Per caso, con molta probabilità per una strana
combinazione di numeri del destino, ammesso che esista davvero, arrivò. Ed
arrivò alla fine di un inverno che aveva portato sentimenti di varia
natura, onde alte e spumose fatte di ricerche notturne attraverso piaceri
nascosti dietro a certi paraventi tinti di rosso porpora e oro, quando
niente creava più la voglia di vedere aldilà dei propri occhi, di sentire
oltre al proprio cuore..
L’immagine di Lei fu subito chiarissima ai suoi occhi,
cristallina come la luce dell’alba avvolta ancora da polvere di stelle e
qualche linea chiara fra le prime nubi primaverili.
Acuta, sagace, estremamente intelligente e quasi
irreale, Lei mise davanti al suo volto un mazzo di eleganti tulipani
gialli a nascondere un sorriso difficile da dimenticare. Il suo sguardo
penetrante, i colori del suo portamento ed infine i suoi occhi,
indescrivibili, finti tanto erano belli, non davano false speranze. La sua
anima parlava chiaro..prendimi, sono tua. Il colore del suo profumo era
azzurro, fatato ed assolutamente incantevole come la luce che aveva
intorno a sé.
Un’esplosione di sensi, senza esclusione di colpi.
Parole di desiderio dette solo con lo sguardo, complice il vino, bianco,
ricco e lussurioso come scoprirono piaceva loro; alternanze di musica,
mista a voragini dentro l’anima come enormi buchi pronti a contenere baci
e carezze senza fine.
Fu un incontro senza scrupoli. Era la fine di Marzo.
Le loro anime erano manifesti della pura passione da
gridare in un solo, unisono sospiro di piacere.
Una miscela esplosiva la cui miccia era fatta di
attrazione pura, l’eleganza dei bagliori dati da orgasmi simili a cori di
mille voci.
Questo era Lei. E questo voleva che fosse per sempre,
fin dal primo incontro, che creò momenti di totale abbandono, la testa
appoggiata sul suo seno, il pensiero che volava più alto che poteva.
Entrambe complici ed affamate, nutrivano momenti di ricca intesa già dopo
poche, pochissime ore dal loro primo bacio. E senza chiedersi il motivo,
viveva sospesa… l’anima sostituita da qualcosa che crea dentro una
felicità che non si può descrivere, ma solo regalare.
Si era innamorata, e si stava innamorando sempre più,
da subito, o forse da sempre… di quella Lei che con la sua forza, la sua
bellezza, il suo ardore, la sua esuberanza nel desiderarla, la faceva
sentire la donna più felice della terra. E Lei le raccontava di sé, e
delle sue parti più o meno felici, specificando le cose che sembravano più
salienti, raccontava le sue difficoltà ed i suoi timori in maniera parca,
delineando così un immagine i cui margini erano fumosi; creava un fascino
che attraeva senza limite.
Lei… Lei una notte la prese in un modo che aveva della
pura poesia. La bocca nella sua, le mani alla ricerca affannata del seno,
da accarezzare piano, da godere piano con passione e voglia. La sua lingua
nelle pieghe del linguine e poi più giù, piano con calma. Gesti accurati,
eleganti, sensuali, intensi ma non volgari. Lei… Il solo pensiero fa
rabbrividire. La fece entrare dentro di sé, completamente dentro di sé
attraverso i suoi occhi, occhi lapislazzuli, tagliuzzati di verde e di
grigio cristallo...
Poi la girò, piano, solo con una mossa era già sua...le
apparteneva ora più di sempre, con l’intensità che amava, con il piacere
che le dava vederla godere al movimento delle sue dita, dapprima lento,
poi sempre più veloce… scivolava da una parte all’altra prendendola sempre
più. La luce della candela rossa ad illuminare i riflessi dei capelli
biondi presi a piena mano...Lei, la prima e l’unica musica dalle note
venute dal Paradiso. L’aveva amata così quella notte, nulla di più
naturale nella logica di chi ama davvero. O crede di poter amare…
E tutto iniziò a prendere sempre più forza, con il
controllo che viene sempre meno, con il sentimento che alza la mira e
spara diretto al cuore. L’amore eterno sembrava alle porte… il maledetto.
Le emozioni erano di tale intensità da far mancare il respiro, le notti
erano testimoni di ore d’amore ed erotismo senza eguali… e Lei, sempre più
lo scopo della sua vita. Era Maggio.
Gli eccessi di Maggio portano a dover pagare conti
salati sotto vari aspetti, perchè quando si esasperano dei toni e delle
attenzioni, le cose e le virtù si dipingono di tinte con troppe sbavature;
questo fu da principio il primo tiepido segnale di ciò che poi dettò
l’aspetto delle false verità è della consapevolezza di un qualcosa che
ebbe il colore della tristezza.
Troppo. Forse era troppo. O troppo poco o forse solo la
combinazione non era più la stessa e la formula chimica iniziò a venir
meno, si destabilizzò nei numeri e nelle parabole. Aveva l’aspetto di un
quadro senza cornice, ma che in realtà la cornice ce l’aveva, bastava
spolverarla, si sarebbe vista ancora. Lei aveva un atteggiamento ambiguo,
a volte torbido, altalenante. Dava e toglieva con semplicità disarmante,
riuscendo a destabilizzare anche il più solido dei sentimenti. E mentre la
manifestazione del desiderio veniva miscreduta e derisa perchè non
ritenuta più tale, il caleiodoscopio della sua anima viaggiava veloce nel
tempo…
Lei.. Volutamente distaccata, opaca nel credere e nel
sentire, aveva comunque uno sguardo ed un sorriso che facevano perdere il
respiro.. che coloravano d’amore anche le sere di grande difficoltà… che
baciavano a lungo e profondamente ogni angolo della pelle ambrata dal
primo sole estivo, e facevano crescere ancora il desiderio di fare l’amore
per notti intere, in silenzio, perchè le parole non erano il suo forte, ma
la forza del suo amare quello sì…
E se questo si credeva potesse bastare, il primo sole
di luglio servì a gettar via inutili speranze.
E come in ogni storia che sia degna di essere tale, si
china il capo e non si replica. Ma si pagano gli errori ed a caro prezzo.
Lei… interruppe tutto, lo arrestò. Ferma, decisa, bella
come mai prima. Il resto sono solo stelle per ricordare che la notte ha
mille verità che si accendono per ognuno di noi... e rimane il ricordo
delle sue mani quando le prendevano il viso e lo accarezzavano guidate da
quei suoi occhi così strani e perfetti… che cosa pensasse in quei momenti
non lo si saprà mai.
Chissà a chi rivolgerà le stesse inquietudini e la
stessa intensità ora…
L’anima consumata di gioia e sabbia… ruvida fra le
mani.
Lei... L’amore
Ed un mazzo di tulipani gialli.