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CAMILLA
Sarabanda
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Ritiro il foglietto ed esco all'aria aperta per respirare, lo
giro e rigiro tra le dita, non ho il coraggio di aprirlo, non
voglio sapere, lo butto sul sedile come se scottasse, sono
masochista anche nella curiosità! Lo abbandono in un angolo
della consolle dell'entrata e lo ignoro.
E' assurdo, un numero è il mio padrone, il bene o il male, la
gioia o il dolore, la luce o il buio. Non ci avevo mai pensato,
ma tutto quello che sono , faccio, perdo, spreco, conquisto è un
numero e tutti siamo numeri: il neonato dietro il vetro, il
prigioniero ebreo, il pensionato in fila, l'atleta in campo, la
massaia dal salumiere, lo faceva notare ieri sera una pubblicità
telefonica.
Indefiniti, indefinibili, infiniti, i numeri ci piovono addosso
come coriandoli, si mescolano, si aggrovigliano, seducono,
ammiccano, deludono: amati, odiati, desiderati, respinti,
celati, ingannevoli, maledettamente chiari e sfacciatamente
sinceri. Mi hanno sempre affascinata e anche ossessionata:
qualsiasi cosa faccio, la mia mente si mette in moto "uno, due,
tre, quattro"!
Ecco, quattro! mi mette l'ansia , strascico di paure infantili
indotte da credenze popolari, lo scompongo subito in tre+uno!
Nell'attesa sfollano la mia mente, se conto fino a 60 è passato
un minuto, ma è difficile concentrarsi, ripeto, ricomincio,
dilato e restringo il tempo.
Tre, il numero che piace di più: l'Amore divino e l'amore
profano, lui lei l'altra o l'altro...che complicazione, altro
che numero perfetto!
23, 32, 47, 56...tutti sottindendono qualcosa, una
superstizione, un immaginario, 69, le ultime due cifre della mia
targa: quanti camionisti mi hanno bersagliato di clacsonate !
Uno due tre quattro...dicono che per dormire bisogna contare le
pecore, chiudo gli occhi, mi guardano con l'aria stupida e
canzonatoria, si rifiutano di saltare !
L'insonnia è la mia compagna inseparabile dal giorno in cui hai
deciso di non fare più sesso con me e di voler trasformare il
nostro rapporto in una amicizia affettuosa e profonda utile a
tutti e due !
OK, lo sapevo che prima o poi sarebbe finita, sei stato chiaro
fin dall'inizio: totale sottomissione mia, nessun coinvolgimento
emotivo da parte tua. Sei stato comunque il più dolce,
appassionato, sorprendente degli amanti, insieme abbiamo avuto
esperienze indimenticabili, perciò il nuovo legame mi poteva
andar bene mi appagava...fino a quando non ho saputo dell'altra,
allora è cominciata l'insonnia.
Appena spengo la luce la mia mente è un vulcano in eruzione: le
tue mani accarezzano seni sodi e invitanti? Il tuo dono è preso
con desiderosa prepotenza? E tu partecipi? Ti lasci andare?
Mille domande!!! Devo alzarmi e fermare il martello che ho in
testa. Uno due tre quattro...
Alle 6,30 uno squillo assordante, lacera il torpore in cui sono
caduta.
"Ciao..." per un attimo il cuore si ferma, rimango muta in
attesa .
"Ehi, mi senti?...ti ho svegliata?" Trattengo la rispostaccia e
ascolto un uomo che mi parla sottovoce, che dice che gli
piaccio, che sa che ho un bel corpo, rotondo nei punti giusti,
una voce calda e sensuale, che mi pensa ed è eccitato...
Ogni tanto richiama la mia attenzione "Ehi... mi senti? Non ci
posso credere! queste cose le ho sentite raccontare tante volte,
le ho viste al cinema, non credevo accadessero anche a me !
Sono incuriosita, non butto giù la cornetta e ascolto le sue
avances impacciate, interrompendo solo quando diventano più
intime. Non finisce lì, dopo qualche giorno l'ammiratore
sconosciuto si fa vivo ancora: non ho voglia di insultarlo e
trattarlo male, mi fa tenerezza, ha una bella voce di uomo
giovane, lo ascolto paziente e mi accorgo che mi diverte.
Mi parla di sé, dei suoi turbamenti, delle sue fantasie, alla
fine mi scopro contenta di questa abitudine...mah? Assecondare
un uomo, accudirlo nella confessione del suo desiderio e del suo
godimento...ma che sto facendo? Beh, niente di male, forse
qualcosa di bene! forse ha bisogno di questo: qualcuno che lo
ascolti, che ascolti le sue fantasie erotiche.
Uno due tre quattro...ora non conto più le pecore ma i tasti del
telecomando: mio figlio mi ha regalato il decoder, posso
scorrere mille canali e fare scorpacciate di film, oggi
pomeriggio verrà con un suo amico bravo tecnico per sintonizzare
e memorizzare .
Preparo un aperitivo, è tanto che non ho occasione di dimostrare
come sono brava a dosare perfettamente gli ingredienti.
L'amico di Paolo è simpatico e scherzoso, molto competente:
hanno frequentato insieme le scuole elementari e medie, poi
Paolo è andato al liceo, lui invece ha preso il diploma da
perito elettrotecnico e lavora in proprio. Non sono rimasti
grandi amici, ma condividono la passione per il calcio e spesso
si ritrovano in qualche partita amichevole.
In poco tempo sistema tutto, mi dà istruzioni sull'uso dei
tasti, sorridendo bonario quando non capisco e deve ripetere.
Gradisce l'aperitivo, si complimenta per il miscuglio, dicendo
che ci so fare.
"Ehi...attento Paolo stai rovesciando le noccioline !"
Scaccio un pensiero impertinente con un'alzata di spalle e
portando in cucina i vassoietti vuoti.
Si alzano e si avviano alla porta: Mio figlio mi sfiora la
guancia con un bacio"Ciao mà" e si avvia per le scale, Massimo,
l'amico, mi stringe forte la mano poi rapido mi sfiora le labbra
e sussurra "Grazie di tutto...! A presto!" Rimango imbambolata a
guardarlo scendere le scale, chiudo il portone e finisco di
riordinare". Cos'è questo? Ah, il foglietto con l'esito...". Ora
lo apro!
FINE
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