RACCONTI D'AUTORE  
 
     
 
 

 

Hina Hani

 
 

Carne e Chianti

 
 

 
 

Foto emmanuelponcelet

 
 
 

Non ho talento musicale: credo sia questo il motivo per cui ho sempre amato i musicisti.
M’illudo che, oltre a sudore e sperma, qualcos’altro di loro possa rimanermi addosso, infondendomi un’arte che non posseggo. Una sorta di scienza infusa della scopata.
Amo la magia di chi compone, o anche soltanto esegue: nessun’altra categoria esercita lo stesso fascino su di me, bellezza e ricchezza si rivelano prive di ogni ascendente, se non attribuibili ad un virtuoso delle note.
Mi consuma e nella sua carnalità estrema mi rende incorporea il desiderio che mi annienta se ti vedo e ti ascolto, non riesco a smettere, non riesco, mia ossessione, mio fuoco, non posso farne a meno. Il mio volere è subordinato al desiderio, il mio arbitrio abdica, impotente, guerriero vinto senza dignità alcuna, davanti al tuo culo perfetto.
Ricordi, mi aspettavi nudo, davanti alla tua tastiera. Ti ho raggiunto, nuda anch’io, e sono rimasta a guardarti. Hai sorriso, tirato una boccata nervosa alla sigaretta socchiudendo gli occhi che in penombra sembravano più scuri, un braccio dietro di me. Hai poggiato la testa sul mio seno, mi hai baciato i capezzoli, hai detto: “ E adesso?”. “Adesso non so” ho risposto.

Abbiamo iniziato a rivestirci, lentamente e senza troppa convinzione, mi sembrava sacrilego separare i nostri corpi, ma suppongo fosse necessario. Ho iniziato a truccarmi davanti allo specchio del bagno, partendo dal fondotinta, come faccio di solito. Ti sentivo muovere in lontananza e notavo di avere, nonostante tutto, un magnifico aspetto. E’ vero, dunque, che il sesso fa bene alla pelle…non avevo dormito, eravamo stati per ore stretti nella notte, a sospirare insieme regalandoci orgasmi. Dentro di me per ore. Sei stato dentro di me per ore, e adesso ho un magnifico aspetto, ma devo truccarmi per uscire. Ho visto il tuo volto riflesso dietro il mio, mi hai abbracciata.
Ho sentito la tua erezione contro il mio sedere, ho smesso di truccarmi mentre spostavi di lato il mio perizoma nero ed entravi di nuovo dentro me, appoggiata al lavandino del tuo bagno.

Sei rimasto fermo per un attimo, sentivo i tuoi pettorali sulla mia schiena, mi hai slacciato il reggiseno, preso in mano le tette, iniziato a sospirare. Nulla mi eccita più dei sospiri di un uomo in godimento. Nulla. Soprattutto se ricordano gemiti di sofferenza. (Tu, ieri sera, sei venuto con il grido rauco di un animale ferito. Un grosso felino colpito per sbaglio). Hai cominciato piano, sei arrivato in fondo a me, ansimando con la tua voce calda mentre ti guardavo allo specchio. Sei così bello mentre mi scopi. Così bello che quasi vengo guardando l’effetto del piacere sul tuo volto.
Avevo bisogno di baciarti, però…e ti ho preso una mano, mi sono messa le dita in bocca, le ho leccate e mordicchiate mentre tu sospiravi sempre più forte. I tuoi fianchi oscillavano, ripensavo al tuo movimento quando suoni in piedi, e seguendo il ritmo muovi il bacino avanti e indietro.
Sei uscito da me. Come si fa a fare l'amore senza fare lingua in bocca? Bacio lubrico. Lento. Lungo.

Ho socchiuso gli occhi per vedere la tua guancia muoversi, i tuoi muscoli danzare, la mandibola spigolosa tra le mie dita. Ti accarezzavo mentre mi baciavi. La tua lingua nella mia bocca, fino in fondo…e il tuo volto in movimento sotto la mia mano.
Siamo tornati in camera, abbiamo sbattuto contro lo stipite, decisi a non interrompere il bacio. Siamo caduti sul letto senza parlare, e hai ricominciato a muoverti dentro di me. Mi veniva da piangere, era troppo intenso, volevo gridare, ma non sarebbe bastato. Stavo mangiando la tua lingua, sospiravi nella mia bocca, mi sbattevi sempre più forte, ho appoggiato le gambe alle tue spalle. Ora veniva da gridare anche a te. Mi hai messo un dito dentro, l’hai leccato e poi mi hai baciata. E’ questo il sapore dei nostri sessi insieme, ho pensato.
“Amore”, hai detto con voce rotta, “amore”, mentre i tuoi capelli neri frustavano la mia faccia.
Poi non ho pensato più.
Amore. Vorrei dirti adesso, mentre mi cerco guardando i tuoi video, persa nei miei spasmi, squarciata dal desiderio di te.