Philip continua a pensare
che l’unica compagna a lui destinata è Rose, la bicicletta che ha trovato
in una notte di pioggia di circa tre anni prima. Era abbastanza tardi e
lui era ancora per strada avvolto nel cappotto della sua malinconia.
Camminava con la testa abbassata, sotto la pioggia, che diventava sempre
più copiosa. Un freddo addosso e dentro…che spesso si sente, ma non si può
spiegare. Un freddo impossibile da dire. Trascinò i suoi passi stanchi
fino al parco, dove di solito passava le sue giornate. Lo trovò diverso.
Gli sembrava più bello di notte…e forse un po’ più “ lontano “ con la
pioggia. Come un’immagine che arrivasse da molto distante….come quando si
guarda una foto, o si legge una lettera ricevuta anni prima.
Fu in quel parco che vide
Rose per la prima volta. Se ne stava da sola, silenziosa, abbandonata. Lui
le si avvicinò e la trascinò accanto alla panchina più vicina. Si tolse il
cappotto e iniziò ad asciugarla, cercando di porre rimedio alla sua
solitudine. Sono tre anni, ormai, che gira con Rose. Non ci sale mai
sopra. Tiene il manubrio stretto tra le mani. Mani da vecchio. Rose se ne
sta appoggiata a lui, con la delicatezza di una donna. Camminano insieme,
sempre. Ma non fanno mai più di duecento metri. Philip se ne va per il
paese a piccoli passi, ma sono passi pesati, trascinati, dosati, contati.
E’ commovente quel camminare, quella danza ballata senza musica. Unica.
Silenziosa. Impercettibile. Soffocata dai rumori di un mondo che non sa e
non può capire quello “ spettacolo “.
La gente dice che Philip
è pazzo. Ma è pazzo di quella follia bella e pura. Ieri l’ho visto
aggirarsi in quei duecento metri di paese. Per la prima volta, Rose non
c’era. – E’ malata…..-, ha detto. Poi è rimasto in silenzio, tenendo una
birra tra le mani. Ogni tanto ne tracannava avidamente un goccio. Sentivo
un bisogno incessante di quella sua follia. Come sarebbe rinunciare a
tutto ? A un tutto che ci sembra sempre un nulla ? Se glielo chiedi,
resterà un po’ in silenzio, poi, passandosi una mano tra i capelli, con la
sua voce lenta e strascicata, ti risponderà – Quel che conta è riuscire a
passeggiare lungo il mare, ogni tanto….quando tira vento…e stringersi tra
le braccia…senza temere la tempesta…..-