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Mi sveglio di
soprassalto, con il cuore in gola, le lenzuola bagnate di
sudore.
Tiro il respiro un paio di volte, con fatica, come se un macigno
gravasse sul mio petto, prima di riuscire a respirare
regolarmente. Solo allora apro gli occhi: dalle imposte,
filtrano livide lame di luce lunare.
Un incubo, solo un dannato incubo: si dice che al risveglio, i
sogni si dissolvano in fretta, eppure io ricordo distintamente
tutto, come se lo avessi vissuto.
Quella donna minuta sulla trentina, gli occhialetti sulla punta
del naso, un casco di capelli tinti di nero, è una psichiatra.
Nessuno me lo ha detto, lo so, e basta.
Sto andando a lezione, la solita routine quotidiana, e quella
donna attira la mia attenzione; perché ora mi rivolge quel
sorriso enigmatico e quello sguardo bollente?
Seduti di fronte, in silenzio, sta giocando con me, lo sento, ma
voglio stare al gioco.
Adesso mi sembra di soffocare nuovamente: scalcio via le
lenzuola e passo una mano sulla fronte imperlata di sudore
freddo.
Cerco di scacciare il pensiero, ma quel dannato incubo si è
impadronito della mia mente e scorre implacabile come un film.
La seguo, o meglio, lei fa si che io la segua, probabilmente è
un copione che ha scritto con fredda precisione, chissà quante
altre volte lo ha gia messo in scena.
Fa finta di cadere, prende una storta, l’aiuto; ho l’impressione
che tutto proceda secondo il suo schema di gioco.
Dice di chiamarsi Ester, che la sua abitazione è vicina, mi
chiede di accompagnarla a casa.
La casa..non la scorderò mai quella casa.
Ester avanza sicura nell’appartamento nonostante la semi
oscurità, un forte profumo di incenso invade le mie narici e la
mia mente, forse non è incenso ma qualche sconosciuta droga
orientale.
L’illuminazione tenue prodotta dalle candele colorate accese per
tutta la casa crea bizzarri giochi di luce ed ombre, un mondo
eccitante ma sento al tempo stesso ambiguo, minaccioso.
Una musica sensuale fa da sfondo a questo mondo irreale, tutto
sembra preparato, o forse è proprio cosi.
Iniziamo a parlare del piu e del meno, dalle battute provocanti
ai primi baci il passo è breve, tutto succede cosi rapidamente;
mi ritrovo nel suo letto, completamente nudo, il mio corpo vibra
a ritmo del suo, tutto è cosi bello.
Ho freddo, tanto, un tremito inarrestabile agita le mie gambe.
Sento che c’è qualcosa che non va, forse c’è qualcuno dentro
casa?
Arriva un’altra donna, lunghi capelli biondi, lisci come la
seta, fisico atletico, si unisce a noi, ogni mia più segreta
fantasia sembra materializzarsi, non ho mai sperimentato
qualcosa di simile. Scorrono immagini confuse, sensazioni
distorte.
Con gli occhi sgranati nella penombra, riesco a voltarmi
abbastanza per fissare la soglia della stanza da letto.
Nessuno, è ovvio.
Un incubo, solo un maledetto incubo.
Mi risveglio solo nel letto, sento voci femminili provenire
dall’altra stanza, cerco di avvicinarmi; non capisco quello che
dicono, sussurrano rapide, intuisco parole sparse
Ragazzo rasoio gioco sparire
Quello che sento mi basta, devo scappare prima possibile.
Ho capito, ieri sera ho rivisto quel film, poi ho anche bevuto
troppo e... una sbronza ed un incubo.
Sono sveglio, non sento più freddo, il sudore si è asciugato, ho
la mente lucida. Forse è meglio che cerchi di riaddormentarmi,
domani mattina devo essere fresco e riposato.
Un suono nel silenzio che avvolge l'appartamento
Istintivamente, mi alzo dal letto e mi affaccio sulla soglia del
corridoio. Lascio scorrere una mano sulla parete gelida fino a
trovare l'interruttore della luce.
Il corridoio e il vestibolo sono deserti.
Questo maledetto incubo mi sta facendo impazzire.
Torno indietro, chiudo gli occhi, li riapro, sbattendo le
palpebre, scuoto il capo.
Sento qualcosa che non riesco a distinguere.
Afferro il ricevitore e lo accosto all'orecchio, è muto.
La figura sulla soglia della camera da letto indossa un
impermeabile scuro: alla luce della luna che filtra livida
attraverso le imposte non riesco a distinguere i tratti del suo
viso incorniciato dai lunghi capelli biondi, lisci come la seta,
ma solo i bagliori riflessi dalla lama del rasoio, che stringe
nella mano guantata.
FINE |
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