Non esistono racconti morali o immorali.  Ci sono solo racconti scritti bene o racconti scritti male. Questo è tutto. Oscar Wilde

 

 

CAMILLA
E’ bello l’americano
(Omaggio a Lucio Dalla)
 

 

 



E’ bello l’americano con l’elmetto slacciato, il sorriso schietto, i denti bianchi e la pelle ambrata: appoggiato al moschetto scarico saluta tutti e distribuisce cioccolate e gomme da masticare.
Cammini a lungo a fianco alla camionetta, felice quando ti guarda, accetti i suoi doni preziosi nascondendoli nella scollatura, che regalo per la mamma e i fratellini!
La piazza è gremita di gente in festa, su un palco improvvisato una fisarmonica ed un mandolino sembrano impazziti di boogie boogie, i liberatori chiamano le ragazze, insegnano i passi, le fanno volteggiare tra grida e applausi.

E’ proprio bello quell’americano, non lo perdi di vista un attimo, il tuo cuore batte più forte quando il suo sguardo distratto ti sfiora, nessuno dei coetanei di paese ti ha mai fatto questo effetto: Gino ha
appoggiato le labbra sulle tue un pomeriggio, ti sei allontanata disgustata giurando che non glielo avresti più permesso. Si fa largo, ti prende per mano e ti guida nel ballo, ti insegna a muovere i piedi al ritmo musicale con le sue forti mani appoggiate sui tuoi fianchi.
“Brava! Bella” la sua voce sonora sovrasta il rumore, ripete le poche parole italiane, tu impari in fretta le eccitanti acrobazie, ti solleva come un fuscello e la tua gonna fa la ruota tra gli applausi.
Ti rigiri sul materasso di foglie che denuncia scricchiolando ogni tuo movimento, la nonna sbuffa lì accanto e non capisce perché non dormi, tu che piombi subito nel sonno non appena ti sdrai.
Ma questa sera i tuoi occhi sono aperti su un viso sorridente, su una bocca invitante che vorresti sulla tua, che senti adatta a te, che accende la tua pelle come la febbre.

E’ bello l’americano che torna a cercarti, che ti tiene abbracciata mentre andate alla balera, che beve il vino bianco all’osteria insieme ai paesani e ti fa ballare fino allo sfinimento. Non sei mai stata innamorata, sei appena sbocciata tra sirene di allarme e macerie, tra rifugi maleodoranti e bocconi di polenta contesa, fino ad ora hai pensato solo a sopravvivere, a sentire prima degli altri il rombo degli aerei, a riconoscere tra le erbe rinsecchite quelle buone per la zuppa.
Ti scopri donna, con seni sodi e prosperosi, vita sottile, gambe slanciate, hai capelli corvini che ti incorniciano il viso grazioso, labbra carnose. Prima di uscire ti guardi nel pezzo di specchio
rimasto sul comò, ti aggiusti i riccioli sulla fronte e ti mordi le labbra per colorarle.
Quando lui arriva gli corri incontro con il viso rosso di emozione, senti caldo dappertutto non appena ti sfiora la guancia per salutarti, qualcosa di umido ti bagna le mutandine e tu pensi vergognosa alle “tue cose” in anticipo.

E’ bello l’americano, ti porta a spasso lungo il fiume, ti parla a gesti mescolando le due lingue, tu ascolti, pendi dalle sue labbra, non ti importa quello che dice, ti piace la sua voce come carezza, il suo corpo asciutto il suo sguardo tenero.
Che emozione quando si toglie gli scarponi e si avvicina all’acqua, quando apre la camicia verde e mostra il suo petto diviso da una linea pelosa e la spalla disegnata da una leggera ferita!
Non ti fai pregare e scendi anche tu nell’acqua sollevando la gonna e mostrando le belle gambe da gazzella. Giocate spensierati tra gli spruzzi, ridendo felici e inzuppati vi sdraiate al sole…
Ti guarda con dolcezza, ti scosta i capelli dal viso, ti sfiora le labbra con baci leggeri, sempre più invitanti, finché non apri la tua bocca e incontri la sua lingua morbida.

E’ bello l’americano, ci sa fare…ti accarezza , ti stuzzica i capezzoli che si protendono sotto il vestito bagnato, ti scopre le cosce e ti bacia fino all’orlo delle mutandine.
Hai la gola chiusa per l’emozione, senti liquido caldo uscire dalla tua giovane vagina e lui beve la tua verginità che gli doni con tutta te stessa.
Era così che sognavi l’amore, l’incontro con l’uomo del tuo cuore, che ti mandasse in estasi, che ti facesse gridare di dolore e di gioia, che ti guidasse nell’oblio del godimento appagante.

E’ bello l’americano quando con aria triste ti dice che deve partire col suo reggimento, quando ti abbraccia stretta e masticando italiano sussurra che non ti dimenticherà, che sei la sua vita…
E tu lo lasci andare con il cuore a pezzi e non gli dici che hai la sua vita dentro di te!
 

 

 

 

 

 

FINE

 

 
 
 

 

I RACCONTI DI CAMILLA SU LIBERAEVA

Foto KIKIXUE

 

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