Un venerdì di fine
maggio, le cinque del pomeriggio ed un sole già caldo e piacevole. Alla
finestra del salotto di casa mia fumo una sigaretta dopo il caffè, senza
pensieri. In linea con la situazione di meravigliosa pace mista a desideri
e voglie, osservo il cielo immerso in un azzurro fiordaliso, senza una
nuvola, senza un errore. Il campanello di casa. Non aspetto nessuno e
nessuno avrei voluto che rompesse quel mio momento di assoluta libertà. Ma
è lei, sempre lei, ed arriva con bellezza e passione, figlia di notti e di
avventure fra letti incandescenti ed erotismo sconfinato, noi come antiche
guerriere intriganti e feline che seducono i loro cuori in un gioco dalle
tinte forti e sensuali… Seppur separate da vite e situazioni diverse,
seppur entrambe con stili e scelte opposte, mi cerca e la cerco, perché
consapevoli schiave di noi stesse, ed é questa persuasione che fa di noi
le amanti più lascive e passionali della terra. Ma non siamo innamorate e
non lo saremo mai , è questa la cosa che di lei mi piace di più.
Frida é sulla porta
d’ingresso, con i suoi mille telefonini in mano, il suo profumo, la borsa
per terra come sempre, lo sguardo sopra le mie spalle ed i tacchi sempre
più alti nell’improbabile decoltée di Chanel che non si toglie mai, pena
la morte. Mi ruba un bacio mentre al telefono parla con l’impiegata
dell’Alitalia e prenota due posti per il volo delle 20.00 per Roma.
- Passo a prenderti alle sei e mezza, non chiedermi nulla, ci aspetta uno
yacht sull’Argentario a mezzanotte. A dopo mio angelo biondo… -
Il fascino della sua pazzia mi intrappolava, non mi lasciava tregua. Mai.
La guardo e ci scappa una risata senza tempo, ci abbracciamo e ci baciamo
come fosse la prima volta, la mia lingua intrecciata alla sua, con
passione, con voglia di sesso, con desiderio di un orgasmo subito, lì
sulla porta di casa. La stringo ancora più a me, chiudo la porta alle
nostre spalle, le mani sono già sotto la sua gonna nera… due passi e siamo
già distese sul divano, veloci, ladre di un piacere che si accende solo
con uno sguardo. Sento che si abbandona a me, ed entrambe ci cerchiamo
lentamente fra respiri rotti e la voglia che cresce sempre di più. Le mani
ora si muovono esperte, rapide e precise, esplodiamo insieme in un orgasmo
senza fine, il fiato corto, ed i sui occhi che non sanno mentire, é
passata da me per questo, ed é quello che desiderava… in fondo bastava una
telefonata, ma Frida é tutto questo ed io sono felice.
Si accende una sigaretta. Mi guarda, mi bacia ancora.
- A dopo.
Guido sorridendo, e cerco di rubarle qualche informazione, ma lei mi
lascia solo fantasticare su dove e su chi, ma mi piace e non insisto,
lascio che le cose rimangano così. L’hostess mi offre un caffè, Frida
legge una rivista di Informatica, ed arriviamo a Roma mentre una un’auto
ci aspetta per portarci a Marina di Cala Galera, sull’Argentario. Sullo
yacht, al nostro arrivo, mezzanotte e trenta circa, davano una festa.
Musica, champagne, gente elegante… chiedo a Frida io chi sono. Ride e mi
presenta i padroni di casa, una coppia sui quarant’anni, amici di una
vacanza nel nord America che Frida aveva fatto anni prima con il fratello.
Gianmarie e Paola, sembravano irreali. Un lampo negli sguardi, il profilo
di lei e la nostra complicità. Belli come mai, gentili, armoniosi. Vestiti
di bianco, perfetti nel parlare e nel muoversi. Mi allontano, solo per
prendere respiro.
Aveva già capito tutto. Avevo già visto tutto. Dovevo solo aspettare,
perché il gioco era nelle mie mani e dovevo scegliere il momento adatto
per iniziarlo. Un bicchiere di Krug, due, tre. Frida questa volta me la
paga, e salata. Penso già alla vendetta, mentre un filo di vento mi
accarezza il viso e gli occhi che cercano fra tanti quelli di quell’uomo
vestito di bianco che mi avevano, mio malgrado, paralizzata.
La barca si chiama
“Indulgence”… una sorta di reggia galleggiante lunga 57 metri, tutti
rigorosamente ispirati ai fasti dello stile Barocco. Mi siedo su un divano
di seta bianco perla, dove brillano luci di cristalli Swarovsky che si
confondono con le stelle in cielo, accanto a me Paola che mi sorride, una
sorta di venere nera e magica. Tutti gli ospiti hanno dell’irreale, tutti
immersi in un sogno che chissà se finirà alle prime luci dell’alba.
Conversiamo con tranquillità, la musica è da brivido, Frida è impegnata in
una partita di Go, e penso che lei non sbaglia mai… sempre impeccabile,
sempre opportuna, liceale nelle sue proposte ed io, qui con una scultura a
fianco che mi toglie il fiato.
La festa prosegue, mi alzo e scendo al ponte inferiore accompagnata da
Paola, incontriamo Gianmarie che senza esitare ci prende sottobraccio e ci
porta al ponte “Sole”, ridiamo e beviamo ancora champagne seduti sul bordo
della piscina. Bene, penso… si inizia. Mi presento come l’amica del cuore
di Frida, parlo scegliendo parole semplici e complici, alterno sorrisi a
sguardi che non lasciano dubbi… il profumo di lui è forte e sa di mare, i
suoi occhi sono blu,e le sue mani mi portano già fra le braccia di lei,
che per gioco mi accarezza i capelli e il seno. Inequivocabile desiderio
che si accende. Complice la notte e la fantasia di cose che non avevo mai
provato.
Saliamo verso la loro
suite, attraversiamo la lobby ed entriamo in uno studio privato che fa da
ingresso. Paola mi abbraccia e sfilandomi la camicia con gesti lenti e
seducenti, mi bacia e mi accarezza la schiena nuda. Gianmarie ci ha
lasciate sole ed io ricambio i baci di lei con passione e desiderio di
possederla e di prenderla subito, senza esitare, con gesti decisi voglio
sentire il suo orgasmo su di me ora. Non mi delude. Mi regala il suo
piacere, veloce, rapita e terribilmente femmina. Gianmarie ora è con noi e
mi gira, mi bacia, mi accompagna con delicatezza nel loro letto, e mentre
lei mi tocca, sento che lui mi prende, con il suo profumo che sa di mare e
di poesia. L’orgasmo arriva, devastante, forte… mi giro allungo la mano e
premio Gianmarie ora… mentre Paola mi bacia con una sensualità senza
limite, lui mi regala il suo piacere che mi lascia bagnata e sorridente.
Poi, mi chiede di baciarlo ed io alterno i miei baci con quelli di lei,
che ora distesa su di me, si lascia prendere e la bacio per bere il suo
orgasmo tutto di un fiato, mentre con un solo sospiro mi chiama e
prendendomi la testa fra la mani, la abbassa sotto al suo ventre.
Erano incantevoli.
Sensuale ed appagante il loro modo d’amare ed il mio. Sesso senza limiti,
ma delicato e dolcissimo. Tre corpi nudi e sinceri, che si scambiavano
orgasmi come fosse un rituale. Ed era bello, quasi un sogno, complice il
mare. Poi ancora lui tra le mie gambe, mi bacia e mi tocca, mentre lei
guarda e complice mi bacia il seno. Paola si gira e mi chiede di prenderla
così, le accarezzo i seni, la bacio languida, il mio ritmo è forte ed il
suo piacere immediato. Gianmarie, di schiena muove la sua mano e sento che
il loro piacere è unico, sincrono, uguale. Due orgasmi perfetti… Mi alzo.
Esco nel terrazzino che si affaccia sul mare, fumo una sigaretta, ricordo
i loro sospiri come musica. Poi, grande affetto nell’abbraccio che ci
unisce, e nei nostri occhi una luce sincera. Avrei voluto ancora la loro
bocca, le loro mani, i miei respiri rotti, gli occhi di Gianmarie che si
schiarivano dopo l’orgasmo… Ancora noi. Ancora Paola, femmina felina e
magica dai lunghi capelli neri e la pelle abbronzata e dolce. Un bacio
sulla bocca di entrambi.
Scendo sul primo ponte,
cerco Frida. Ho il cuore che batte forte, ho chiuso il gioco ed ha vinto
la seduzione, l’antica arte dell’amore che tanto mi era piaciuto. Tutto
nelle mie mani. E lei lo sapeva. Mi raggiunge il suo profumo, mi giro e la
vedo. Mi sorride e la abbraccio forte… Le rubo un bacio appena accennato.
In fondo è sempre lei che voglio, e lei lo sa.
- Ho vinto la partita di Go… - Lo so, rispondo.
Non avevo dubbi. Le sorrido. E forse la amo. La notte è quasi trascorsa
ormai. La brezza del mare ci accompagna per qualche piccola ora di sonno,
la festa si è conclusa fra vestiti di seta blu ed occhi color cristallo.
Gianmarie e Paola. Incantevoli amanti di una notte che sa di amore e
champagne. E Frida, che sogna con me, strette in un unico sorriso.