuale Lisa, molto più sensuale che bella, aveva
quel modo di guardarti e di muoversi, che ti faceva ribollire il sangue,
vederla e volerla, era stata una sensazione unica. Così era cominciato un
sottile gioco di seduzione, prima gli occhi, poi le frasi, infine i
vestiti: a seguire, il primo invito a cena, la prima carezza, il primo
bacio rubato dietro un portone qualunque, a protezione del nostro atto
impuro, poi, una notte di sesso che avrebbe dovuto lenire il desiderio
crescente. Ecco! Li sarebbe dovuto finire tutto!! Invece, il giorno dopo,
tornando con i pensieri al nostro amplesso e ai momenti passati insieme,
riuscii solo a vedere pregi, lasciando i difetti tra le quattro mura di
casa mia, dove una donna fedele da anni, aspettava il ritorno del suo
uomo. Non so cosa scatta nella mente di una persona in certi momenti, come
si riesca a dimenticare anni di matrimonio in pochi istanti, so solo, che
in quel momento volevo solo Lisa. Sentirmi di nuovo desiderato, invidiato,
riprovare quelle sensazioni dimenticate di ragazzino libero da vincoli.
Lisa divenne la mia amante, la donna dove sfogare i problemi, le voglie
inespresse nel gioco del sesso, poi, come spesso succede, la vicinanza e
il conoscere meglio il proprio partner, divenne amore.
Non avrei dovuto incontrarla, non avrei dovuto
cercarla, non avrei dovuto fare sesso con lei e poi amarla. Lo so e lo
sapevo, era tutto sbagliato! Ma questa è la vita, dove l’irrazionalità a
volte, prende il sopravvento sulla logica - Allora è finita, non mi
cercare più! Si può amare due donne contemporaneamente? Io l’ho fatto per
molti mesi, creando due mondi paralleli, giustificando ogni mio gesto
sbagliato, chiudendo gli occhi per non vedere e le orecchie per non
ascoltare. Adesso, mentre la vedo uscire da questo appartamento arredato
per i miei piaceri, so che non la vedrò più, perché nel momento delle
decisioni, il cuore, è rimasto a mia moglie e a mia figlia. Piango il
ragazzino che si perde all’uscita di lisa, applaudo l’uomo che torna in
carreggiata a combattere le difficoltà matrimoniali di tutti i giorni;
chiedo scusa a mia moglie per questo periodo difficile che abbiamo passato
insieme. Mi pongo di nuovo la domanda; “ Si può amare due donne
contemporaneamente?” La risposta rimane quella, io l’ho fatto e, mentre
una lacrima silente scivola sul viso dietro la porta che si chiude,
comincio a vestirmi piano, per tornare al mio presente.