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CAMILLA
E’ bello
l’americano
(Omaggio a Lucio Dalla)
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E’ bello l’americano con l’elmetto slacciato, il sorriso schietto, i denti
bianchi e la pelle ambrata: appoggiato al moschetto scarico saluta tutti e
distribuisce cioccolate e gomme da masticare.
Cammini a lungo a fianco alla camionetta, felice quando ti guarda, accetti
i suoi doni preziosi nascondendoli nella scollatura, che regalo per la
mamma e i fratellini!
La piazza è gremita di gente in festa, su un palco improvvisato una
fisarmonica ed un mandolino sembrano impazziti di boogie boogie, i
liberatori chiamano le ragazze, insegnano i passi, le fanno volteggiare
tra grida e applausi.
E’ proprio bello quell’americano, non lo perdi di vista un attimo, il tuo
cuore batte più forte quando il suo sguardo distratto ti sfiora, nessuno
dei coetanei di paese ti ha mai fatto questo effetto: Gino ha
appoggiato le labbra sulle tue un pomeriggio, ti sei allontanata
disgustata giurando che non glielo avresti più permesso. Si fa largo, ti
prende per mano e ti guida nel ballo, ti insegna a muovere i piedi al
ritmo musicale con le sue forti mani appoggiate sui tuoi fianchi.
“Brava! Bella” la sua voce sonora sovrasta il rumore, ripete le poche
parole italiane, tu impari in fretta le eccitanti acrobazie, ti solleva
come un fuscello e la tua gonna fa la ruota tra gli applausi.
Ti rigiri sul materasso di foglie che denuncia scricchiolando ogni tuo
movimento, la nonna sbuffa lì accanto e non capisce perché non dormi, tu
che piombi subito nel sonno non appena ti sdrai.
Ma questa sera i tuoi occhi sono aperti su un viso sorridente, su una
bocca invitante che vorresti sulla tua, che senti adatta a te, che accende
la tua pelle come la febbre.
E’ bello l’americano che torna a cercarti, che ti tiene abbracciata mentre
andate alla balera, che beve il vino bianco all’osteria insieme ai paesani
e ti fa ballare fino allo sfinimento. Non sei mai stata innamorata, sei
appena sbocciata tra sirene di allarme e macerie, tra rifugi maleodoranti
e bocconi di polenta contesa, fino ad ora hai pensato solo a sopravvivere,
a sentire prima degli altri il rombo degli aerei, a riconoscere tra le
erbe rinsecchite quelle buone per la zuppa.
Ti scopri donna, con seni sodi e prosperosi, vita sottile, gambe
slanciate, hai capelli corvini che ti incorniciano il viso grazioso,
labbra carnose. Prima di uscire ti guardi nel pezzo di specchio
rimasto sul comò, ti aggiusti i riccioli sulla fronte e ti mordi le labbra
per colorarle.
Quando lui arriva gli corri incontro con il viso rosso di emozione, senti
caldo dappertutto non appena ti sfiora la guancia per salutarti, qualcosa
di umido ti bagna le mutandine e tu pensi vergognosa alle “tue cose” in
anticipo.
E’ bello l’americano, ti porta a spasso lungo il fiume, ti parla a gesti
mescolando le due lingue, tu ascolti, pendi dalle sue labbra, non ti
importa quello che dice, ti piace la sua voce come carezza, il suo corpo
asciutto il suo sguardo tenero.
Che emozione quando si toglie gli scarponi e si avvicina all’acqua, quando
apre la camicia verde e mostra il suo petto diviso da una linea pelosa e
la spalla disegnata da una leggera ferita!
Non ti fai pregare e scendi anche tu nell’acqua sollevando la gonna e
mostrando le belle gambe da gazzella. Giocate spensierati tra gli spruzzi,
ridendo felici e inzuppati vi sdraiate al sole…
Ti guarda con dolcezza, ti scosta i capelli dal viso, ti sfiora le labbra
con baci leggeri, sempre più invitanti, finché non apri la tua bocca e
incontri la sua lingua morbida.
E’ bello l’americano, ci sa fare…ti accarezza , ti stuzzica i capezzoli
che si protendono sotto il vestito bagnato, ti scopre le cosce e ti bacia
fino all’orlo delle mutandine.
Hai la gola chiusa per l’emozione, senti liquido caldo uscire dalla tua
giovane vagina e lui beve la tua verginità che gli doni con tutta te
stessa.
Era così che sognavi l’amore, l’incontro con l’uomo del tuo cuore, che ti
mandasse in estasi, che ti facesse gridare di dolore e di gioia, che ti
guidasse nell’oblio del godimento appagante.
E’ bello l’americano quando con aria triste ti dice che deve partire col
suo reggimento, quando ti abbraccia stretta e masticando italiano sussurra
che non ti dimenticherà, che sei la sua vita…
E tu lo lasci andare con il cuore a pezzi e non gli dici che hai la sua
vita dentro di te!
FINE
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