Ipnotica, ossessiva,
magnetica. Una volta, innumerevoli volte. Questa musica é come una tela di
ragno che ti intrappola e ti fa sua. Senza difesa. La ascolto e mi buca
l’anima. Lenta, affascinante, coinvolgente. Note che fondono sensualità e
passione. Toni bassi, tinte miste fra il rosso screziato ed il blu
oltremare… Lei è la musica. Nella notte. Come tutte le notti in sua
compagnia. Come le sue note. Il ritmo, la cadenza, il colore. Come un
sogno che al mattino diventa realtà. La voce rotta dal fumo di mille
sigarette forti come la sua vita e quella voglia impertinente e cattiva
fanno di lei una donna da assaggiare al di sopra di ogni ritegno.
Delle notti, invaghita
del suo profumo, prende numeri a caso ed avvicina uomini di tutte le razze
e desideri, e regala loro ore maledette di sesso e preghiere blasfema
figlia dell’incenso usato per cancellare le macchie dei suoi peccati che
brulicano nelle orge di carni ed odori forti.
Io? Io nel silenzio a
guardare senza respiro. Fiera e felice del suo spirito. Bella da far male.
Magnetica ed ossessiva. Lenta regina di antiche costellazioni del piacere,
mi dona incanti difficili da dimenticare… lei che mi odia mi ascolta
mentre stremata le chiedo di smettere… Lei vuole di più, sempre di più ed
io glielo concedo senza mai una parola, senza un bacio.
Chi sono? Io l’amo come
si ama la cosa più grande, più importante del mondo, indispensabile più
della vita. I riflessi d’oro dei suoi capelli fra le mie mani nelle notti
di fascino ed incontrollabile perversione, fanno di noi donne opulente che
si nutrono della linfa scaturita dai sensi… Quale sapore ha la sua bocca?
Quella notte mi strinse a
sé, e con una vertigine fra le mani mi disse: - Ti amo.
Risposi con una lacrima,
e ci amammo per ore ed ore, perdute nel tempo tenero e docile. Nelle sue
mani ho messo la mia anima e quella di mille uomini, incantevoli amanti
dai riccioli neri o dai lunghi capelli che spettinati le si insinuano fra
le cosce per baci ed orgasmi verde smeraldo che lei ricambia avida di
succhiare e prendere con gesti lenti ed appaganti. Segni di piacere sulla
sua bocca e sul suo ventre che sa d’ambra e rabarbaro. Uomini dai tanti
volti, celebrano la sua bellezza come schiavi. Io alzo l’immagine del mio
cuore a simboleggiare l’amore che provo, è lei la mia regina ed io sono la
sua.
Avrai il mia anima – Mi
disse. E me la regalò.
Il mio dono per lei fu un
piccolo cuore d’oro… antico oggetto che da sempre mi apparteneva e che le
donai immersa nell’infinito. Due volti. Due aspetti di lei che non
riconosco. Nelle più disordinate ed inespressive pieghe dell’anima vengono
riposti dettagli che a stento si credono o forse si finge di non
riconoscere; lì poi vengono messi in vendita e mercanteggiati al miglior
offerente… strano aspetto delle sua maniera d’essere. Che tuttavia amo.
Il suo nome? Amore.
Notte. Negazione. Alterigia. Incanto. Mistero ed immenso Imperfetto.
Strano il suo dire e il mio tacere, ed immerse in immagini al di fuori di
ogni logica, cuciniamo con arte spettacolare cene di sesso estremo, dove
nulla è tralasciato od omesso, niente è inaccessibile o imputabile al
caso… ed i sapori degli orgasmi si fanno sempre più forti e pregni di
ostinata voluttà.
Di lei bevo ogni goccia
di piacere, mi diletto in giochi lenti ed oltraggiosi con luciferiana
precisione, spingo le mie dita più forte che posso per prenderla come lei
mi chiede, per farla godere fino ad urlare, entrando attraverso i suoi
occhi che avidi mi chiedono di possederla. Le presto le mie mani, il mio
seno, il mio sesso, la mia bocca e lei mi beve a sorsi ingordi, godiamo
assieme, le mani viscide del nostro umore…
Nelle notti ipnotiche,
ossessive, magnetiche, il nostro sguardo proietta linee di luce parallela
ai nostri sogni, formando con essi disegni dal destino tracciato nero su
bianco. Per la nostra felicità che paga e stremata si affaccia alla
finestra della vita, recitiamo parole e silenzi difficili, come
improbabili rumori. Noi. Ipnotiche. Magnetiche. Femmine immaginarie e
lussuriose dai lunghi capelli colore dell’assoluto.