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La galleria
era semivuota, si avvicinava l’orario di chiusura e i quadri di varie
dimensioni guardavano muti i pochi visitatori che ancora si attardavano
nelle ampie sale. Marco camminava lentamente, assorbito nei suoi pensieri,
guardandosi intorno rapito da quelle visionarie rappresentazioni.
L’arte di Eva era ambigua, densa, aveva qualcosa di sensuale e terribile,
Eros e Thanatos si mescolavano in tutti i suoi quadri.
Conosceva solo il nome d’arte della misteriosa pittrice che aveva
inaugurato da poco la mostra “I mille segreti di uno sguardo”, ma ne aveva
letto interessanti recensioni e incuriosito era andato a vederla. Studente
di Arte, amava aggirarsi silenzioso nelle sale semivuote delle gallerie
quando si avvicina l’orario di chiusura, per poter ammirare indisturbato
le opere che più lo colpivano.
Camminando vide, davanti ad una parete laterale, fiocamente illuminata,
un’avvenente donna, intenta a guardare un quadro che subito attirò la sua
attenzione.
Non riusciva a mettere a fuoco completamente quello che vedeva, ma
qualcosa a livello inconscio lo aggredì con forza; si bloccò con il cuore
che pulsava forte nel petto, la testa gli girava, tutto intorno a lui gli
sembrò perdere colore e significato. Decise di avanzare di qualche passo
ma subito si fermò, diviso tra la voglia di dare un senso all’ inquietante
rappresentazione e l’irrazionale voglia di fuggire più lontano possibile.
Il silenzio avvolse completamente Marco che come in preda ad un forte
shock guardava muto il dipinto.
Improvvisamente la signora si accorse di lui e con voce gentile iniziò a
parlargli.
Marco trasali e voltatosi vide che la donna adesso lo guardava
incuriosita.
“E’ uno dei quadri che amo di più” disse avvicinandosi a Marco.
“Ma ma..” Marco era senza parole, ancora sconvolto dal quadro.
“Piacere sono EVA, la creatrice di tutte questi quadri. E tu sei?”
“Marco Rossi” rispose con un filo di voce iniziando a riprendersi
“Ti piacciono i miei quadri? Vieni con me.” E subito si girò, senza
neanche preoccuparsi della risposta del ragazzo, avviandosi verso
l’uscita.
Marco quasi in trance iniziò a seguire la pittrice.
Nella galleria ormai vuota regnava un silenzio carico di mistero,
disturbato solamente dall’eco distante dei passi che si allontanavano.
Eva apri la porta del suo studio/appartamento, avanzando sicura nonostante
la scarsa luce, e subito un forte profumo di incenso invase le narici e la
mente del giovane ragazzo.
L’illuminazione tenue prodotta dalle candele colorate disperse in tutta la
casa creava bizzarri giochi di luce ed ombre, un mondo irreale, un mondo
sensuale ma al tempo stesso ambiguo, minaccioso.
Tele dalle forme più disparate erano sparse per le stanze, dipinti e studi
a varie fasi di realizzazione.
In fondo alla stanza, distesa sopra un divano dalla forma molto
particolare egli riconobbe il profilo di una donna, coperta solamente da
un leggero velo arancione, che sembrava dormire
“Si è la modella che hai visto in molti dei miei quadri” disse con
sicurezza EVA, intuendo i pensieri confusi del giovane, e subito lo prese
sottobraccio conducendolo in un’altra stanza.
“Ho una sorpresa per te” disse la pittrice, accendendo l’interruttore
della luce e facendo entrare il giovane nella stanza.
Marco abbagliato dall’improvvisa violenza della luce ci mise alcuni
secondi prima di capire di trovarsi in una stanza semplice, arredata
solamente con un tavolo su cui c’erano strani oggetti che non riuscì ad
identificare, una poltrona con il cavalletto, ed una sedia.
“C’è qualcosa di sbagliato in tutto questo.” Marco penso tra sé e sé,
sentendo un brivido freddo corrergli lungo la spina dorsale.
“Siediti” disse EVA, con un tono che non ammetteva repliche, “Torno
subito” disse sorridendo.
Marco si sedette senza troppa convinzione, tutti sensi in allerta, pronto
a reagire alla prima minaccia di pericolo.
Improvvisamente dalla porta spalancata sul resto della casa in penombra
comparve la modella, ancora vestita solo del pareo arancione, che subito
si diresse verso di lui.
“Oh Ciao” Marco scattò in piedi sorpreso, ma la ragazza con ferma dolcezza
lo costrinse a sedersi.
Senza dire una sola parola si adagiç su di lui, iniziò a baciarlo
languidamente sul collo, poi sulle labbra, poi lentamente si rialzò, gli
girò intorno e iniziò a muoversi lentamente contro di lui.
Il suo cuore batteva all’impazzata, totalmente impreparato a questa
situazione; sentiva crescere rapida l’eccitazione dentro di lui.
Lei intanto continuava a toccare il suo corpo costringendolo ad un ruolo
di passivo spettatore
Un rumore metallico riscosse Marco dal Nirvana in cui stava viaggiando,
scaraventandolo nell’incubo.
Provò a muoversi, ma si scopri incatenato alla sedia, stretto dalla morsa
di due gelidi anelli di metallo intorno a polsi.
La sua dolce carceriera intanto sorrideva, gli occhi scintillanti di una
misteriosa follia
Nella sua estasi sensuale non si era accorto della presenza della
pittrice, che intanto si era messa già all’opera dietro una tela
spaventosamente familiare
Vide la modella avanzare verso il tavolo, la vide scegliere con folle
calma uno dei vari strumenti di tortura, che solo ora con orrore
riconobbe, e poi girarsi verso la pittrice per avere da lei un silenzioso
assenso
Marco chiuse gli occhi e iniziò ad urlare.
Riapri occhi, una folla di persone anonime intorno a lui lo guardava
interessata, le sue urla ancora riecheggiavano per le sale che andavano
riempiendosi.
“Ragazzo, Ragazzo, come stai? Che ti è successo?” disse rivolgendogli la
parola una ragazza bionda molto attraente
Impallidì, riconoscendo nel volto della ragazza il volto della sua
sensuale carnefice, e subito iniziò a correre a per di fiato verso
l’uscita
“Chissà perché ha avuto quella reazione davanti al tuo quadro” disse la
ragazza ad un’altra donna che nel frattempo si era avvicinata a lei,
guardando il quadro che raffigurava una stanza spoglia, dove, legato ad
una sedia, un corpo maschile veniva torturato da una avvenente ragazza
bionda mentre una pittrice eseguiva il suo dipinto.
“Non tutti capiscono la mia arte purtroppo.” disse e si diresse con
sottobraccio l’amica verso un’altra quadro.
FINE |
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